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FranciaEuropa

Massacro degli algerini del 17 ottobre 1961: 50 anni dopo per lo stato è ancora un “non avvenimento”

Jean-Christophe Fromentin, sindaco dell’elegante cittadina di Neuilly ha rifiutato che venisse organizzata oggi una cerimonia di commemorazione per ricordare il massacro di centinaia di algerini avvenuto a Parigi 50 anni fa. Dei comuni di sinistra della cintura parigina e a Parigi, invece, ci sono state delle cerimonie in ricordo di un massacro che lo stato non ha mai riconosciuto. A Nanterre, un boulevard è stato battezzato domenica “17 ottobre 1961” e oggi il primo gesto di François Hollande, candidato socialista alle presidenziali, è stato di gettare un rosa nella Senna dal ponte di Clichy. A Parigi, il sindaco Bertrand Delanoë ha partecipato a una cerimonia commemorativa al Pont Saint-Michel. Una petizione è stata firmata da decine di persone, di sinistra e intellettuali, per chiedere che il massacro venga riconosciuto come un “crimine di stato”. Per Pierre Tartakowski, presidente della Lega dei diritti dell’uomo, “il governo non dice una parola, non chiarisce quello che deve essere chiarito”. 50 anni dopo, quelli che sono ancora chiamati dalla destra gli “avvenimenti d’Algeria” restano una piaga aperta.

20-30mila algerini, il 17 ottobre 1961, avevano partecipato a  una marcia per protestare contro il coprifuoco che il 5 ottobre l’allora prefetto di polizia Maurice Papon (condannato nel ’97 per crimini contro l’umanità per aver organizzato la deportazione degli ebrei della Gironda all’epoca di Vichy), aveva imposto a tutti gli algerini di Parigi e banlieue, dalle 20,30 alle 5,30 del mattino. La manifestazione contro “questo ordine razzista e discriminatorio” era stata voluta dall’Fln. Nel ’61, l’Algeria era ancora francese, la guerra d’indipendenza durava da 7 anni. Il primo ministro era Michel Debré, il presidente Charles De Gaulle. La repressione della manifestazione pacifica è feroce: ancora oggi non si conosce il numero dei morti e dei “dispersi”, ma gli stoici parlano di 300 persone uccise dalla polizia, i corpi erano stati gettati nella Senna. Migliaia di arresti, migliaia di persone fermate e picchiate sugli autobus della Ratp, rinchiusi negli stadi (l’ex Vel d’Hiv, di triste memoria,  lo stadio Pierre de Coubertin, il forte di Vincennes). La versione ufficiale è che i morti sono dovuti a una faida tra algerini (Fln contro Mna, il Movimento nazionale algerino).  Nei libri di storia dei licei francesi, il massacro occupa poche righe.