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Napoli centrale

Marinella, incendiato il campo rom

Un esteso incendio è divampato ieri pomeriggio nell’accampamento dei rom del parco Marinella, adiacente alla centralissima via Marina, l’arteria del porto napoletano. Era prevedibile? Forse si, visto che solo tre giorni fa c’è stata un’ampia manifestazione organizzata dal Pdl, contro i nomadi che avevano trovato rifugio in quello spiazzale. Con le parole d’ordine  “no al degrado, si alle regole”, si nascondeva infatti l’insofferenza verso gli “zingari” non tollerati da una parte dei residenti. Così mercoledì il corteo si è trasformato in una sfilata di insulti nel silenzio della baraccopoli che guardava il corteo atterrito, quasi nella consapevolezza che il tempo per restare in quelle abitazioni di fortuna fosse scaduto. A fare da mediazione il presidente della provincia Luigi Rispoli che pur nel tentativo di placare gli animi aveva chiaro che la frittata era fatta.

Sarà un caso ma a 72 ore la baraccopoli è stata invasa dal fuoco. Gli inquirenti stanno accertando in queste ore se sia di natura dolosa, ma appare quanto meno sospetta la coincidenza. Le fiamme si sono sviluppate in fretta e verso le 5 e mezza è stato subito chiaro alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco accorsi la gravità della situazione. Almeno una decina di baracche sono andate in fumo e 5 persone sono state portante d’urgenza al pronto soccorso. Tra queste una donna russa di 47 anni che pare essere in gravi condizioni. Il prefetto De Martino ha convocato un tavolo mercoledì prossimo per decidere cosa fare, vista anche la presenza di diversi minori. L’assessore alle politiche sociali del comune di Napoli ha diramato un comunicato. “Stiamo provvedendo a fornire tutta l’assistenza necessaria ed un alloggio, per la notte, alle persone che sono rimaste prive della loro baracca – ha fatto sapere Sergio D’Angelo – Per quanto riguarda il campo, contiamo di avviare entro 20 giorni le prime operazioni di trasferimento in strutture che sono state già individuate ad per accogliere un consistente numero di persone”.

Ma la storia del parco della Marinella parte da lontano. Almeno da luglio quando un nutrito  gruppo di rom, è stato costretto ad andarsene da via del Riposo, nell’area nord, perché in conflitto con napoletani che li avevano assaliti con i bastoni accusandoli di aver rubato rame e ferro nel vicinato. In questi mesi il campo è cresciuto entrando in conflitto con un gruppo di africani ghanesi e migranti dell’est Europa presenti sul territorio da tempo. Una guerra tra poveri come se ne vedono tante. In questa condizione di crisi si è inserita la fiaccolata organizzata dal Pdl, con i relativi cori che chiedevano lo sgombero dell’area.  Non solo. A far capire che gli alloggi fossero indesiderati, nelle settimane precedenti erano arrivati vigili urbani e carabinieri a identificare gli accampati, sequestrando i furgoncini e le macchine che servono ai rom per le loro bancarelle e la raccolta di materiali nella spazzatura cittadina. L’Opera Nomadi ha denunciato da tempo il mix esplosivo di questo campo e chiesto un pronto intervento delle istituzioni. Ma ormai è tardi. “La disperazione degli ultimi tra gli ultimi è talmente grande – ci dice Santa Iovino una delle responsabili dell’associazione no profit – che se non si fa qualcosa in tempi strettissimi questa gente andrà ad ingrossare altri campi, con il risultato di far crescere sempre di più nella popolazione napoletana razzismo e odio nei confronti dei rom”.

  • Achille Porzi

    Lo vogliamo capire che la gente, il popolo, non ne può più dei Rom? Nessuna predica ideologica potrà mai oscurare la realtà e cioè che gli stessi Rom sono parassiti che vivono illegalmente alle spese degli altri, soprattutto dei più deboli e indifesi. Perchè noi dobbiamo accettare tutto questo? Perchè noi dobbiamo essere buoni e comprensivi e lasciarci fregare senza reagire? Urge una risposta convincente, ma non credo che qualcuno sano di mente possa darla.
    Ciao.

  • Achille Porzi

    Ah, m’ero dimenticato: le vostre posizioni sull’immigrazioni sono uno dei motivi per cui non compro più il Manifesto. La vostra “fede” tesa a convincerci che noi siamo tutti cativi e stronzi mentre gli immigrati, qualsiasi cosa facciano, sono povere vittime succubi della nostra “cattiveria” mi hanno nauseato. Io sono per il rispetto dei diritti e dei doveri da parte di tutti, anche degli immigrati. Purtroppo, standoci per lavoro a contatto tutti i giorni, la realtà non è come la descrivete voi. Sarà un caso che vendete sempre meno copie del giornale. Non sarà che le vostre posizioni di elitaria ideologia non hanno più riscontro con la realtà in cui viviamo?

  • francesca

    Beh se dare conto di un incendio (che tra l’altro è presente su tutti i siti e i quotidiani, ma forse non leggi nemmeno quelli) dove sono scappati e scampati tantissimi bambini, ti da tanto fastidio secondo me fai bene a non comprare il manifesto.

  • Acci

    A Ponticelli non c’era il Pdl. L’antiziganismo è sia di destra che di sinistra. A te Francesca mi verrebbe da chiedere: se nel campo non ci fossero stati dei bambini, sarebbe stato diverso (per quanto la consapevolezza che i bambini davvero ci fossero sia straziante)? Cosa si pensa a sinistra, questa sinistra che non mette in discussione il dogma del lavoro, di individui considerati alieni al lavoro? Non è quella stessa sinistra che ha come oggetto della sua critica lo speculatore, parassita della bontà presunta del lavoro, finendo per flirtare con l’antisemitismo (l’ebreo usuraio cosmopolita a scapito dell’economia reale)? Storicamente, le crescite dell’antiziganismo e dell’antisemitismo sono direttamente proporzionali. Per quanto siano fenomeni con specifiche caratteristiche proprie: lo zingaro sarebbe un uomo ‘inferiore’ che non esce dallo stato di natura (squalificata come femminile, irrazionale, selvaggia, imprevedibile, umorale etc), l’ebreo un ‘superuomo’ predatore (apolide, femminile anche lui). Entrambi, storicamente, hanno svolto loro malgrado la funzione psicosimbolica di rafforzare le identità moderne per alterità, quella nazionale (non sono un ebreo, mi differenzio in quanto italiano, in quanto tedesco) e quella ‘protestante-lavorista’ (non sono uno zingaro, sono un uomo che porta a casa un reddito con il sudore della sua fronte). Nell’attuale crisi del ceto medio certo odio per se stessi, certe proiezioni caproespiatorizzanti, meriterebbero approfondita indagine. E questa è una critica al Manifesto (e non solo), non a te.

  • http://demata.wordpress.com Demata

    Un contributo per le donne Rom che incontriamo tutti i giorni per strada http://demata.wordpress.com/2012/03/07/8-marzo-non-ce-festa-per-le-donne-rom/