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FranciaEuropa

Marine Le Pen, la figlia, fa paura a destra e a sinistra

Marine Le Pen, nata nel ’68, sarà molto probailmente eletta alla testa del Fronte nazionale al prossimo, imminente, congresso del partito. E’ una donna giovane che sta cercando di “dediabolizzare” la facciata del partito di estrema destra francese per farne una forza politica di peso, senza per questo rinnegare la base ideologica del padre. I sondaggi le danno ragione: il 21% dei francesi (percentuale cresciuta di 5 punti in poco tempo) ha un’opinione favorevole di questa donna ancora giovane, meno aggressiva del padre, che smussa gli angoli e che parla di lavoro e di delocalizzazioni, con la speranza di convincere, oltre l’elettorato tradizionale del “monde de la boutique” (commercianti, piccoli artigiani, piccoli imprenditori), una fetta sempre maggiore di elettorato popolare e anche della classe media che teme il declassamento. Un’ultima polemica l’ha spinta in primo piano sulla scena politica: Marine Le Pen ha paragonato i credenti musulmani che pregano per la strada il venerdi’ (sono obbligati, le moschee sono poche e piccole, mentre il 25% dei musulmani è praticante) a un’ “occupazione” del territorio simile a quella operata dai tedeschi al tempo dell’occupazione nazista. Una presa di posizione che, apparentemente, torna sulle orme del padre, ossessionato dalla seconda guerra mondiale, ma che Marine Le Pen ha modernizzato, mischiando il riferimento al passato a una questione di attualità: il posto dell’islam e dell’immigrazione nella società francese. Tutti i leader politici hanno reagito, per condannare. A destra, la condanna si è unita alla richiesta di ripartire con un’offensiva anti-frontista che riprenda alcuni temi di fondo dell’estrema destra, che avevano permesso a Sarkozy di vincere nel 2007: sicurezza e immigrazione. Jean-François Copé, il neo segretario dell’Ump (il partito di Sarkozy) vuole rilanciare il  dibattito sull’identità nazionale (che era stato un flop l’inverno scorso). La destra teme non solo che il Fronte nazionale faccia un buon risultato alle cantonali del prossimo marzo, ma che si riproduca nel 2012 “al contrario” quello che successe il 21 aprile 2002: il Fronte nazionale al secondo turno della presidenziale (allora, Le Pen contro Chirac, domani, forse, la giovane Le Pen contro il candidato/a socialista). La sinistra teme che il discorso nazionalista e sovranista di Marine Le Pen le rubi elettori.

La crisi economica gonfia le vele del Fronte nazionale. Marine le Pen denuncia la mondializzazione e la finanziarizzazione del mondo, se la prende con gli immigrati che “non si vogliono integrare” e che interferiscono sull’identità francese. Per il momento, ha messo un po’ da parte l’antisemitismo. Malgrado abbia un elettorato che aderisce al tradizionalismo cattolico, non attacca più la legalizzazine dell’aborto, ma si limita a chiedere che le donne “possano avere la scelta” grazie a una vera politica famigliare, con un salario per le mamme. In economia dice cose che non tengono in piedi, ma che sono facili da comunicare: uscire dall’euro, tornare al franco, alzare barriere protezioniste per difendere il lavoro francese. Marine Le Pen si sta rivelando più pericolosa del padre. Il Mrap, il movimento contro il razzismo e per amicizia tra i popoli e la Lega dei diritti dell’uomo hanno l’intenzione di sporgere denuncia contro Marine Le Pen per le sue affermazioni sull’ “occupazione” dei praticanti musulmani.

  • lina

    Non è mia intenzione difendere Marie Le Pen, ma non è che il mondo islamico non la stia di fatto aiutando. E molto !
    Come giudicare la richiesta di Erdogan alla Merkel di istituire scuole turche in Germania allo scopo di impedire l’integrazione in quella società ?
    Dobbiamo forse accettare l’idea che un’invasione “biologica” si concretizzi nel tempo ?
    Che dire davanti al commento del premier turco che davanti al rifiuto della Cancelliera ? “E’ un crimine contro l’umanità”, ha dichiarato.