closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Rovesci d'Arte

Milano boccia l’Hitler di Cattelan. Il caso infinito

 

«Se io fossi Cattelan non farei la mostra a Milano. Non ci si può far condizionare da quattro imbecilli, messi là dalla tessera di partito o dall’ignoranza di chi amministra. Io sarei andato via». Ha commentato così Oliviero Toscani, fotografo e pubblicitario milanese, finito più volte nel mirino della censura, il caso «Cattelan», che sta mettendo in fibrillazione la politica meneghina a causa del manifesto pubblicitario della sua mostra, raffigurante un Adolf Hitler in ginocchio, nell’atto di pregare. «L’arte deve offendere il decoro. Se non offende il decoro non è arte», continua poi. Le nuove polemiche sulla mostra dell’artista di Padova, che dovrebbe aprire i battenti il 24 settembre al Palazzo Reale di Milano sono state scatenate dai manifesti dell’esposizione, che raffigurano Adolf Hitler genuflesso e con le mani giunte (l’opera si chiama Him ed è datata 2001), sono stati bloccati dall’amministrazione comunale prima che finissero sulle strade. Già questa estate Cattelan era stato al centro di una querelle a causa dell’enorme fantastico!) dito medio da esporre in Piazza Affari, operazione fortemente avversata dalla Borsa italiana. Ora i manifesti con il Fuhrer hanno riacceso gli animi, anche perché il comune aveva promesso che i proventi della mostra sarebbero stati utilizzati per finanziare il Memoriale della Shoah alla Stazione Centrale