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Michael Hastings: cronaca di una morte sospetta

Michael Hastings. Eliminato?

Michael Hastings. Eliminato?

Ricapitolando il caso Hastings: all’alba del 18 giugno un giovane brillante giornalista muore nel pauroso schianto della sua auto contro una palma lungo Highland avenue di Los Angeles, all’altezza di Melrose, dove l’ampio viale a quattro corsie a quell’ora (le 4:20) e’ praticamente deserto. Un video girato da un paparazzo  casualmente nei paraggi, apparentemente quella notte sulle tracce di Justin Bieber, mostra la mercedes grigia  che passa un semaforo rosso e alcuni minuti dopo la scena dell’incidente: l’auto  praticamente disintegrata, avvolta da fiamme alte tre metri. I soccorritori  trovano il guidatore carbonizzato e il motore dell’auto addirittura scaraventato a 50 metri dalla vettura, una scena, rilevano alcuni esperti,  piu’ consistente con un esplosione che con la dinamica di un impatto violento contro un oggetto stazionario. Michael Hastings, 33enne,  considerato uno dei migliori giornalisti della sua generazione e’ diventato noto in tutto il mondo per il servizio Generale fuori controllo scritto per Rolling Stones sul generale Stanley McChrystal, massimo responsabile militare della guerra in Afghnaistan e uno dei principali architetti della guerra globale condotta a base di  “black ops” e forze speciali. Il reportage di Hastings che passa un mese con McChrystal e il suo  stato maggiore,  rivela la figura di un generale autoritario e apertamente insofferente verso le autorita’ politiche e diplomatiche al limite dell’insubordinazione e in seguito della pubblicazione Obama chiede e ottiene le sue dimissioni. Al momento della sua morte Hastings stava scrivendo per il sito investigativo BuzzFeed ed era al lavoro su una indagine attorno a Jill Kelley la donna implicata nell’affare che l’anno scorso era costato il posto anche a David Petraeus, successore di McChrystal  al comando della guerra segreta e altro grande teorico della dottirna del counterinsurgency. Un giornalista coinvolto nella caduta in disgrazia dei due piu’ potenti esponenti della macchina dell’intelligence militare, l’apparato specializzato  nell’eliminazione “covert” dei nemici,  e’ dunque morto in circostanze poco chiare. Ora e’ trapelata la notizia che il pomeriggio prima di morie Hastings, in una mail inviata ad un amico, aveva espresso “preoccupazione”  per gli agenti federali che stavano indagando su amici e colleghi aggiungendo “sto lavorando su una grossa  storia e per un po’ devo sparire”, parole che alla luce dell’accaduto, e dei timori per la propria incolumita’ espressi da Edward Snowden, suonanao decisamente sinistre.