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Miracolo Tremonti, 46 associazioni unite contro i tagli

La discussione sul decreto milleproroghe che – tra le altre voci – ha tagliato pesantemente il sostegno pubblico all’editoria entra nel vivo in senato.

Il sottosegretario Paolo Bonaiuti ha incontrato ieri a palazzo Chigi i vertici del sindacato dei giornalisti appena rieletti nel congresso Fnsi di Bergamo e ha ribadito «tutto il suo impegno» nel reintegrare il fondo dimezzato da Tremonti. Le forbici del superministro sono riuscite a fare un mezzo miracolo.

Hanno compattato – per la prima volta – un fronte unico tra cultura, spettacolo, informazione e scuola contro i tagli dell’Economia. Stamattina ben 46 sindacati e associazioni del cinema e dell’editoria presenteranno in una conferenza stampa nella sede nazionale della Fnsi a Roma (ore 10.30) le proprie proposte e le iniziative pubbliche contro il governo.

Il filo rosso della conoscenza e dell’informazione si è definitivamente saldato a dicembre, quando nel milleproroghe Tremonti ha di nuovo tagliato il tagliabile stracciando per l’ennesima volta gli accordi raggiunti alle camere tra governo e parlamento. Per 92 testate in cooperativa, di partito e non profit è questione di vita e di morte. E così per il cinema. Tra le decine di sigle riunite stamattina, ci saranno soggetti diversi come l’Arci, la Fnsi, Cgil Usigrai e Uilcom fino ai Centoautori, l’associazione danzatori, il sindacato attori, Mediacoop, Legacoop e 4 teatri della capitale.

Per quanto riguarda l’informazione, Roberto Natale, Franco Siddi e Giancarlo Tartaglia hanno riferito a Bonaiuti i risultati dell’ultimo congresso Fnsi. Tra le richieste al governo oltre al ripristino dei fondi editoria l’avvio di un piano straordinario contro il precariato giornalistico, la riforma dell’ordine dei giornalisti, la legge sull’equo compenso dei freelance già in discussione in commissione lavoro alla camera, la costituzione di un «fondo per la libertà di informazione» alimentato da soggetti privati e fondazioni bancarie che garantisca certezze a un settore in crisi drammatica come quello dell’editoria.

Lo stesso Silvio Berlusconi, nella sua conferenza stampa di fine anno, ha sostenuto pubblicamente la necessità di trovare in tempi brevissimi una «soluzione condivisa» tra editori e governo che non comprometta il pluralismo dell’informazione e la sostenibilità dei bilanci aziendali e previdenziali.

Tremonti, stando a quanto filtra dal senato, continua a resistere. Com’è noto, il milleproroghe azzera i contributi diretti ai giornali ma concede invece 30 milioni aggiuntivi, tagliati proprio da lui diversi anni fa, come rimborso carta ai grandi gruppi quotati in borsa. In parlamento finiani, Udc e Pd hanno già pronti gli emendamenti che riportano i contributi al livello della finanziaria. Si profila un drammatico braccio di ferro.

da www.ilmanifesto.it – uscito sul manifesto del 19 gennaio 2011