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Lo scienziato borderline

MUOS: Costi ignoti, Zero benefici

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Sembra che finalmente la motivata opposizione verso il MUOS abbia trovato perlomeno un ascolto a livello istituzionale, nel Parlamento Italiano:  proprio quell’organo che i Governi di Italia e USA hanno scavalcato in tutti questi anni, procedendo incostituzionalmente a colpi di accordi bilaterali ed atti di forza.

Si attende fra non molto la risoluzione sul MUOS delle Commissioni Senatoriali, dopo le audizioni di alcune settimane fa, svoltesi finalmente in un contesto di pari ascolto fra i siMUOS, non più beneficati di ruoli super partes, e i noMUOS.

Giovedì 15, n audizione presso la Commissione Difesa della Camera, abbiamo ricordato che il MUOS di Niscemi non si trova in USA o in Australia: posto a 5 km dal centro abitato, sorge nella Sughereta di Niscemi, area naturale sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi di legge. Niscemi è  in un’area ad elevato  rischio di crisi ambientale, per la presenza del Petrolchimico di Gela. Infine, è classificata in zona ad elevata pericolosità per rischio sismico.

Un’opera è accettabile qualora i costi del suo impatto siano inferiori ai benefici che la realizzazione dell’opera porta. I benefici del MUOS sono – per la popolazione siciliana ed italiana – difficilmente distinguibili da zero. Trascurabili dovrebbero essere quindi anche gli impatti di ogni tipo, sia in normale funzionamento che in caso incidentale. A fronte della costruzione in una riserva naturale SIC e in zona sismica, la valutazione costi-benefici è negativa e sconsiglia la realizzazione dell’opera. A fronte di quali vantaggi si espone poi la popolazione di Niscemi e della Sicilia ai rischi derivanti dal trasformare il suo territorio in un avamposto bellico statunitense, punto nevralgico delle sue comunicazioni?

Credo che i Parlamentari di entrambi i rami sian decisi a chiedere un ritorno alla legalità, raccomandando gli accertamenti previsti dalla Legge prima di continuare i lavori. Vedremo ora quali saranno le contromosse dei Governi. 

MUOS: COSTI E BENEFICI

TESTO COMPLETO

Audizione presso la IV Commissione Difesa, Camera dei Deputati, Roma

15 maggio 2014

1. Situazione Attuale

Il MUOS (Mobile User Objective System) è un sistema di comunicazioni satellitari per fini militari [Ref. 1].

L’impianto MUOS  di Niscemi, rappresenta una delle quattro stazioni di terra (le altre situate in Australia , Hawaii, Virginia); esso sorge a circa 5 Km di distanza dal centro abitato, ed  è costituito da tre grandi antenne paraboliche, del diametro di mt. 18,4; altezza del centro antenna sul terreno  mt. 11,2; angolo di elevazione  dell’asse di antenna 17°, e di due antenne elicoidali  di pochi metri di lunghezza e scarsa rilevanza come impatto.

Il sistema  MUOS è stato installato dalla  Marina degli Stati Uniti d’America all’interno della zona A della Riserva Naturale Orientata “Sughereta di Niscemi”,  istituita  con Decreto Assessoriale  n. 475 del 25.07.1997 ed affidata in gestione  all’Azienda Foreste Demaniali  della Regione Siciliana, sito di importanza comunitaria  (SIC ITA 05007) presso il Comune di Niscemi (CL), istituito ai sensi delle Direttive Comunitarie  92/43/CEE e 79/409/CEE, ed area sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del D. l.vo n. 42/2004 ( art. 142 co.1 lett. f) e g) )

Sullo stesso sito è operante  fin dal 1991  la Stazione  di Trasmissione Radio della Marina Statunitense  (NRTF) con 44 antenne, di cui 21 operative nella banda di alta frequenza (HF), 23  non più utilizzate da sei anni, e 1 antenna operante alla bassa frequenza (LF) di 46 kHz [1].

Il territorio di Niscemi ricade, insieme ai comuni di Gela e di Butera in un’area “ad elevato  rischio di crisi ambientale”, dichiarata  con deliberazione del Consiglio dei Ministri del 30 novembre 1990 ai sensi dell’art. 7 della legge n. 349 del 08.07.1986, come modificato dall’art. 6  della legge n. 305 del 28.08.1989, a causa della presenza del complesso industriale Petrolchimico di Gela che  ospita , tra l’altro una  Raffineria  e una Centrale Termo-elettrica (CTE) , autorizzata (unico caso in Italia)  all’incenerimento di pet-coke  (DL n. 22/2002).

Infine, per il rischio sismico, che è rilevante in quanto può essere causa di incidenti e malfunzionamenti per il MUOS, il comune di Niscemi è classificato in zona 2 –Elevata pericolosità, sulla base del Decreto della Presidenza della regione Sicilia del 15/01/2004 (sull’argomento si veda anche la relazione del verificatore del TAR, prof. D’Amore, citata alla nota 2, par. 5.1.1 a pag. 19).

La costruzione delle strutture esterne del sistema MUOS si è conclusa in data 27.01.2014, ma l’impianto non è ancora funzionante: mancano parti dell’elettronica e altri componenti.

La vicenda del MUOS di Niscemi, non è né solamente una questione siciliana, e neppure soltanto Statunitense, sebbene la Stazione NRTF e il MUOS siano di proprietà ed uso esclusivo degli USA e non dell’Esercito Italiano né della NATO. La vicenda MUOS investe i rapporti con gli Stati Uniti e quindi coinvolge a pieno titolo lo Stato Italiano.

Negli anni pregressi  sono state sollevate  molte preoccupazioni  in merito ai possibili effetti del MUOS sull’ambiente  e sulla salute  della popolazione, per i quali si rimanda alla Relazione Tecnica Completa [1] depositata in data odierna alla Commissione Difesa. Per riassumere in un’unica frase: la situazione del MUOS è paradigmatica per l’applicazione del “principio di precauzione”, come suggerito dalla stessa  direttiva comunitaria 92/43 /CEE art, 6, secondo la quale  il principio va impiegato “nel caso in cui i dati scientifici non permettano una  valutazione completa del rischio”.

Va considerata la localizzazione del MUOS nel contesto già esistente, considerando gli impatti sull’ambiente e la salute umana  derivanti dalla situazione ambientale in cui versa nell’attualità il territorio di Niscemi, sovrapponendo già gli effetti delle  Antenne esistenti ed operanti fin dal 1991 nonché gli effetti inquinanti dello stabilimento petrolchimico di Gela e della Centrale termoelettrica a pet-coke, e gli impatti che il sistema MUOS potrebbe determinare in futuro una volta entrato in funzione.

Le popolazioni  hanno lamentato la carenza  di un accertamento scientifico serio sul reale impatto  sull’ambiente e sulla salute di MUOS e NRTF. Nel territorio sono sorti movimenti e comitati popolari “NO MUOS”, di opposizione alla realizzazione dell’impianto  che hanno condotto anche battaglie giudiziarie presso i Tribunali  penali e amministrativi, dato che la procedura autorizzativa per il MUOS è stata costellata di  pareri scientifici contrastanti, provvedimenti autorizzativi e successive revoche.

2. Inquinamento Elettromagnetico di NRTF e MUOS

Il MUOS non è un impianto astratto, ma – con determinate caratteristiche di progetto – è proposto per la installazione presso la base NRTF di Niscemi. Nell’ambito della gestione del rischio dovuto al MUOS a Niscemi non si può pertanto prescindere dalla valutazione integrata del MUOS insieme alle altre sorgenti di rischio rilevante nell’area.

La presente Nota – oltre che costituire un sunto della Relazione in Ref. [1] – farà riferimento alla Relazione del Verificatore del TAR, prof. Marcello D’Amore dell’Università della Sapienza[2].

I requisiti minimi da soddisfare nella valutazione di opere, come la stazione MUOS presso NRTF, che comportano potenziali rischi per la salute della popolazione, e per le quali è stata presentata richiesta di autorizzazione, richiedono che ogni valutazione si debba basare sulla legislazione e sulle normative in vigore in Italia.

Questo, finora, non è avvenuto in nessun contesto ufficiale, né durante la procedura autorizzativa del 2011, del tutto irregolare, né nelle successive valutazioni del ISS (Istituto Superiore di Sanità) e di ISPRA[3] Altre procedure di calcolo e di valutazione possono essere utilizzate in integrazione alla legislazione e alle norme tecniche in vigore in Italia, solo se non sono in contraddizione con queste. Questo è uno dei motivi per il quale si ritiene di scarsa rilevanza, dal punto di vista legale e autorizzativo, la Relazione che l’Istituto Superiore di Sanità ha prodotto nel luglio 2013 sul MUOS.

Le garanzie di sicurezza per l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici sono fissate dalla legge quadro n. 36 del 2001  e dai successivi decreti attuativi (DPCM 8 Luglio 2003), che ne hanno fissato le soglie di sicurezza (recentemente modificate dall’art 14 del DL n.179 del18 Ottobre 2012). Le procedure tecniche che riguardano la misura e la valutazione delle emissioni sono fissate dalle norme CEI 211-7 e 211-10.

La  normativa italiana (Dlgs. 152/2006 e L. 36/2011) ha poi assunto  esplicitamente  il  principio  di  precauzione. Una  delle conseguenze è la fissazione di limiti più restrittivi di quelli internazionali per l’esposizione a lungo termine della popolazione (valori di attenzione). Il  rispetto di tali limiti non garantisce in assoluto l’assenza di rischio.

A questo fa anche esplicito riferimento la recentissima sentenza del TAR Sicilia del 9 luglio 2013: “Ritenuta per contro la priorità e l’assoluta prevalenza in subiecta materia del principio di precauzione (art. 3 dlg. 3.4.2006 n. 152) nonché dell’indispensabile presidio del diritto alla salute della Comunità di Niscemi, non assoggettabile a misure anche strumentali che la compromettano seriamente fin quando non sia raggiunta la certezza assoluta della non nocività del sistema MUOS”.

Le eventuali future emissioni dovute agli impianti MUOS, in assenza di un programma certo di dismissione degli impianti esistenti, si sommeranno a quelle dell’attuale impianto NRTF.

Visto che il sito prescelto si trova a meno di 150 metri dal parco della sughereta e il centro della cittadina di Niscemi è a una distanza compresa tra 5 e 6 Km, tutte le valutazioni andranno svolte in regime di “campo vicino”, cioè senza poter approssimare la sorgente ad un punto con la formula S=PG/4πR2. Il campo elettromagnetico emesso non è uniforme, vi è la presenza di cosiddetti “lobi”, cioè zone di massimo e minimo del campo, con oscillazioni rispetto al valor medio anche notevoli.

A questo scopo vanno tenuti distinti i due casi:

a) emissioni all’interno del lobo principale d’antenna: qui la normativa italiana consente l’uso di formule semplificate (Norma CEI 211-1O, formule 6-35 e seguenti). I valori di campo stimati superano i limiti di sicurezza per gli effetti acuti già per distanze inferiori a circa 17 Km, e indicano come il limite di esposizione previsto dalla normativa italiana possa essere superato di oltre quattro volte a distanze inferiori.[4] Un errore di puntamento delle parabole è un evento del quale va valutato il rischio, anche dato che il comune di Niscemi si trova in una zona ad alto rischio sismico. Questo non è stato fatto in alcuna procedura autorizzativa, mentre la Relazione ISS, come sopra riportato in Nota, lo considera inaccettabilmente “Nullo”, confermandosi come scarsamente rilevante per un’effettiva valutazione del rischio MUOS.

b) emissioni fuori asse, esterne al lobo principale d’antenna, per le quali la normativa italiana non prevede l’uso di espressioni semplificate, ma anzi invita ad “operare delle verifiche sia attraverso il confronto con metodi numerici, sia attraverso misure di laboratorio su alcune antenne campione” (CEI 211-10 pag 36).  La normativa (Norma CEI 211-7, par. 6.4.1, pag. 17) suggerisce l’uso di vari algoritmi di elaborazione (MOM, FEM, FDTD) ampiamente diffusi.

Un’imponente mole di  Sentenze della Corte di Giustizia indica che la Valutazione di impatto ambientale – la  V.I.A. propriamente detta – è obbligatoria nel caso in cui possa avere un notevole impatto sull’ambiente tenuto conto le caratteristiche dell’ ambiente stesso (cfr. Sentenza della Corte Di Giustizia – (Sesta Sezione) del 16 settembre 1999. World Wildlife Fund (WWF) e a. contro Autonome Provinz Bozen e a. Causa C-435/97.). Una VIA non può prescindere dalla localizzazione dell’impianto: quindi si deve ritenere che vada valutato in maniera integrata se, per il MUOS a Niscemi, le sue emissioni siano conformi  alla normativa nazionale e regionale in materia di tutela dalle esposizione elettromagnetiche e di tutela ambientale delle aree SIC, nonché a quella antisismica.[5]

Vi sono evidenze scientifiche sufficienti, anche se non definitive, del fatto che gli effetti biologici e sanitari a lungo termine delle radiazioni elettromagnetiche sono chiaramente stabiliti e si verificano anche a livelli molto bassi di esposizione.[6] Per la tutela della salute e dell’ambiente, quindi, possono certamente essere adottate anche misure più cautelative rispetto a quelle esplicitamente previste dalla legislazione, come dimostrato anche da recenti sentenze dello Stato Italiano, ma in nessun caso si possono indebolire le tutele esistenti.

Rimangono in conclusione aperte le seguenti questioni:

l) Valutazione predittiva in campo vicino del c.e.m. prodotto dalle antenne paraboliche del MUOS, dall’antenna a 46kHz  e dalle altre antenne NRTF.secondo le metodiche previste dalle norme CEI, unica valutazione scientifica del rischio che consenta a chi dovrà gestirlo di avere a disposizione uno strumento adatto a fornire risposte.

Si rileva come né nel procedimento autorizzativo del 2011 né nella relazione ISS vi sia un modello del campo emesso che possa avere un valore predittivo previsionale, modello richiesto dalla legge e appunto utile ai fini di una valutazione scientifica. Tale dettagliata analisi spaziale dei c.e.m. prodotti dalle antenne esistenti e future è richiesta anche dal verificatore del TAR[7] . Inoltre, in casi analoghi (emissioni di Radio Vaticana), è stata realizzata da ISPRA.[8] Tale valutazione previsionale è ulteriormente necessaria atteso che in diversi punti in prossimità di abitazione ARPA Sicilia ha riscontrato livelli di campo elettrico anche superiori ai 30 V/m, circa 5 volte i valori di Legge.

2) Analisi incidentale del rischio connesso a errore di puntamento e/o sisma ed analisi costi-benefici. Valutazioni semplificate effettuate a Norma di Legge indicano un’area di 17 km intorno al MUOS dove i limiti di esposizione vengono superati in caso di incidente: la piazza principale di Niscemi è a 5 km dal MUOS. Per la stima del rischio occorre valutare le frequenze di accadimento di questo ed altri eventi incidentali. Tutto questo è mancante in ogni valutazione ufficiale. E’ comunque facilmente dimostrabile che – a fronte della sismicità dell’area – la frequenza è rilevante, ed il conseguente rischio lo è altrettanto. Il principio di giustificazione impone che un’opera sia accettabile qualora i costi del suo impatto, valutati tramite opportuna VIA, siano inferiori ai benefici che la realizzazione dell’opera porta. I benefici sono – per la popolazione siciliana ed italiana – difficilmente distinguibili da zero, e comunque trascurabili. Trascurabili dovrebbero essere quindi anche i rischi e gli impatti ambientali di ogni tipologia, sia in normale funzionamento che in caso incidentale. Se pure ciò va verificato per il caso incidentale citato e per completezza d’analisi, è già evidente che i dati citati – basti solo l’impatto relativo alla costruzione in una riserva naturale SIC – rendono la valutazione costi-benefici sicuramente negativa e tale da sconsigliare la realizzazione dell’opera. Non si può nascondere inoltre l’assoluta inopportunità, al di là di ogni considerazione morale che pure è compito anche di una valutazione tecnica in senso più ampio, di esporre la popolazione di Niscemi e della Sicilia ai rischi derivanti dal trasformare il suo territorio in un avamposto bellico, e Niscemi in particolare in uno dei quattro punti nevralgici sulla Terra dell’intero sistema di comunicazione bellico statunitense.

3. Presenza di altre fonti di inquinamento

Lo stato di salute dei Niscemesi, come anche rilevato nella Relazione ISS, presenta un quadro con alcune patologie in maggior frequenza rispetto alla media, ivi comprese alcune patologie tumorali. Dette patologie possono essere messe in relazione a tutta la situazione  ambientale che insiste in un’area ad alto rischio qual è quella  che riguarda Niscemi , caratterizzata, quindi, oltre che dalla presenza delle 44 antenne NRTF  dal 1991 , anche dalla presenza del vicino petrolchimico di Gela. In particolare , è notorio che il territorio attorno a Gela soffre  di criticità ambientali e sanitarie  soprattutto per l’operatività della Centrale termoelettrica  di servizio alla Raffineria di Gela che incenerisce coke da petrolio, comunemente detto pet-coke (residuo solido che si ottiene dall’ultimo stadio di trattamento del processo di raffinazione del petrolio).  Diversi studi scientifici hanno dimostrato in passato la stretta relazione tra la presenza di sostanze cancerose e teratogene nel territorio di Gela e l’incenerimento del pet-coke.  Questo ha determinato l’ingresso degli inquinanti chimici di cui è ricco il pet-coke ( arsenico, nichel, zolfo, vanadio, molibdeno) non solo nell’aria , ma anche nell’acqua , nei suoli e nella catena alimentare .

Gli effetti dell’inquinamento da Gela si sono già manifestati. In particolare , dallo studio dell’ISS emerge che il territorio di Niscemi , distante poco più di 10 Km dalla Raffineria di Gela è interessato dai fumi industriali. Per i macroinquinanti analizzati, si può ragionevolmente supporre che le concentrazioni di SO2 misurate siano per la maggior parte dovute  alle emissioni della Raffineria . Emerge, altresì, la necessità di una caratterizzazione chimica dei microinquinanti , in particolare di diossine , IPA e metalli pesanti.

Per quanto attiene gli impatti sanitari del petrolchimico sulla popolazione di Niscemi, dallo studio dell’ISS si evince che seppur non  sia riscontrabile un aumento acclarato della mortalità nel territorio Gela/Niscemi, rispetto al territorio siciliano nel suo complesso, vi è , comunque , evidenza di un aumento delle patologie (cirrosi epatica, mieloma  multiplo etc. ) e dei ricoveri, da mettere correttamente in relazione con l’aumento  nell’aria e nei suoli di inquinanti.

4. Conclusioni

  • I campi elettromagnetici (CEM) emessi fin dal 1991 dalle antenne NRTF a Niscemi hanno valori di poco inferiori, prossimi o superiori ai livelli di attenzione stabiliti dalla Legge italiana, come si evince da misurazioni effettuate da ARPA Sicilia negli anni, che sono in motivato contrasto con la recente campagna di misurazione effettuata da ISPRA e citata nel Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità.
  • Sia per le antenne NRTF sia per il MUOS manca tuttora un modello previsionale atto a determinare la distribuzione spaziale dei CEM, come previsto dalla Legge.
  • Valutazioni teoriche approssimate effettuate per il MUOS, seguendo la Normativa Italiana, indicano che il rischio dovuto agli effetti a breve e lungo termine del MUOS è rilevante e ne sconsiglia l’installazione presso NRTF Niscemi: effetti a breve termine dovuti ad incidenti, effetti a lungo termine dovuti ad esposizione cronica, interferenza con apparati biomedicali elettrici, disturbo della navigazione aerea.
  • La procedura autorizzativa per il MUOS a Niscemi nel 2011 era completamente al di fuori delle prescrizioni della Legge ed era stata giustamente revocata. Ogni proponimento d ripresa dei lavori deve essere a valle dell’eventuale esito positivo di una nuova procedura autorizzativa.
  • La letteratura scientifica recente conferma la sufficiente evidenza degli effetti dei CEM a lungo termine, soprattutto se si prende in considerazione quella indipendente e non viziata da conflitti di interesse.
  • Il Rapporto del Verificatore del TAR supporta pienamente la sentenza che parla di priorità e assoluta prevalenza del principio di precauzione (art. 3 dlg. 3.4.2006 n. 152), nonché dell’indispensabile presidio del diritto alla salute della Comunità di Niscemi, non assoggettabile a misure anche strumentali che la compromettano seriamente.

Stanti i risultati delle indagini e valutazioni di ISS, ISPRA e ARPAS sia per quanto riguarda i CEM di NRTF che le altre fonti inquinanti, e stanti i risultati sull’inquinamento chimico e sul profilo di salute dei Niscemesi, stante la collocazione del NRTF in un SIC, si ritiene che la costruzione del MUOS ricada in un contesto di grave inquinamento ambientale in fase di bonifica, che non può e non deve ulteriormente essere inquinato con altre installazioni.

Il principio di giustificazione impone che un’opera sia accettabile qualora i costi del suo impatto, valutati tramite opportuna VIA, siano inferiori ai benefici che la realizzazione dell’opera porta. I benefici del MUOS sono – per la popolazione siciliana ed italiana – difficilmente distinguibili da zero, e comunque trascurabili. Trascurabili dovrebbero essere quindi anche gli impatti ambientali ed i rischi di ogni tipologia, sia in normale funzionamento che in caso incidentale. Se pure ciò va verificato per completezza d’analisi, è già evidente che i dati citati – basti solo l’impatto relativo alla costruzione in una riserva naturale SIC e in zona sismica – rendono la valutazione costi-benefici sicuramente negativa e tale quindi da sconsigliare la realizzazione dell’opera.

Non si può nascondere infine l’assoluta inopportunità, al di là di ogni considerazione morale che pure è compito anche di una valutazione tecnica in senso più ampio, di esporre la popolazione di Niscemi e della Sicilia ai rischi derivanti dal trasformare il suo territorio in un avamposto bellico, e Niscemi in particolare in uno dei quattro punti nevralgici sulla Terra dell’intero sistema di comunicazione bellico statunitense.

 

Riferimento

[1]  Massimo Coraddu, Eugenio Cottone, Valerio Gennaro, Angelo Levis, Alberto Lombardo, Fiorenzo Marinelli, Marino Miceli, Giuseppe Pace, Cirino Strano, Massimo Zucchetti, “Rischi connessi alla realizzazione del MUOS  (Mobile User Objective System) presso la base NRTF di Niscemi”, Rapporto del Gruppo di Lavoro sul MUOS, depositato in seguito ad audizione presso la IV Commissione della Camera dei Deputati, 15.5.2014, Rapporto del Politecnico di Torino, PT DE IN 546, Aprile 2014. 

Note 

[1] A nome del gruppo di lavoro costituito da: Massimo Coraddu, Eugenio Cottone, Valerio Gennaro, Angelo Levis, Alberto Lombardo, Fiorenzo Marinelli, Marino Miceli, Giuseppe Pace, Cirino Strano, Massimo Zucchetti. Si veda Rif. [1].

[2] Marcello D’Amore, TAR per la Sicilia -Sezione Prima- Ordinanze n.2713/2012 e n.00495/2013. “Progetto 002-06/1035-Installazione sistema di comunicazione per utenti mobili (MUOS)”, sito radio U.S. Navy 41° Stormo-Sigonella, in R.N.O. Sughereta di Niscemi. RELAZIONE FINALE  DI VERIFICAZIONE. 24 giugno, 2013

[3] Si veda il sito: www.iss.it

[4] Dunque le affermazioni contenute nella relazione ISS, in relazione all’esposizione diretta, accidentale al fascio principale: “il danno conseguente a tale irraggiamento accidentale è praticamente nullo, per cui il rischio per la popolazione può essere giudicato a sua volta nullo” relazione ISS, par. 1.6, pag. 19, riportato anche in tab. 1.5), non sono condivisibili.

[5] Bene fermo restando che il mancato rispetto di una norma di settore è tranciante rispetto a qualsiasi procedura, la fissazione di limiti anche più restrittivi è permessa nel campo delle valutazione se e solo se tali limiti più restrittivi sono idonei a far risultare l’impatto dell’opera compatibile con l’ ambiente. Quindi si deve registrare una violazione della normativa nazionale nell’istante in cui un impianto di tal guisa ed i cui effetti sull’ambiente e sulla salute sono tutt’altro che trascurabili (vedi Volume 102 dello IARC) non è sottoposto a Valutazione di Impatto ambientale e non è avviata la procedura di consultazione pubblica prevista dalla Convenzione di AAborg ed in particolare al stessa non è avviata in violazione dell’art.6 della stessa, quando tutte le opzioni sono possibili.

[6] Letteratura scientifica recente e molto recente indica che gli effetti biologici e sanitari delle radiazioni EMF – dai campi magnetici a frequenza estremamente bassa (ELF / EMF) alle radiofrequenze ad alta e altissima frequenza (RF / EMF) – sono chiaramente stabiliti e si verificano anche a livelli molto bassi di esposizione. Nel complesso, sono disponibili quasi 4.000 studi sperimentali che riportano una serie di effetti a breve e medio termine dei campi elettromagnetici, e che supportano la plausibilità biologica dei rischi a livello di conseguenze genotossiche, cancerogene e neurodegenerative a lungo termine sulle popolazioni umane esposte. Per esempio, esposizioni a campi elettromagnetici di cellule di mammiferi coltivate, di animali e di soggetti umani, si è rilevato possano indurre effetti genetici ed epigenetici, quali danni al singolo e doppio filamento del DNA, aberrazioni cromosomiche, danni ai micronuclei, scambi di cromatidi, alterazione o perdita dei processi di riparazione del danno al DNA , trascrizione del DNA anormale, stimolazione della sintesi proteica dovuta a shock termico, inibizione della apoptosi (morte cellulare programmata), danni alle macromolecole cellulari dovute al deterioramento della inattivazione dei radicali liberi e il conseguente stress ossidativo a causa dell’inibizione della sintesi della melatonina e la stimolazione della reazione di Fenton, modificazione della permeabilità della membrana cellulare e conseguente alterazione del flusso di ioni biologicamente importanti come il calcio, alterazione della funzione del sistema immunitario; gravi effetti sulla morfologia e funzionali, con conseguenti effetti nella progenie, alterazioni delle funzioni cerebrali come conseguenza l’interferenza di un EMF sulle frequenze cerebrali, ecc. Per molti di questi effetti biologici si può ragionevolmente ritenere che essi possano provocare effetti negativi sulla salute se le esposizioni sono prolungate o croniche. Questo perché essi interferiscono con i processi normali del corpo (alterazione dell’omeostasi), impediscono al corpo di riparare il DNA danneggiato, producono squilibri del sistema immunitario, interruzioni metaboliche e minore resistenza alle malattie attraverso molteplici vie. Prove ormai più che sufficienti provengono da studi epidemiologici che non possono essere attribuiti alla casualità, distorsioni o fattori confondenti. Una importante sintesi delle acquisizioni più recenti in merito si può trovare in: BioInitiative Working Group 2012 “A Rationale for Biologically-based Exposure Standards for Low-Intensity Electromagnetic Radiation”, C. Sage and D. Carpenter Editors, December 2012, http://www.bioinitiative.org/; l’argomento è affrontato nell’appendice 2 di Rif [2].

[7] Marcello D’Amore, TAR per la Sicilia -Sezione Prima- Ordinanze n.2713/2012 e n.00495/2013. “Progetto 002-06/1035-Installazione sistema di comunicazione per utenti mobili (MUOS)”, sito radio U.S. Navy 41° Stormo-Sigonella, in R.N.O. Sughereta di Niscemi. RELAZIONE FINALE DI VERIFICAZIONE. 24 giugno, 2013

[8] ISPRA. “Presentando il modello di simulazione di campi elettromagnetici utilizzato da ISPRA per prevedere l’impatto contemporaneo di nove antenne del Centro Radio Vaticano a Cesano (Roma)”, convegno “Simulare Conviene! I modelli ambientali strumento di previsione e pianificazione”, Genova, presentazione pubblica del22 maggio 2013.