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losangelista

Morte per telecomando

Predator di stanza in Afghanistan

Il Los Angeles Times ricostruisce una strage di civili in base a documenti interni emersi dall’inchiesta militare dopo uno dei peggiori attacchi ad innocenti avvenuti in Afghanistan; un bombardamento che ha fatto 23 morti e dodici feriti. L’articolo ricostruisce gli eventi e le comunicazioni intercorse nelle tre ore circa che precedono l’attacco della forza militare piu’ sofisticata e letale del mondo ad un convoglio di tre macchine che stavano portando una trentina di uomini, donne e bambini  dai loro villagggi al mercato nel capoluogo  provinciale di Khod. Una scaletta  tantopiu’ agghiacciante per cio’ che rivela sulle operazioni tecnologiche e la cinica separazione che queste consentono dalla “realta’ etica” della guerra, fornendo con la grande efficenza anche la maggiore probabilita’ di atrocita’ di guerra. All’attacco hanno partecipato  aerei AC 130, elicotteri  Kiowa armati di missili hellfire e droni Predator telecomandati come al solito da operatori nella Creech air force base in Nevada. Il resoconto rivela come le auto  siano state individuate all’alba prima dai piloti dei C130, inospettiti dall “uso degli abbaglianti” e per ore “pedinate” dalle telecamere dei predator le cui sagome sgranate venivano analizzate “in diretta” da operatori in Nevada e Florida in contatto radio coi piloti degli elicotteri. Le trascrizioni rivelano un accumularsi di abbagli e malafede sulla presenza di armi (“e’ un fucile quello? Secondo me e’ un fucile”) e di bambini (“mi sembra di aver visto un bambino.” “Ma quale bambino avra’ almeno 13 anni”) e sulle azioni  delle vittime: una sosta per pregare e’ stata considerata definitiva conferma che si trattasse di “fanatici combattenti”.  L’esercito in seguiti ha chiesto scusa al president e Karzai e alle famiglie delle vittime versando risarcimenti  di $2900 ai superstiti e $4800 ai famigliari dei morti. Il generale James Poss, incaricato dell’inchiesta ha dichiarato: “la tecnologia puo’ occasionalemente dare un senso di falsa certezza, l’impressione di vedere tutto, sentire tutto e capire tutto”. Naturalmente le operazioni non sono cessate. Ieri lo stesso Times riportava anche la notizia delle prime due vittime di fuoco amico telecomandato: il sergente dei marines Jeremy Smith e il soldato Benjamin Rast uccisi dai missili sparati dal Nevada, da dove erano sembrati “nemici”.

piloti di droni ai telecomandi alla Creech AFB in Nevada