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MicroMega, post scriptum e micro manipolazioni

«Il nuovo numero di MicroMega: un ricco miscellaneo di politica che affronta le più calde questioni di attualità». Quando abbiamo scritto queste righe affettuose, il 22 novembre scorso, non pensavamo certo che le «calde questioni di attualità» affrontate dal magazine diretto da Paolo Flores D’Arcais saremmo stati noi.

Eppure da due giorni – mentre l’Ilva viene occupata, Berlusconi forse si ricandida e Monti macella quel che resta della sanità – , in testa al sito di MicroMega, campeggiano tre addii al manifesto: quello di Rossana Rossanda, quello di Joseph Halevi e quello di Marco d’Eramo. (leggi qui)

Una vicenda importante e dolorosa (per noi e per molti), che richiederebbe non tanto un elementare rispetto della cronaca ma almeno un minimo di approfondimento e di «scavo» giornalistico (soprattutto perché si pone la notizia in apertura e la si reputa evidentemente decisiva). Invece, a sorpresa, il sito di Flores pubblica le lettere private in mezzo a un articolo senza firma né sigla.

Un brodo di parole tanto mal curato da far scrivere in serata, all’anonimo estensore del pezzo, un «post scriptum» che ammette un «equivoco»: «Tutte le principali testate stanno riprendendo la notizia data da MicroMega, ma molte, nel riformularla, danno adito all’equivoco che Rossana Rossanda abbia mandato a MicroMega la sua lettera per la pubblicazione, mentre la fondatrice del manifesto ha mandato la lettera solo al suo giornale, mentre MicroMega ne ha dato notizia non appena ne è venuta in possesso, non da Rossanda ma da ambienti della redazione stessa del quotidiano».

Fin qui nulla di male, sarebbe solo un’anticipazione (a differenza della nostra del 22 novembre) non concordata e frettolosa. Una consegna che «ambienti della redazione» (neanche fossimo le brigate rosse) hanno ritenuto di fare poche ore prima che il giornale andasse in stampa. Nessuno dal sito ha chiamato il manifesto per offrire almeno un indizio sul perché di questi addii e della crisi del giornale, sulla reazione o le intenzioni del collettivo.

Peccato che quell’articolo (uscito su una testata seria del gruppo Espresso e non scandalistica) sia stato letteralmente copiato dai principali siti di informazione del nostro paese, dal Sole a Repubblica.it e sia stato letto da milioni di persone. Mai le riflessioni di Joseph Halevi hanno avuto così tanta eco sulla stampa italiana.

Chi crede che il futuro dell’informazione sia esclusivamente on line può riflettere sul fatto che invece, in redazione, hanno chiamato per saperne di più solo i giornalisti della carta stampata (tutti). E così ieri su molti quotidiani l’addio di Rossana Rossanda era resocontato nella sua oggettiva crudezza, con un contesto di virgolettati di ex e della direzione, mentre sul primo sito che l’aveva avventurosamente raccolto non c’era nulla di più.

Poteva essere l’infortunio di un giorno. Anche qui ne succedono a decine. E invece no. Perché MicroMega torna sul caso manifesto e pubblica con la massima evidenza un appello di solidarietà a Marco d’Eramo (di cui vi abbiamo dato conto sul giornale di ieri qui, qui e qui) senza mettere un rigo o un link alla spiegazione offerta su questo giornale. Né, dopo due giorni, compare alcunché di quello che abbiamo pubblicato sull’addio (continuiamo ad augurarci momentaneo) di Rossana Rossanda al suo giornale. O tempora, o Flores.

dal manifesto del 28 novembre 2012