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Lo scienziato borderline

Milano. Liberazione! Coi Righeira.

E’ la vigilia del 25 aprile, in serata convergo a Milano. Potrebbe essere l’attacco di tutt’altro pezzo, uno dei miei soliti. Ma stavolta, no.

E’ la serata che precede la Liberazione. In particolare, la mia, di liberazione. Dovevo liberarmi la gola da un certo rospo, che vi grattava con fastidiose zampette fin dal 1980. Volevo dire ad un certo Stefano Righi, niente più di un conoscente, che è abbastanza un genio.

I più scafati ed anziani hanno magari capito di chi sto parlando, anche perché basta leggere il titolo di questo mio modesto pezzo. Fatto sta che il 24 aprile, al Club Haus 80’s di Milano, si sono esibiti i Righeira.

Proprio loro, Johnson Righeira al secolo Stefano Righi e Michael Righeira al secolo Stefano Rota, che dall’inizio degli anni 80 sono ufficialmente fratelli. Still alive and kickin’, come vedremo.

In realtà io il futuro Johnson lo conoscevo già da prima. Era il 1980. Leggevo un mensile musicale che aveva appena cambiato nome da Popster in Rockstar dove c’era un inserto dedicato alla scena New Wave italiana. Essenzialmente i ragazzi del Great Complotto di Pordenone, per chi sa di cosa parlo. Un giorno leggo un articolo sopra un certo Johnson Righeira, sconosciutissimo torinese come il sottoscritto, solo che lui sapeva suonare e io no. Lui nell’intervista dice che il primo disco che ha comprato è stato MonoTono degli Skiantos, e dato che lo stesso valeva per me, vado a cercarmi il suo sedicente primo 45 giri, Bianca Surf, produzione esecutiva di uno che non conoscevo ma che poi sarebbe diventato un amicoGiulio Tedeschi, e quella artistica di Oderso Rubini. Sento il disco: ci suonano gli Skiantos e rimango folgorato. Bianca Surf – fra tutti i miei amici – piaceva solo a me, ma io continuavo a dire a tutti che quello era abbastanza un genio, venendo regolarmente sputazzato e spernacchiato.

Flash-back in avanti (si dice? Va be’, inventato ora). Nel 2006 Bianca Surf esce cantata in duetto da Johnson e Freak Antoni, nostro padre/madre/fratello, dentro l’album fondamentale: “Ex punk, ora venduto” (continuano i paralleli fra lui e me, dato che mi riconosco appieno nella definizione). E per celebrare il sessantesimo del Freak Antoni, lo scorso anno a Bologna, ci ritroviamo. Lui sul palco con gli Skiantos a cantare Bianca Surf, ed io sotto il palco. Ci conosciamo, pure, ma siamo un po’ alticci e l’intervista viene così e così. Soprattutto non ho abbastanza autonomia respiratoria per dirgli Johnson sei abbastanza un genio. Pazienza, credo sopravviviamo entrambi. 

Il Club Haus 80’s è una bella bolgia, la vigilia della Liberazione. Ne è felice Alex che lo gestisce e che ringraziamo tutti per il suo capello biondo. Ne siamo felici anche noi.

La serata è tutta anni 80, ci si diverte da anziani, circondati da giovanotti, noncuranti ed anzi entusiasti di quelli che per noi sono fantasmi che ritornano (veggasi breve video con wildboyz dei DURANZ, che in passato era segnale di inizio combattimento fra punk e paninari).

Tutto molto bello. Essendo empio ma non infame di liquidi, mi reco alla toilette. Chi ti trovo? Michael che sta provando “L’estate sta finendo” con il suo sax.

Michael Righeira, Milano, 24 aprile 2015

Michael Righeira, Milano, 24 aprile 2015

La foto non è granché, ma nei bagni non c’è gran luce, ed io giravo un pezzo di video che invece è un piccolo granché. Guardatelo anche voi, questo rehearsal, che è abbastanza geniale, anche lui.

Vengo ammesso nel Sancta Santorum, cioè il camerino. I due sono ben pronti, ed è immancabile la mia richiesta di prestito per il ritiro di qualche premio scientifico del completo leopardato di cui sotto.

Tre loschi figuri, fra i quali almeno due Righeira. Milano, 24 aprile 2015

Tre loschi figuri, fra i quali almeno due Righeira. Milano, 24 aprile 2015

Il tempo stringe, il palco richiede la loro presenza, non c’è tempo per gran discorsi seri. Il rospo continua a grattare con le sue zampette, ma rimane in gola.

Il locale, letteralmente, impazzisce. D’altra parte, loro cantano. E suonano. E mica solo i pezzi per i quali tutti, stasera, li han voluti ed aspettati qui. Anche La musica electronica,  ampiamente di questo millennio: le origini synth-pop, le voci sempre impeccabili.

Righeria, live. Foto Club Haus '80, Milano.

Righeira, live. Foto Club Haus ’80, Milano.

Purtroppo c’era un po’ di volume alto, come si suole in discuteca. Quindi, sebbene fossi sotto sotto il palco, non credo che Johnson e Michael abbiano sentito quello che ho detto. Riscriviamolo qua, allora, e leviamoci finalmente sto rospo:

Johnson Righeira, tuo e tuo fratello: siete abbastanza dei geni.

Quel che fatto è fatto. Arrivederci nel 2045.

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