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L'urto del pensiero

Miss Italia, perché te la prendi con i tuoi figli?

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di PAOLO ERCOLANI

Il Potere, quello vero, sa nascondersi come la Natura di cui parlava Eraclito.

E da una posizione sapientemente nascosta elargisce al popolo, attraverso uno specchio deformato, tutt’al più un’immagine pittoresca e depotenziata di sé. Innocua.

Questa immagine deformata del Potere è l’unica su cui il circo mediatico decide di attirare (o meglio: guidare) l’attenzione di un popolo che in larga parte è ormai incapace di elaborare, criticare, reagire.

Ossia concentrarsi su quell’essenziale che in realtà agisce (e manipola) nascosto.

IL POTERE NASCOSTO

Ecco allora lo «spettacolo» di un’intera nazione chiamata ad accanirsi sulla ragazza bella ma assai poco erudita. Ingenua e non particolarmente brillante. O forse furbissima, o sapientemente guidata, perché in realtà ha trovato il modo di far parlare di «Miss Italia» come non avveniva da molti anni (e la kermesse languiva assai).

Si crea così la tipica situazione in cui viene fuori tutto il peggio della pancia popolare: sessismo (come se un qualunque calciatore diciottenne non se ne uscirebbe con stupidaggini simili, se interrogato su certi argomenti), moralismo (come se la media di chi giudica fosse tanto più elevata e dotta), crudeltà (perché quella è una ragazzina di diciotto anni), e persino ridicolaggine (come se la televisione abbondasse di trasmissioni culturali in cui si trattano tematiche storiche, e l’italiano medio non desiderasse altro che sostituire il proprio telefilm preferito con una bella serie di documentari sulla Seconda guerra mondiale!).

Naturalmente, in tutto questo gioco a uso e consumo del Mercato e dei suoi cortigiani, si omette rigorosamente l’essenziale: un Paese in cui da decenni si taglia sull’istruzione e sulla scuola, in cui si è fatto di tutto per abbassare vertiginosamente il livello del discorso pubblico, in cui si proclama da pulpiti importanti l’inutilità degli studi umanistici, in cui tutto ciò che odora di cultura viene relegato nel cassetto triste dell’improduttività, della perdita di tempo, dell’irrilevanza.

Troppo spesso ci chiediamo come sia possibile che il nostro Paese viene governato da una classe dirigente ogni volta più grezza, inadeguata, incompetente ma assai abile e arrogante nella sua «sapienza» comunicativa.

UN POPOLO SPENTO

Sull’onda del populismo e della demagogia più gretta (oggigiorno unica alternativa alla «casta»), non ci sfiora mai il dubbio che quella classe dirigente sia il prodotto più coerente di un popolo mediamente spento e lobotomizzato. Né che quella classe dirigente riesca a vincere e convincere, pur con messaggi tanto rozzi e arroganti, perché le menti di quell’opinione pubblica non sono più educate a riconoscere e filtrare ragionamenti approfonditi, discorsi seri, propositi civili.

Soltanto un Paese che ha ucciso anche solo l’idea dell’istruzione e della cultura e del loro valore, in anni e decenni di politiche sciagurate e irresponsabili, può sostituire quell’idea con la pratica sciocca e crudele di scagliarsi contro una diciottenne che, a volerla dire tutta, di quelle politiche sciagurate e irresponsabili potrebbe essere il risultato più ovvio e meno colpevole.

Che poi, è quello stesso Paese che non reagisce, o peggio, anche qui si balocca con le invettive sapientemente stimolate dal potere, che se la prende con quegli sciagurati che scioperano impedendo ai turisti di vedere il Colosseo per due ore.

MISS ITALIA

Quando in realtà, quegli sciagurati, non solo avevano rispettato tutte le regole previste dal diritto di assemblea sindacale (infatti l’invettiva governativa ha avuto una matrice moralistica, non certo giudiziaria), ma di fatto sono come quasi tutti noi vittime di una macelleria sociale in cui si tolgono diritti, si afferma l’idea del lavoro non pagato (fra l’altro: scioperavano perché aspettavano intere mensilità non retribuite), si colpiscono le fasce sociali più deboli ad esclusivo beneficio dei pochi benestanti e delle banche che li foraggiano.

Un popolo, un’opinione pubblica che non riesce più a vedere il disegno nascosto (e perverso) di un potere politico che si è consegnato ai dogmi della teologia economica, una nazione che finisce col prendersela con le diciottenni colpevoli di aver raggiunto un sogno o con i lavoratori colpevoli di aggrapparsi disperatamente ai diritti residui, sono l’emblema di un’Italia a cui è rimasta davvero soltanto la bellezza.

E a queste condizioni, cosa te ne farai mai di tutta la tua bellezza, cara e adorata Miss Italia?

  • Elisabetta Liz Marsigli

    la superficialità in cui siamo costretti a navigare ogni giorno è sconcertante! condivido pienamente, nella speranza che qualcuno “ci ripensi”, nel vero senso del termine, ovvero pensi un po’ di più prima di sparare a 0 sulle cose. Il pensiero è una delle poche cose che ci rimane, sempre se riusciamo a costruirlo!

  • Paolo Ercolani

    Purtroppo viviamo nell’epoca in cui a prevalere è il paradigma del capitale umano (l’uomo come mezzo per fini economici). Si tratta di riaffermare quello dello sviluppo umano, che passa per uan rivalutazione della Scuola, della formazione e, sì certo, del lensiero critico e autonomo.