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FranciaEuropa

Molotov contro Charlie Hebdo, per Maometto in copertina

Una molotov verso l’una della notte scorsa ha distrutto la sede del settimanale satirico Charlie Hebdo (62, Bld. Davout, XX arrondissement), che per il numero di questa settimana, in edicola stamattina, aveva scelto Maometto come redattore capo, con l’intenzione di “festeggiare la vittoria” del partito islamista Ennahda in Tunisia e le dichiarazioni a favore della sharia del Cnt in Libia. Per l’occasione, la testata era stata trasformata in Charia Hebdo. L’incendio non ha fatto vittime, ma i locali della redazione sono inagibili. Stamattina, anche il sito Internet del settimanale satirico è sttao attaccato da cyber-pirati. Sono arrivate delle rivendicazioni dell’attentato da parte di “cyber-combattenti” islamici. “Abbiamo ricevuto mail, twitter e messaggi du Facebook con minacce, insulti” dicono in redazione. Già nel 2006 il settimanale era stato oggetto di minacce, quando Charlie Hebdo aveva pubblicato per solidarietà le vignette su Maometto del Posten danese. Charlie Hebdo rivendica un tipo di satira “stupida e cattiva”, che non risparmia nessuno e non arretra di fronte a nulla. Stamattina, la redazione di fronte alle macerie è riuscita ancora a scherzare: “ma non hanno capito nulla, volevamo festeggiare con Maometto per le brillanti vittorie in Tunisia e Libia”.

Il mondo politico ha reagito, a destra e a sinistra,  dichiarando solidarietà a Charlie Hebdo, in nome della “libertà di espressione, valore inalienabile”. Anche il Consiglio francese del culto musulmano, la struttura rappresentativa dell’islam francese, ha condannato l’attentato. Libération ha offerto ospitalità alla redazione di Charlie Hebdo, per tutto il periodo dell’inagibilità della sede.