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FranciaEuropa

Molotov contro Charlie Hebdo, per Maometto in copertina

Una molotov verso l’una della notte scorsa ha distrutto la sede del settimanale satirico Charlie Hebdo (62, Bld. Davout, XX arrondissement), che per il numero di questa settimana, in edicola stamattina, aveva scelto Maometto come redattore capo, con l’intenzione di “festeggiare la vittoria” del partito islamista Ennahda in Tunisia e le dichiarazioni a favore della sharia del Cnt in Libia. Per l’occasione, la testata era stata trasformata in Charia Hebdo. L’incendio non ha fatto vittime, ma i locali della redazione sono inagibili. Stamattina, anche il sito Internet del settimanale satirico è sttao attaccato da cyber-pirati. Sono arrivate delle rivendicazioni dell’attentato da parte di “cyber-combattenti” islamici. “Abbiamo ricevuto mail, twitter e messaggi du Facebook con minacce, insulti” dicono in redazione. Già nel 2006 il settimanale era stato oggetto di minacce, quando Charlie Hebdo aveva pubblicato per solidarietà le vignette su Maometto del Posten danese. Charlie Hebdo rivendica un tipo di satira “stupida e cattiva”, che non risparmia nessuno e non arretra di fronte a nulla. Stamattina, la redazione di fronte alle macerie è riuscita ancora a scherzare: “ma non hanno capito nulla, volevamo festeggiare con Maometto per le brillanti vittorie in Tunisia e Libia”.

Il mondo politico ha reagito, a destra e a sinistra,  dichiarando solidarietà a Charlie Hebdo, in nome della “libertà di espressione, valore inalienabile”. Anche il Consiglio francese del culto musulmano, la struttura rappresentativa dell’islam francese, ha condannato l’attentato. Libération ha offerto ospitalità alla redazione di Charlie Hebdo, per tutto il periodo dell’inagibilità della sede.

  • Valter Di Nunzio

    Commentare nel merito notizie come queste è abbastanza facile: anch’io sono musulmano, anch’io condivido il comunicato di condanna dei musulmani francesi. Guardando un po’ più in profondità credo, sinceramente, che molti “provocatori”, qui in Occidente, puntino in partenza su questo tipo di reazioni, per così dire, pavloviane di singoli o gruppi all’interno delle comunità musulmane con esiti, in alcuni casi, drammatici ma in molti altri promozionali a costo zero. E’ infatti incontestabile, credo, che solleticare il mainstream islamomofobo dell’Europa “paghi” in termini di popolarità. Non bisogna dimenticare che in Francia spacciano come “notizie” persino i ragazzini che non vogliono studiare e si giustificano col fatto che “Chi conosce il Corano non ha bisogno di studiare altro”. Ma questo in una economia di mercato è pienamente legittimo.
    Dall’altro lato, anche in considerazione del fatto di cui sopra, credo che da parte dei musulmani che vivono in Europa vada fatto uno sforzo di non partecipazione a questo tipo di spettacoli a copione fisso, né come attori né come pubblico. Nel caso di specie, tra l’altro, si tratta di un tipo di comicità piuttosto insulso visto che la Libia e la Tunisia erano già musulmane da 1300 anni prima del 2011 e che la vittoria di En-nadha o Cnt erano “imprevedibili” solo per gli sprovveduti ad oltranza. Fra questi ultimi non c’è Sarkozy, che invece vieterebbe tranquillamente la professione dell’Islam in Francia ma quando si tratta di petrolio non guarda in faccia a nessuno.

  • Mario Serra

    Cari liberals, notizie come queste vanno messe in prima pagina. Perche’ spiegatemi un po’, dove e’ la tolleranza musulmana? Dov’e’ il dialogo? Dove lo scambio culturale? Pensa te se qualche fascista bianco avesse fatto una azione simile, sareste subito i primi a prendervela! Continuate a dormire, ipocriti

  • Galaverna

    Chissà come la pensa Vauro, su questo…

    La libertà di espressione non può essere limitata o condizionata dalla religione.
    Questo perchè i diritti di ciascun cittadino (compreso quello di fare satira su superstizioni e superstiziosi) vengono prima di tutto.

  • Ahmed

    Dove sono i suicide bombers buddisti o jainisti o shintoisti? Dove sono le sedi dei giornali bruciate quando qualcuno critica la religione cristiana o ebraica o sikh?
    Non tiriamo fuori le balle sul petrolio, sulla (vergognosa) politica isareliana delle colonie e dei muri, sui disagi nelle periferie metropolitane…
    Dove sono i buddisti tibetani che si fanno saltare in aria alle feste di matrimonio uccidendo vecchi e bambini cinesi?
    Non se ne scappa: le religioni non sono tutte uguali e non fanno tutte le stesso danno.
    le religioni sono quando va bene delle favole e quando va male degli incubi. L’ideologia islamica inventata da Muhammad per conquistare un impero e’ molto piu’ vicina ad un incubo che ad una favola.
    l’islamista di professione Di Nunzio ci dice che la Tunisia e la Libya erano musulmane da 1300 anni, omettendo di ricordare COME sono diventate tali, cioe’ attraverso un’invasione militare, la sottomissione delle popolazioni all’elite dei conquistatori musulmani, l’instaurazione delle famosa Sharia che comporta che i conquistatori fossero una “razza” superiore e tutti i conquistati dei servi (dhimmi) il cui lavoro veniva razziato per mandato divino, le donne erano bottino di guerra (schiave sessuali), i figli venivano venduti come schiavi.
    Siete peggio degli Afrikaneer del South-Africa…
    Viva Charlie Hebdo!

  • Carlo Broglia

    Perche’, non si puo’ fare satira su eventi “prevedibili”? Che so, Berlusconi e’ prevedibilimente un ladro, quindi la satira su Berlusconi che ruba e’
    “insulsa”. Mah…

  • Valter Di Nunzio

    @ahmed Mi consenta una replica: di professione nella vita non faccio l’islamista ma tutt’altro. Credo che lei abbia una visione della storia delle religioni “ad usum delphini”: crede che sia pacifica la storia dell’induismo o del buddismo solo perché è lontana da lei? Provi ad immaginare cosa vuol dire, ancora oggi, in India essere un daalit, un paria come direbbe lei e quale incredibile dose di arroganza, di violenza e di razzismo quotidiano è insita in quel modo di pensare. Eppure “quella” religione è stata sdoganata nel supermarket del misticismo occidentale, probabilmente perchè ha pochi effetti pratici a parte l’odio e l’invidia verso il prossimo. Ma ritornando al caso odierno io penso esattamente che chi ha commesso questo atto di teppismo criminale vada punito, sia o non sia musulmano o qualunque altra cosa creda di essere. Credo anche che questo tipo di reazioni siano frutto di un’idea di accerchiamento della Umma musulmana (quando vengono realmente da musulmani) diffusa ma sbagliata. Per quanto mi riguarda io ritengo apprezzabile e buona la nostra abitudine di parlare sempre con rispetto dei profeti (oltreché essere una sunna, obbligo per noi, non per gli altri), invece non dobbiamo arrabbiarci più di tanto se dei non credenti irridono i profeti da morti (con l’intento di deridere noi): in fondo a tutti i profeti (Su tutti loro la pace di Dio, subbhana wa t’ala) è già accaduto da vivi e nonostante ciò la loro parola e il loro nome arriva ancora oggi al cuore di miliardi di persone; di quelli che li hanno derisi, invece, non è rimasto e non rimarrà neppure il nome.

  • Ahmed

    @ DiNunzio.
    Nell’Antico Testamento gli ebrei massacrano le altre popolazioni della zona, su mandato “divino”; gli Hindu hanno creato una religione di classi e di ingiustizia; i cristiani hanno ucciso ca. 2 milioni di persone durante le crociate; ogni giorno gli Aztech squartavano il petto di un malcapitato per far si che il sole sorgesse; l’Islam e’ stato un bagno di sangue fin dal primo giorno in cui e’ stato inventato… questo la fa felice?
    Il “profeta” di cui lei parla e’ stato un signore che nel VII sec. faceva assassinare chi osava criticarlo. Forse e’ per questo che di loro non e’ rimasto il nome: la storia la fanno i vincitori.
    I seguaci di questo signore hanno imposto la sua vita come modello assoluto di comportamento, per cui ancora oggi chi osa criticarlo viene ucciso. Le molotov contro Charlie Hebdo sono diretta conseguenza della dottrina religiosa. Come tutti i converti, lei non conosce l’Islam.
    Se lei passasse in Mongolia, troverebbe statue di Gengis Khan ad ogni angolo, venerato come un eroe nazionale. Certo ha ucciso qualche milione di persone, ma il delirio nazionalista lo ha posto come modello per tutta la popolazione.
    Il suo piu’ grande fallimento? Non aver inventato una “missione divina” per la sua spietata sete di conquista. Cosi, morto il tiranno, il suo impero ando’ in frantumi. Tutt’altra storia da quello che lei chiama “profeta”, che ha avuto l’astuzia di crearsi lo scudo di parlare a nome di una divinita’, per cui il potere su cui ha fondato il suo impero, non meno spietato ed omicida, e’ rimasto nei secoli.

    Il resto e’ una storia ininterrotta di guerre, stragi, genocidi culturali, schiavitu’, maschilismo, ingiustizie, razzismo religioso…
    Si calcola che i morti direttamente attribuili all’ideologia islamica si contino in decine di milioni, massacrati in 14 secoli di imperialismo su base religiosa.
    Come possa una persona sana di mente aderire a detto programma nel XXI sec. rimane mistero insolubile. Auguri.

  • Galaverna

    I profeti saranno ricordati fra mille anni? Buon per loro.

    Ma oggi quello che mi pare certo è il conflitto fra Islam e diritti, fra Islam e modernità. E’ una costante nella storia delle religioni.
    L’unica differenza è che, in Occidente, quel conflitto è stato risolto secoli fa. A colpi di rivoluzioni.

  • carlo

    Ma perchè affannarsi a replicare ad un convertito come Di Nunzio. Negherebbe qualsiasi evidenza a lui sfavorevole.
    Negherebbe ad esempio che in Indonesia (cioè un Paese non arabo, ma islamico) nei primi nove mesi del 2011 sono stati contati 31 casi di interventi armati contro chiese cristiane.
    Negherebbe che nel 1999, per via di un retroterra molto complesso, nelle Molucche e al centro di Sulawesi scoppiò una guerra tra cristiani e musulmani, causando più di 8000 morti (ottomila). Nel complesso, più di mille chiese sono state attaccate dal 1990.

    Negherebbe che molti copti egiziani si stanno preparando a una via di fuga, cioè a lasciare il Paese, se i Fratelli musulmani dovessero come è prevedibile diventare il maggior partito di Governo.

    Di Nunzio di fatto è un fondamentalista.
    In un suo post del 11 ottobre nel blog della G. Sgrena, ad una signora che chiedeva fosse dai musulmani in Italia accettata tutta intera la nostra Costituzione e non solo pretesa l’applicazione dell’articolo 8 (per poter costruire liberamente moschee) , lui testuale rispondeva con la seguente domanda: “Per abitare in un posto bisogna condividerne la Costituzione?”

  • alvise

    Credo di aver più volte invitato il sig, Di Nunzio a trasferirsi in un paese a religione islamica. Magari a Riyadh, dove nei giorni scorsi è stato arrestato un giocatore di calcio di origine colombiana.
    Il suo crimine ? Avere sul braccio un tatuaggio del volto di Cristo.
    La polizia religiosa l’ha messo in carcere, perché in un centro commerciale indossava una maglietta senza maniche che mostrava Gesù tatuato sull’omero. Gioca nella squadra dell’An-Nasr. Il suo allenatore: prima della partita ha detto : “non posso fare il segno della croce, mi ammazzerebbero”.
    E questa è la Polizia, mica l’azione di un singolo.

  • Valter Di Nunzio

    @ alvise e carlo. Noto che siete abbastanza indifferenti a ciò che scrivono gli altri: se avessi fatto un bel proclama inneggiante alla jihad con tanto di ALLAHU AKBAR finale le vostre reazioni sarebbero le stesse e non cogliete invece che sto criticando proprio degli sciocchi criminali che credono di fare il jihah tirando qualche molotof ad un giornale satirico – AMMESSO E NON ACCERTATO CHE I SUDDETTI SCIOCCHI SIANO DEI MUSULMANI. Inoltre vi ripeto ancora una volta che non ho e non abbiamo il dovere di inchinarci a qualunque piccolo opportunista che fa la satira non contro i potenti ma contro gli oppressi, i morti e quelli che vincono le elezioni dopo 22 anni di esilio e 30000 persone buttate in carcere. Invece relativamente all’Arabia Saudita il re Abdhullai è sicuramente un musulmano ma quello che fa riguarda lui e non me, esattamente come quello che hanno fatto Hitler e Bush riguarda loro e non voi.

  • Valter Di Nunzio

    @tutti e al Manifesto. Una grave dimenticanza. Un grande augurio a tutti voi per la festa di domani, Aid al-adha, in cui i muslimin di tutto il mondo celebrano il sacrificio del patriarca Abramo – sia pace su di lui – padre nella carne e nello spirito di tutti coloro che credono nell’unico Dio, gloria all’Altissimo.

  • Cesare

    Facile prendersela con i musulmani, e soprattutto efficace. Basti guardare le ringhiose rivendicazioni di superiorità occidentale rispetto ad un immaginario islam di conquista addirittura qui, su un blog del manifesto. Divide et impera.
    Alvise, Ahmed, Carlo & compagnia : Non siate Bruni Vespa premurosi di dare “il mostro” pinelli in pasto alla canea popolare…
    Senza eccesso di dietrologia, come dice giustamente Valter non c’è prova alcuna che acommettere questo attentato siano stati dei musumlmani, e ancor meno che lo abbiano fatto di propria iniziativa. In Fancia siamo a pochi mesi dalle presidenziali e questo attentato fa comodo al partito del presidente, che sta messo veramente male, come Berlusconi da voi in Italia. Gli stessi giornalisti di Charlie sono estremamente prudenti sulla paternità delle molotov, e si guardano bene dall’accusare chicché sia. Testa fredda cari compagni e lettori del manifesto. E solidarietà di classe, non di religione.

  • Galaverna

    Essì, saranno stati i buddisti o gli indù a lanciare le molotov!
    O Di Nunzio, cosa cerchi di coprire con le tue grida?
    Secondo me un fatto semplice semplice: l’intolleranza.

    L’intolleranza di chi pretende che i diritti dei cittadini (compreso quello di farsi beffe di Maometto, poichè di questo parliamo) siano subordinati ai divieti imposti dalla religione.
    Roba già vista. Nel Medioevo.

  • aziz

    prima di tutto condanniamo ogni atto di violenza,ma la domanda che mi viene sempre in mente quando succede un episodio di satira su un profeta di una religione che ha piu di 2 milliardi di seguaci nel mondo,perchè questi giornali di quatro soldi non osano a fare satira su altri profeti,su Davide,su Gesu….o se hanno davvero le palle perchè non fanno satira sull’olocausto?perchè quest’ulitimo è sacro per gli ebrei?allora anche noi mussulmani il profeta è sacro per noi,ma non si puo fare satira senza provocare nessuno?secondo me,fare satira per umiliare o suscitare violenza nel mondo musulmano ha solo un obiettivo è quello di distabilizzare il mondo e creare uno scontro di civiltà.per concludere,i musulmani non devono rispondere a queste provocazioni.

  • alvise

    @Cesare e al suo post 13.
    Lei scrive : “Solidarietà di classe e non di religione….”
    OK, ma a quale classe appartiene Di Nunzio e il sottoscritto ?
    A che classe va iscritto un cristiano o un musulmano ?
    Boh!

  • Cesare

    @Alvise. A che classe? Mi permetto di risponderLe poiché è Lei che domanda. Verrebbe da ironizzare ad una prima, massimo seconda media, scuola Alberto da Giussano, e cocchi del prof Borghezio… Più seriamente, la coscienza di classe sembrando esslerLe nozione totalmente sconosciuta (le consiglio eventualmente di leggere il manifesto del partito comunista, un’opuscolo divulgativo di K. Marx e F. Engels pubblicato nel 1848), si direbbe piccola borghesia provinciale o forse lumpenproletariät (sa, quella classe popolare totalmente vittima della propaganda borghese, totalmente priva di coscienza di classe, nella quale il vecchio Karl Marx non riponeva fiducia alcuna, ed in qualche modo aveva ragione poiché proprio questa ando’ ad ingrossare i ranghi delle SA e qui da noi qquelli delle prime camicie nere).

    @ Galaverna. Certamente musulmani, come dice Lei, come sicuramente sono stati gli anarchici a mettere la bomba di piazza Fontana (Milano, 12/12/1969) ed è stata ETA a far esplodere la stazione di Madrid-Atocha due giorni prima delle elezioni vinte da Zapatero. La sua cieca fiducia nelle affrettate versioni ufficiali merita quanto meno la benda d’oro. Personalmente non ho la più più pallida idea di chi abbia incendiato quel giornale, ma lei come fa ad essere cosi’ sicuro delle sue affermazioni, era forse presente?? E se anche fosse stato un imbecille convinto che il suo dio non fosse abbastanza grande da difendersi da solo, cio’ che prova? e, soprattutto, secondo quale ragionamento ?

    @ aziz : se ad alcuni musulmani non piace Charlie Hebdo, che non lo comprino e non lo leggano. Non venga a farci il catechismo, grazie. Che ognuno bestemmi quel che vuole, le bestemmie, contrariamente ai roghi dell’inquisizione e alle guerre sante, non hanno mai ucciso nessuno, e la vita è sacra, no?

    Cordialmente…

    Cesare

    PS : Alla formula “scontro di civiltà”, personalmente preferisco “scontro di inciviltà”, o di ignoranze, se preferite. Perché se fossero veramente civili non si scontrerebbero.

  • Valter Di Nunzio

    @ Cesare. Fermo restando che stiamo parlando di ipotesi, perché come giustamente hai sottolineato “si sbatte il mostro in prima pagina” prima di sapere come sono andate le cose, vorrei chiarire un po’ meglio il punto di vista mio e anche di Aziz, credo, a proposito della satira sul Profeta (salli-llah alahu wa as-salam). Entrambi, credo, riteniamo che siano delle “trappole” mediatiche, spesso a fini propagandistici, in cui cadono molti musulmani perché si sentono offesi e perché per noi la fede E’ UNA COSA SERIA, ANCHE SE NON SI PUO’ QUOTARE IN BORSA. Dico per inciso, come tutti sanno, che Charlie Hebdo triplicò (!) le vendite quando riprese le vignette anti-islamiche da Posten, ma proprio per questo io penso che i musulmani europei non debbano partecipare a questo copione di azioni-reazioni programmate.
    Inoltre nel 1970 Charlie Hebdo nacque dalle ceneri di Hara-kir, chiuso per considerazioni poco gradite sull’anniversario della morte di De Gaulle (quando si sfottono dei politici, invece che dei profeti non si parla di molotov ma di ben altro… ci sarebbe da riflettere anche su questo).
    Detto ciò, io però ritengo che questo fa parte dei check and balance del mercato e dell’informazione e quindi è velleitario prendersela seriamente: la fede, il rispetto così come qualunque altro sentimento non sono valori quantificabili in moneta e perciò risarcibili, quindi in una società di feticci economici sono valori che possono essere calpestati senza paura. Non piace né a me né a te, per motivi diversi, ma è così, con o senza molotov.
    Nel merito ho definito comicità insulsa l’idea del giornale di nominare redattore capo il Profeta (non si capisce veramente perché…) ed è anche una furbata commerciale per alzare il coro di reazioni. Mentre invece era abbastanza azzeccata la storia della “charia molle”, che sfotte legittimamente (anche se nel merito non sono d’accordo) Ghannouchi e En-nadha. Mi ha fatto abbastanza ridere. L’Islam non ci vieta affatto di ridere delle cose del mondo e di noi stessi.

  • Paola

    Il politically correct a senso unico sta cominciando a darmi sempre più fastidio: Maometto non può essere oggetto di satira perché altrimenti i musulmani si offendono, mentre a nessuno di queste persone, tanto religiose, viene in mente che anche io potrei offendermi per i loro pensieri e comportamenti contro le donne, gli omosessuali e chi, comunque, vuole vivere in un modo diverso da quello che è sancito dalla loro religione.
    @cesare: la solidarietà di classe si porta avanti con coloro che vogliono un’alternativa al neoliberismo. Chi, come principale e forse unica forma di lotta, attacca un giornale che fa satira su Maometto, è il primo ad essersi dimenticato della solidarietà di classe.

  • Cesare

    @ Valter
    Tu come Aziz avete perfettamente il diritto di avere tutte le considerazioni che volete, Tra l’altro ho diversi amici e compagni che hanno – mi sembra – la tua stesa visione dell’islam, che non scadono nella “excusatio non petita”, perché ovviamente non si sentono complici dell’a

  • Cesare

    @ Valter
    Tu come Aziz avete perfettamente il diritto di avere tutte le considerazioni e credenze che volete, Tra l’altro ho diversi amici e compagni che hanno – mi sembra – la tua stesa visione dell’islam. Che non scadono nella “excusatio non petita”, perché ovviamente non si sentono complici degli attentatori, anonimi o suicidi che siano. Esattamente come io non mi sento obbligato di scusarmi o di prendere le distanze da feccia come i militanti dell’occidente cristiano o della supremazia bianca. Solo che le considerazioni teologiche valgono per voi, TRA voi, musulmani o credenti. Sappiate che c’è una parte consistente e per fortuna maggioritaria di gente che non ha bisogno di comandamenti divini o clericali per non uccidere, non rubare ecc… e che non ha che fare delle considerazioni teologiche.

    @Paola. Rileggimi più attentamente. Non so, e in pochissimi sanno, chi siano gli attentatori di Charlie e cosa (e chi) li abbia mossi. Se vuoi sapere, dubito seriamente che la loro trattasi di “forma di lotta”, e non è affatto a loro che va la mia solidarietà (non so come ti è venuta in mente un’idea del genere).

    Quanto al politically correct, questo ha una sua giustificazione nel preservare, a chiacchiere, l’amor proprio di popolazioni realmente discriminate nel mondo occidentale come su scala planetaria. A questa ipocrita premura preferirei ovviamente un vero rispetto di fondo delle persone e dei lor diritti civili, economici e sociali, nel nord come nel sud del mondo. Se Ennada in Tunisia o tante organizzazioni islamiche “radicali” (compreso per esempio Hamas e Jihad in Palestina) è perché la carità, l’obolo (e la buona coscienza) che essi offrono, prendono il posto dello stato sociale. In questo sono organizzazioni squisitamente di destra. La soluzione non sta nel dalli all’islamico o al suo elettore, ma nella redistribuzione, nella giustizia sociale, nello scambio equo nord-sud… Non capire che la propaganda islamica a base di vittimismo identitario si basa su delle discriminazioni reali è politicamente suicida. Per il resto, per quanto mi riguarda, la religione è una psicoterapia come un’altra. (Purtroppo?) non si puo’ impedire di trovare nella religione – quale che essa sia – un sedativo all’angoscia insita nella condizione unamana.

  • Galaverna

    Un giornale fa satira su Maometto e, poco dopo, subisce un attentato.
    Chi sarà stato?
    E’ molto verosimile, visti anche gli abbondanti precedenti, che dell’attentato sia responsabile qualche fanatico religioso.
    Musulmano, in questo caso.
    Evocare le solite teorie complottiste, Di Nunzio, sa tanto di cortina fumogena.

  • Cesare

    @ Galaverna. Bravo, poche idee ma chiare. Puo’ spiegarmi perché Charb (direttore di Charlie), Tignous (disegnatore e cofondatore), Luz (autore del disegno di copertina su Chariah Hebdo) ecc ecc, sono parecchio meno sicuri di lei ?

  • carlo

    @Cesare -post 23
    sono meno sicuri (?!?) forse perchè non vogliono altri attacchi, magari alla loro persona o alla loro famiglia.

  • Ahmed

    @ Cesare. Lei e’ senza alcuna ragione molto aggressivo con chi la pensa piu’ o meno nel suo stesso modo. Cerchi di “sentire” anche le ragioni degli altri prima di sparare a lupara.
    La risorgenza islamista non e’ in relazione alle condizioni sociali delle masse, ma ad un progetto di revanscismo delle antiche classi dirigenti scalzate dall’imperialismo europeo nel XIX e XX sec. Stiamo parlando di un imperialismo arcaico e brutale, che aveva nella religione non solo la sua giustificazione formale (come nel caso della religione cristiana), ma il suo fulcro. Nell’ideologia islamica non e’ possibile separare la teologia dalla politica dalla guerra: sono un tutt’uno. E’ la religione la molla dell’imperialismo.
    Se lei avesse mai letto qualche testo religioso islamico (Quran, Hadith, Sira) troverebbe una continua esaltazione del terrore contro i credenti ad altre fedi, dell’uccisione di chi si ribella, dell’umiliazione delle donne, della fondazione di un potere assoluto nelle mani di un tiranno che e’ contemporaneamente capo militare, politico e religioso, l’ossessione per l’apostasia (diserzione militare). Il tutto per andare ad invadere altre terre, razziare ed installare un’elite di padroni su base religiosa. Molto simile al primo imperialismo Spagnolo e Portoghese nelle Americhe.
    L’inventore di questa ideologia e’ stato Muhammad che, non potendo contare su lignaggi tribali, ha dovuto creare la fondazione del suo potere sulla rappresentazione di una divinita’ (peraltro pre-esistente). Vi sono molti casi nella storia dell’imperialismo che hanno usufruito dell’appoggio ideologico delle religioni, ma in questo caso e’ la religione stessa il motore dell’imperialismo.
    L’ideologia islamica era moribonda nel XIX sec., avendo causato il fallimento di TUTTI i paesi che aveva invaso ed e’ rinata grazie a personaggi inquietanti come Hassan Al-Banna o Sayyid Qutb.
    La lotta di classe centra come i cavoli a merenda. Stiamo parlando di un imperialismo che fa aggio su un’ideologia religiosa primitiva e brutale, che si scontra contro un imperialismo (apparentemente piu’ “moderno”) di rapina delle potenze Europee e piu’ tardi USA. In questo scontro le masse Nordafricane e del Medio Oriente servono ai padroni islamici solo come carne da cannone, ed in questa funzione l’anestetico religioso funziona a meraviglia.
    Io sono comunista, ateo e razionalista e tifare per uno dei due imperialismi mi fa orrore. Sono altresi’ solidale con il destino delle mie sorelle e fratelli Africani ed Orientali. Le masse di quei paesi si libereranno quando butteranno a mare tanto i tiranni politici quanto quelli religiosi.