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losangelista

Motor City Madman

Il vecchio Ted ha colpito ancora e stavolta rischia di passare pure dei guai. Per una non troppo velata minaccia contro Barack Obama, Ted Nugent, il mastino rabbioso di Detroit, autore di classici hard-rock come Cat Scratch Fever e gli assoli metalmeccanici di Stranglehold, si e’ guadagnato un intervista del Secret Service che vuole fargli alcune domande sul significato della sua recente esternazione: “se Obama verra’ rieletto, ora dell’anno prossimo io saro’ o morto o in prigione”. L’aveva detto – lasciando intendere che lui aveva in mente una soluzione piu’ sommaria alla questione elettorale – durante la NRA Convention, sagra nazionale del porto d’armi da poco conclusa a St. Louis. Nugent e’ un ospite fisso dato che il vecchio rocker al collo della Fender da tempo preferisce l’impugnatura delle molte carabine, mitra, revolver, archibugi e possibilmente bazooka di cui e’ orgoglioso proprietario. La potenza di fuoco lui la concentra con foga su varia selvaggina producendo inoltre una serie TV (per un canale sportivo) che documenta la sua personale campagna paramilitare contro i malcapitati quadrupedi della macchia nordamericana – una visione che consigliamo a chiunque voglia farsi un idea di teoria e pratica della frangia libertaria estremista, molto americanamente declinata con armi di grosso calibro. Nugent accompagna la sanguinaria attivita’ agonistica con un debordante fiume di nozioni filosofiche, politiche e “spirtuali” che snocciola abitualmente mentre scuoia daini appesi ad un albero. Il Nugent-pensiero e’ un rutilante melange di retorica patriotica, xenofobia apocalittica e abbondante orgoglio “redneck”, piu’ consigli per la cuncina delle prede squartate a mano, secondo la massima per cui ‘la selvaggina procacciata personalmente e’ alimento ideale per la guerra al terrorismo’. Una “redneck jihad” che in passato lo ha portato ad impugnare un mitra prima dei concerti invitando sia Obama che Hillary Clinton a “ciucciare un po’ questa”. Ora infine gli agenti della sicurezza hanno ritenuto che l’ultima fosse una dichiarazione degna di accertamenti. Ma oltre che sul pericolo di un’effettiva incursione di Nugent alla casa bianca ci sarebbe da interrogarsi sull’effetto delle sue frasi incendiarie sulle labili menti che da queste parti hanno l’abitudine di esplodere regolarmente in atti inconsulti.