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Lo scienziato borderline

MUOS: tanto per ricordarvelo

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C’è stato in questi giorni il campeggio NOMUOS presso Niscemi, e noi tecnici del pool NOMUOS siamo stati rappresentati – fra gli altri – dal migliore di noi, dal primo, da un fisico senza il quale noi non saremmo mai esistiti: Massimo Coraddu di Cagliari. Del quale mi onoro di essere amico.

Fu lui, in un’estate di 4 anni fa, a parlarmi del MUOS e delle 46 antenne NRTF, di come la popolazione di Niscemi era stata ingannata e lasciata sola, di come degli accademici palermitani erano andati insieme agli americani a rassicurarli, che tutto andava bene e sarebbe andato meglio.

Raccontarono loro un falso: che il MUOS era innocuo, e – menzogna più da ignoranti che altro – che avrebbe sostituito le esistenti antenne. Peccato che, per iscritto in svariate occasioni, oltre che a voce quando andammo in ispezione coi parlamentari alla base NRTF, gli americani stessi confermarono quanto era ovvio: le antenne e il MUOS erano due cose diverse, l’uno non sostituiva le altre, e le antenne avrebbero continuato a funzionare. Sono onesti, a modo loro, gli americani: peccato si circondino di servi sciocchi, di poveretti che per un’oncia di potere e celebrità vendono la loro gente, la loro professione, la loro faccia, se mai ne hanno avuta una. E che ancora oggi, privi di vergogna, parlano: mentre una comunità scientifica seria dovrebbe cacciarli dalle loro stanzette a calci nel sedere.

Momenti: a febbraio 2013, in un’audizione dinanzi a due commissioni dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gino Levis, Massimo Coraddu ed io – insieme a molti altri – seppelliamo le bugie e le reticenze con un cumulo di verità enorme. Giampiero Trizzino – un altro onesto e capace – smuove il titubante governo regionale e il MUOS diventa – come era sempre stato – illegale. Perché ci sono politici onesti e capaci. Come Ignazio Corrao, che ha portato la voce dei nomuos a Bruxelles. Come Erasmo Palazzotto che ha sudato con me visitando l’orribile installazione ed ha fatto molto, al giusto momento. E molti altri.

Ricordi: l’Istituto Superiore di Sanità convoca un tavolo tecnico-scientifico per valutare la pericolosità del MUOS. A Roma, a quel tavolo, sono tutti d’accordo: nessun rischio o quasi. Tutti, tranne me ed il dottor Mario Palermo, un altro onesto e capace. In ogni modo, in ogni modo, cercano un accordo, e – non esito a dirlo – la pressione è fortissima: passo dei brutti momenti. Ma resisto, perché non sono da solo: c’è Massimo Coraddu, dietro di me. Ci sono Gino Levis, Alberto Lombardo, Rino Strano, Eugenio Cottone, Giuseppe Pace, Marino Miceli, Fiorenzo Marinelli, Valerio Gennaro e gli altri tecnici nomios: anche loro, onesti e capaci. C’è tutto il popolo nomuos, dietro di me, compagni di lotta e amici sinceri, che mi supportano (e sopportano) nei momenti di scoramento. Mario Palermo ed io depositiamo una Relazione di minoranza. Che sarà la chiave di volta per il TAR e la Procura per scardinare il Grande Disegno che io chiamo sempre: TUTTOVABEN-MADAMALAMARCHESA. Se un momento c’è mai stato – alto – nella mia vita di scienziato responsabile, è stato quello.

Momenti: il 12 settembre 2014 viene depositata alla Prima Sezione del TAR Palermo la relazione di verifica del Prof. Marcello D’Amore, professore emerito dell’Università della Sapienza in Roma e maggior esperto nazionale sull’argomento, riguardante il MUOS. Il TAR, in esito all’udienza del 27 Marzo 2014 aveva chiesto infatti al Prof. D’Amore di integrare la propria relazione tenendo conto dello studio condotto dall’ISS e di quello dell’ENAV. La Relazione del Verificatore smonta in maniera netta e totale le rassicuranti affermazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, di ISPRA e dell’ENAV. Contiene a tratti, pur nel linguaggio scientifico e pacato del maggior esperto italiano nel settore, critiche così brucianti all’operato di quelli che sarebbero tre organismi dello Stato Italiano che dovrebbero tutelare la salute e la sicurezza degli italiani, in questo caso residenti in Sicilia, che provo io stesso vergogna per loro.

Ricordo: faccio parte di un pool di dieci tecnici e scienziati che – a titolo di consulenza per i vari Comuni ed Associazioni che sono in causa al TAR – hanno presentato al verificatore del TAR un’ampia Relazione dove venivano messe in evidenza tutte le aberranti inesattezze, facilonerie, errori, sottovalutazioni dei Rapporti ISS, ISPRA e ENAV, e dove era affermato ancora una volta l’illegalità dell’autorizzazione a costruirlo, e l’assoluta infondatezza della “Revoca della Revoca” che la Regione Siciliana aveva emesso in quell’incredibile estate 2013, e che aveva permesso agli americani di ultimare il MUOS.

La Relazione di noi tecnici è stata diffusa ed è scaricabile sui siti nomuos. Vale sempre, punto per punto, riga per riga. I compitini – invece – sono carta straccia.

Ricordo: Quando tutte le nostre istanze ed osservazioni tecniche e scientifiche sulla pericolosità del MUOS e sull’assoluta insufficienza e illegalità delle indagini ambientali fatte viene totalmente confermata dal più autorevole esperto in materia d’Italia, io: ho pianto di gioia.

Momenti: quando la Procura di Caltagirone mette i sigilli sul MUOS, e si va com’è giusto nel Penale, cita letterali le nostre argomentazioni: l’Istituto Superiore di Sanità, non è stato in grado di procedere all’acquisizione né dei codici di calcolo, né dei dati dettagliati necessari, come si legge nella relazione dell’11.07.2013, per cui è dovuto ricorrere a procedure di calcolo semplificate ritenendo che tali procedure potessero dare indicazioni nell’ottica del caso peggiore. Supposizione errata. I calcoli sono stati effettuati in maniera corretta dal Verificatore, e contrariamente a quantostimato dall’ISS, risultano superiori ai limiti previsti dalle normative nazionali che, a differenza dei limiti spesso citati dall’ISS, costituiscono il solo riferimento di legge. Secondo D’Amore tale modo di operare rende per alcuni versi erroneo e, per altri, inattendibile il lavoro dell’ISS. L’affermazione dell’ISS di danno trascurabile conseguente all’esposizione di una persona agli elevati valori della densità di potenza e del campo elettrico lungo l’asse del fascio a 1600W e 31 GHz, nel caso di malfunzionamenti dei sistemi di puntamento o di eventi sismici, non è condivisibile. Al contrario si ritiene che tale evento debba essere evitato. Altri rischi il verificatore coglie per il corretto funzionamento degli apparecchi elettromedicali che ISS ha invece liquidato con faciloneria nonostante i nostri ripetuti richiami alla pericolosità del MUOS per quei dispositivi. È poi evidente la giusta preoccupazione espressa dall’Istituto Superiore di Sanità per la già critica situazione sanitaria del territorio interessato, già penalizzata dalla presenza del Petrolchimico e di altri inquinanti da correlarsi alla mancanza di studi sull’interazione delle diverse forme di inquinamento (chimico ed elettromagnetico) e dalla loro interazione, cosa che però ISS si è sempre rifiutato di considerare. Sulla base dei dati correnti di mortalità e di ospedalizzazione della popolazioni di Niscemi emerge un profilo di salute per molteplici aspetti sovrapponibile a quello della popolazione del Comune di Gela. Rispetto alle statistiche della Regione Siciliana si evidenziano per il genere maschile eccessi significativi per i tumori maligni nel loro complesso, tra cui il tumore del polmone e i tumori maligni delle ossa e della cartilagine, e per il genere femminile un eccesso per tumori malignidel sistema linfoematopoietico (leucemie e linfomi). Il rapporto ISS ritiene che tali patologie siano dovute ad esposizioni di varia natura, in alcuni casi correlabili ad esposizioni in ambito agricolo, tuttavia non prende in considerazione che una possibile causa potrebbe essere riferita agli effetti di esposizione a campi elettromagnetici, o ad una azione sinergica con le altre esposizioni, come noi abbiamo ampiamente ribadito. Pienamente condivisibile il richiamo finale sulla particolare attenzione e sulla cautela da dedicare ai rischi di esposizione dei bambini, della popolazione di Niscemi in quanto più “suscettibili degli adulti ad alcuni cancerogeni, incluse alcune sostanze chimiche e varie forme di radiazioni”. Viene anche sottolineato che ISS afferma le risultanze degli studi svolti a livello internazionale non consentono di pronunciarsi in modo positivo o negativo sugli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute. Ma una tale affermazione – si fa motare – potrebbe essere intesa come giustificazione per l’adozione del principio di precauzione. Sull’operato di ISPRA, che sarebbe l’ente preposto a tutelare la popolazione italiana dalle radiazioni elettromagnetiche e ionizzanti, si riportano fatti che mettono i brividi. I valori di campo elettrico nelle misure condotte da ISPRA sono stati ottenuti in un periodo di tempo limitato di dieci giorni, e sono notevolmente inferiori nei siti prossimi alla base NRTF, iLe motivazioni di tali macroscopiche discordanze avrebbero dovuto costituire oggetto di indagine da parte di ARPA Sicilia, tenuto anche conto che i risultati delle misure eseguite da ISPRA in collaborazione con la stessa ARPA Sicilia sono stati utilizzati dall’ISS per dimostrare che i campi elettromagnetici irradiati dalle antenne della base NRTF rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e sarebbero irrilevanti nell’eventuale cumulo con il campo elettromagnetico irradiato dalle antenne MUOS. In mancanza di tali approfondimenti le risultanze sperimentali del rapporto ISPRA nonpossono essere considerate dirimenti ai fini della valutazione dell’impatto elettromagnetico prodotto dalle antenne della base NRTF in prolungati periodi di tempo e di conseguenti rischi di esposizione per la popolazione. Pesanti come macigni poi le osservazioni sui rischi per il traffico aereo. Infatti l’ENAV ha basato le proprie valutazioni utilizzando algoritmi per il campo lontano, mentre, come già chiarito nella prima verificazione, il campo vicino per questo tipo di impianti ha una lunghezza di circa 67 Km. Ciò oltre ad inficiare le valutazioni fatte dall’Ente, le rende parziali ed insufficienti non essendo stata valutata assolutamente l’interferenza con gli aeroporti di Catania e Sigonella che pure rientrano nel capo vicino del fascio d’onde prodotto dalle parabole del MUOS.

Ricordi: faccio notare al Senato della Repubblica, in audizione, che la realizzazione del MUOS venne trasferita da Sigonella, dove originariamente era stata progettata, a Niscemi per il rischio che le onde provocassero l’innesco degli ordigni collocati sugli aerei. Il motivo è evidente: e il trasferimento ha tutelato gli aerei da guerra di Sigonella, mentre non dà alcuna garanzia per gli aerei civili. I senatori sono basiti. Un gentiluomo e deputato siciliano, Gianluca Rizzo, mi lascia dire la stessa cosa alla Commissione Difesa della Camera dei Deputati.  Dico chiaro e tondo che verità non è quella di ISS, di ISPRA, di ENAV e di tutti i tecnici ed esperti di Stato: esperti che, tra parentesi, sono pagati dallo Stato e quindi da noi cittadini. La verità è un’altra, ed è scritta nella Relazione del Verificatore.

Momenti: un avvocato, membro del magnifico pool di avvocati NOMUOS che gratuitamente hanno lavorato in maniera eccezionale ed ottenuto risultati insperati, mi mette una mano sulla spalla e mi dice: non sei più solo, Massimo. Onesti, capaci, gli avvocati.

Momenti: Fabio d’A e tutti gli altri, del Coordinamento dei Comitati nomuos, che mi trattano come uno dei loro. Onesti e capaci, loro. E subiscono rappresaglie, sulla loro pelle. Gaetano Impoco, amico mio. Alfonso di Stefano, compagno.

A tutti quelli che ho nominato, alle mamme Nomuos, alle giornaliste oneste e capaci come Daniela e Giuliana, e sopra tutti a una compagna, Nadia Furnari: grazie. Grazie.

NoMuos. Né qui né altrove. Fino alla vittoria.

Ciccio La Rosa, amico mio sindaco gentiluomo: scriveranno i nostri due nomi, un giorno, da qualche parte: ma non ancora. Non ancora.

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