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Quinto Stato

Monti: “Gli studenti usati dal corporativismo dei sindacati”

Mario Monti attacca i docenti e i sindacati della scuola che si sono opposti all’aumento dell’orario di lavoro settimanale a parità di salario. «In alcune sfere del personale della scuola – ha detto ieri sera in un’intervista a Fabio Fazio a «Che tempo che fa» – c’è un grande conservatorismo ed indisponibilità a fare anche due ore in più alla settimana che avrebbero permesso di aumentare la produttività». È una presa di posizione che non tarderà a rinfocolare le polemiche contro un governo che è stato costretto a ritirare la norma dalla legge di stabilità.
Il Presidente del Consiglio ha preso a schiaffi Flc-Cgil, Cobas, Anief e tutti i docenti che si sono opposti all’introduzione del lavoro gratis nella scuola, partecipando allo sciopero generale di sabato scorso. Ed è la conferma che il governo intende allargare la frattura tra i sindacati che hanno accettato l’accordo sugli scatti d’anzianità, Cisl, Uil, Snals e Gilda, e quelli che non accettano la partita di giro inventata dal ministro dell’Economia Grilli e da quello dell’Istruzione Profumo sugli scatti di anzianità dei docenti.

Per pagare la somma dovuta per il solo 2011, e non il totale dal 2009, Monti e i sindacati hanno scelto di saccheggiare i fondi d’istituto destinati al miglioramento dell’offerta formativa.
Occorrono infatti 480 milioni di euro per ripristinare gli scatti a chi li ha maturati nel corso dell’anno 2011. Ma l’accordo raggiunto al tavolo della settimana scorsa con i sindacati è riuscito a raggranellare solo 86 milioni di risparmi, mentre il resto della copertura, 390 milioni di euro, sarà recuperata con il taglio di un terzo del fondo di istituto. Un piatto di lenticchie sufficiente per conquistare l’appetito di alcuni sindacati, ma non per rompere il fronte che si è formato con gli studenti che stanno occupando o autogestendo centinaia di istituti in tutto il paese.
L’intemerata di Monti ha riservato una discreta attenzione anche agli studenti medi che ha denunciato l’aggressione compiuta dalle forze dell’ordine mercoledì 14 novembre e il lancio di lacrimogeni dal ministero della Giustizia in via Arenula. «Sono quelli più in credito – ha detto Monti – fanno bene a dimostrare il dissenso e sabato lo hanno fatto in modo civile». A suo avviso, però, gli studenti sarebbero vittima del corporativismo dei sindacati «che spesso usano anche i giovani per non adeguarsi al mondo moderno».
I ragazzi che sono stati picchiati in piazza dodici giorni fa e sabato scorso hanno impartito una lezione di politica al governo che usa il «bastone e la carota» sarebbero dunque strumentalizzati dalla Flc-Cgil, dai Cobas, dall’Anief, e da quei «cattivi maestri» dei docenti che instillano la ribellione nelle loro giovani menti. Osservazione classicamente paternalistica fondata su un pregiudizio irrealistico, ma non sulla constatazione dei fatti. E, oltre tutto, preoccupante. Il Presidente del Consiglio mostra di ignorare che la responsabilità politica di quanto è accaduto quel giorno è anche sua, oltre che del ministro degli Interni Cancellieri.

L’uso fatto della parola “corporativismo” è programmatico e si regge su un rovesciamento di senso. Il corporativismo in questione è evidentemente quello dei sindacati della scuola che hanno accettato l’accordo capestro sugli scatti di anzianità, lasciando campo libero alle speculazioni del presidente del Consiglio sull’aumento dell’orario di lavoro senza retribuzione. Per quanto riguarda l’uso del concetto di “modernità”, “mondo moderno”, rientra nell’idioletto ormai tradizionale del governo dei “professori”. La modernità in questione è ispirata ad un’idea di “produttività” senza contenuti. O meglio, forse un contenuto esiste: lavorare di più, con sacrificio, accettando unilateralmente un taglio della retribuzione o addirittura il lavoro gratis.

Curiosa è stata anche la ricostruzione sulle politiche sulla scuola e sull’università. «C’è bisogno di una migliore organizzazione della cultura, ricerca e formazione – ha detto – Certo servono anche le risorse, che in passato sono state dilapidate». Le risorse in questione sono state tagliate. Alla scuola il governo Berlusconi ha sottratto 8,5 miliardi di euro, 1,5 miliardi al fondo ordinario dell’università. Il governo che chiuderà la sua «responsabile» esistenza tra poche settimane non ha avuto il coraggio di cambiare indirizzo, o di aggiungere alcunché.

Oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto nella polemica e ha rafforzato la posizione di Monti:

“Bisogna predisporsi a tutti i cambiamenti strutturali, istituzionali, comportamentali, necessari per garantire il più razionale, trasparente e sobrio uso delle risorse finanziarie pubbliche. Non si può restare prigionieri di conservatorismi e corporativismi, come proprio ieri ha sottolineato il presidente Monti”.

Ieri sera, gli studenti medi e universitari hanno confermato che torneranno in piazza giovedì 6 dicembre, il giorno dello sciopero generale della Fiom.

  • naillil

    ma cosa sta leggendo Monti? la capanna dello zio Tom?

  • Marco Tosi

    Ciccarelli, lei distorce la verità quando scrive: “gli studenti sarebbero vittima del corporativismo dei sindacati «che spesso usano anche i giovani per non adeguarsi al mondo moderno».

    No, Monti ha detto: “I corporativismi spesso usano anche i giovani per perpetuarsi” E’ diverso e lei non può non saperlo.

    minuto 00.25 in poi –> http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-05098222-c06f-4948-99de-6e39b96d1e42.html?refresh_ce

  • giacomo

    rozzissima persona!