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Poltergeist

Medium: Storia di una famiglia

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Hanno le lenzuola invariabilmente color grigio militare, vanno a dormire alle dieci di sera e si alzano alle sei di mattina. Accompagnano i figli a scuola e affrontano ogni problema discutendo alla pari. E’ questa il modello di famiglia americana, un po’ vero e un po’ didascalico, propagandato dalla serie Medium. Si potrebbe pensare che questo sia un telefilm che racconta di una medium e dei suoi incontri con anime di morti o dei suoi sogni premonitori. E’ invece una serie sulla famiglia. La protagonista è una delle sorelle Arquette, Patricia, meno carina e nota della conturbante sorella Rosanna. Tiene i capelli corti con un taglio un po’ fuori moda, si veste senza tanti fronzoli ed e’ leggermente sovrappeso – ma non ne parla mai, né si fa mai riferimento alla sua figura, alla sua bellezza, alle sue irregolarità, come una dentatura non perfetta, ormai una vera rarità fra gli attori e le attrici americane.

Il marito è Jake Weber, semi-sconosciuto attore di secondo piano con una preferenza per ruoli di figura positiva in film dell’orrore. Joe Dubois, questo il nome del personaggio, è un ingegnere, e non c’è forse niente di più lontano dal mondo sovrannaturale in cui vive la moglie (e le tre figlie) di un uomo con una forma mentis tanto logica e un mestiere legato agli stretti confini della fisica. Eppure, Joe ascolta e fa mostra di credere a tutte le visioni della moglie Allison, e a volte si ha la sensazione che, se gli autori avessero avuto un tocco di genialità e non fossero solo degli ottimi professionisti, avrebbero lasciato il dubbio sulla veridicità delle esperienze extra-sensoriali della donna. Questo avrebbe reso apertamente quello che il telefilm in fondo è: la storia di una famiglia in cui la madre è malata di mente. Ne mostra sicuramente tutti i segni: manie di persecuzione, visioni diurne e notturne, dialoghi con figure invisibili agli altri e una propensione a credere di poter predire il futuro.

La serie è stata prodotta da Kelsey Grammer, il geniale interprete di Frasier prima e ultimamente del telefilm più cinico in circolazione: Boss. L’attore, che ha avuto dei trascorsi di droga e abuso d’alcol ora rinnegati in nome di una vita sana e regolare, è il produttore perfetto per questa serie che sta in bilico tra una leggera ironia, la pace della famiglia “normale” e la follia delle allucinazioni.

Joe ha la pazienza che dimostrano certi personaggi di serie americane quando la protagonista è una donna: sembrano accettare qualsiasi follia e in questo caso Joe non batte ciglio nemmeno quando la moglie, ogni notte, si sveglia di soprassalto durante un sogno particolarmente angosciante (e naturalmente si tratta di sogni premonitori o, a volte, di rivelazioni di eventi avvenuti nel passato).

Allison ha molto successo nella sua carriera di assistente del procuratore distrettuale, il quale, uomo anche lui, le crede e usa le visioni della donna per risolvere casi spinosi.

Medium è la storia di una famiglia normale segnata da quello che in inglese si chiama “supernatural”, il sovrannaturale, una sorta di iperfetazione della normalità proprio come l’iperrealismo è una tale esagerazione del realismo da diventare irreale, un po’ come quando si mettono degli occhiali nuovi e il mondo ci appare troppo nitido.

  • http://ombra.ilcannocchiale.it Ombra

    Brrrrr…. proprio adatto all’ora in cui sto leggendo, è quasi mezzanotte :)

  • rossella

    beh… almeno lei non sarà una disoccupata!d

  • http://striscebavose.blogspot.it/ Augusto

    Non sono così d’accordo sulla passività di Joe DuBois, che anzi spesso impedisce alla moglie di compiere atti che potrebbero metterla in cattiva luce o cerca di opporre un pensiero razionale e un’interpretazione alternativa ai sogni e alle visioni della moglie.

  • Paolo1984

    è tipo Ghost Whisperer (molto bello anche quello)..comunque a me sembra un modello familiare e di rapporto marito-moglie positivo. E lei non è malata di mente!