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losangelista

Matewan Wisconsin


Continua a dominare le cronache politiche americane la “rivolta del Wisconsin”, tranquillo stato caseario trasformato un “ground zero”  di uno scontro epocale sul futuro del capitalismo, dell’amministrzione pubblica e del paesaggio politico che portera’ alle prossime presindenziali. Allo scadere della seconda settimana di proteste e dell’ultimatum lanciato dal governatore teapartista Scott Walker, 14 senatori democratici  rimangono latitanti per impedire il numero legale necessario a passare le draconiane leggi antisindacali volute dai repubblicani; il campidoglio rimane occupato da centinaia di persone che contestano il progetto di abolire il diritto degli impiegati pubblici a negoziare contratti collettivi e il governatore minaccia i licenziamento di migliaia di statali.  Cosa sta succedendo nel piccolo stato del Midwest?  Nel fine settimana ci saranno manifestazioni in decine di stati in solidarita’ con gli scioperanti  barricati a Madison a sottolineare la dimensione nazionale di uno scontro che dietro le parti in causa vede schierate le attuali correnti politiche: da un lato i democratici e Obama che ha preso posizione a favore dei sindacati; dall’altro i repubblicani  che dietro al programma di risanamento “ad oltranza” dei bilanci pubblici mirano a  istigare una guerra tra poveri e intravedono inoltre l’opportunita’ di schiacciare una volta per tutte la principale macchina organzzativa e politica dei democratici rappresentata dalle union. Da qui un “sollevamento” con pochi precedenti (vengono alla mente le coalfield wars, i cruenti scioperi di minatori in cui dal West Virginia al New Mexico gli oligarchi protocapitalisti degli anni 20 e 30 si giocarono la supremazia con i movimentisti wobblie). Significativa in questo senso la burla di Ian Murphy un blogger liberal di Buffalo che ha telefonato al governatore facendogli credere di essere David Koch uno dei famigerati miliardari  ultrareazionari finanziatori del Tea Party facendolo disutere a lungo su come “incastrare” i sovversivi al limite infiltrando “agitatori finti” per creare epsiodi di intemperanza – immediato il tormentone su youtube.