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losangelista

Marijuana in Colorado: l’ora della ricreazione

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Il governatore del Colorado ha firmato il nuovo statuto sulla cannabis, ufficializzando nel suo stato la cosidetta marijuana “ricreativa” – per distinguerla da quella “medica” gia’ disponibile nelle 19 giurisdizioni che amettono  l’uso terapeutico del THC. In questi ultimi, compreso il maggior produttore, la Califonia, i “pazienti” possono dietro ricetta medica facilmente ottenibile per una qualsiasi sindrome quale l’ansieta’, ottenere la tessera che permette di acquistare erba nelle centinaia di “dispense” segnate dalle caratteristiche croci verdi. In Colorado (e Washington, l’altro stato ad aver depenalizzato) vendita e consumo saranno regolati da una dettagliata normativa sulla commercializzazione. Lo spaccio avverra’ in punti vendita autorizzati simili ai liquor store dove in America si vendono bevande alcoliche, l’erba sara’ unicamente “da asporto” e non sara’ invece consentito il consumo in appositi locali di tipo “olandese”. I residenti del Colorado potranno acquistare fino ad un oncia per volta (28 gr.), ma solo 7 gr. per non residenti onde evitare di incentivare traffico verso altri stati; le dosi verranno vendute in apposite confezioni anti-bambino e il traffico verra’ tassato al 25%. Tutto il corollario di normative cioe’ del comune commercio che appannano in qualche modo l’aura “rastafaria” del settore (specie quelle come la nuova legge sul buzzed driving che diventera’ penalmente sanzionabile, in previsione di un ipotetico aumento di conducenti stonati). Sara’ poi interessante, una volta iniziato il commercio a partire dall’inizio 2014, quantificare gli effetti intangibili di questa prima legalizzazione, l’entita’ del turismo “verde”, le entrate fiscali prodotte dal nuovo commercio, l’inv centivo all’impresa e nuova occupazione  e l’effetto economico sui prezzi in nero (e sull’import illecito ancora gestito dai cartelli messicani) . E’ noto ad esempio che una fazione dei produttori californiani si e’ sempre battuta contro la depenalizzazione che agevola il traffico ma deprime i prezzi gia’ oggi sensibilmente piu’ bassi nelle zone piu’ libertarie. L’effetto del regime misto sulle dinamiche di mercato e’ statao illustrato recentemnte dal servizo dell NPR su uno spacciatore californiano che alla liberalizzazione preferisce il mercato nero di New York.

Indotto: snack con infusione di THC

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  • alvise

    Non dubito che negli USA possa essere considerato lecito far uso di droghe. Se ne fai un abuso, sono poi fatti tuoi.
    Il sistema sanitario americano non è come il nostro, dove vale il principio di assistenza pubblica. Se ti ammali,là devi pagarti le cure.
    Domanda: se anche in Italia fosse consentito il libero uso, toccherà a tutta la collettività pagare per eventuali abusi o eventuali conseguenze sanitarie sulla salute di quei consumatori ?
    La loro libertà di scelta può arrivare ad imporre ad altri di dover contribuire per ristabilire la loro salute ?
    Possiamo permettercelo ?