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Napoli centrale

Morto al km 10 dell’Asse mediano

 

Quanto vale la vita di una persona, che oggi chiamiamo “un nomade” e non un ragazzo di 21 anni e già padre di tre figli? E’ mattina e non si sa molto di più solo che è stato scaricato dai compagni, davanti all’ospedale San Giuliano, moribondo. Non c’è stato nemmeno il tempo di intervenire. Colpi d’arma da fuoco, una sparatoria avvenuta poco dopo le 5 con la polizia stradale. Un’Opel Kadett non si è fermata al posto di blocco, secondo la versione dei poliziotti pare che dall’autovettura abbiano per primi esploso dei colpi a cui è stato risposto. Spiegano anche che quel gruppo nel veicolo abbia potuto partecipare a una rapina poco prima sulla Strada Statale Telesina presso l’area di servizio Puglianiello e forse da lì è partita la segnalazione. Ci saranno diverse versioni nel corso della giornata, se ne parlerà, ma non è la dinamica dei fatti ora a essere dirimente. 

Il ragazzo abitava nell’accampamento di Ponte Riccio di Giugliano, la stessa baraccopoli maledetta dove viveva Nicola Sejdovic, ucciso appena 6 mesi fa, nella notte di lunedì 21 maggio, sempre da un colpo di pistola, durante un furto in un bar nell’Agroaversano. Ora forse monterà la protesta dei residenti contro la microcriminalità, contro gli “zingari” che sono una piaga nell’intolleranza di territori di periferia già martoriati. Eppure può capitare che in una notizia di cronaca vi sia tanta tristezza, perché morire in una sparatoria a 21 anni al km 10 dell’Asse mediano non è il titolo di un pulp movie