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FranciaEuropa

“Manovre derisorie” al parlamento

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“Manovre derisorie”. Con questo sprezzante commento, l’Eliseo ha liquidato la sconfitta subita dalla maggioranza all’Assemblea giovedi’ nel primo pomeriggio (vedi “il manifesto” di oggi)  sulla legge “Creazione e Internet”. Al di là del discutibile contenuto della legge che dovrebbe punire la pirateria su Internet, con dei mezzi giudicati inadeguati dagli esperti, c’è un aspetto ancora più grave: la determinazione di governo e presidenza di imporre, con qualsiasi mezzo, delle norme repressive senza tener conto del voto del parlamento. Difatti, la legge verrà ripresentata, tale e quale, al rietro dalle vacanze di Pasqua (il 28 aprile). L’opposizione, che non ha i numeri per mettere sotto il governo, giovedi’ ha riuscito un bel colpo (dei deputati si erano nascosti dietro le tende dell’entrata dell’emiciclio, per non suscitare sospetti sul loro numero tra i banchi – quasi deserti – della maggioranza  e, al momento del voto per alzata di mano, si sono precipitati ai loro posti per partecipare, battendo cosi’ il governo a 21 contro 15, grazie anche ai rinforzi di due parlamentari di destra).  Ma Sarkozy non ha nessuna intenzione di tener conto del voto dei deputati. Un malessere serpeggia nel parlamento francese e non riguarda solo l’opposizione. Malgrado le belle parole che avevano accompagnato la revisione costituzionale del luglio 2008, che sulla carta avrebbe dovuto valorizzare il parlamento, Sarkozy si dimostra sempre più insofferente sui tempi e i modi della normale democrazia. Anche a destra c’è chi fa resistenza (alcuni disegni di legge governativi sono stati rimessi nel cassetto grazie al parlamento, come la liberalizzazione del lavoro la domenica).  Sarkozy si era felicitato troppo in fretta con il piccolo circolo dell’Ump invitato all’Eliseo la mattina di giovedi’, per la legge contro i pirati Internet, che per lui era già acquisita prima ancora che avesse avuto luogo il voto. Qualche ora dopo, ha dovuto incassare la smentita dell’Assemblea.  Su norme che riguardano Internet, già ad ottobre Sarkozy aveva dimostrato di voler passare oltre le decisioni su cui non è d’accordo: allora aveva inviato un fax di due pagine a José Manuel Barroso, presidente della Commissione di Bruxelles, per chiedergli di intervenire presso la commissaria alle telecom, per farle ritirare la raccomandazione agli stati di non intervenire in modo repressivo sul pirataggio. Il parlamento euuropeo ha poi votato a favore del diritto dei cittadini all’accesso a Internet, che la legge “Creazione e Internet” contraddice, istituendo la “risposta graduata”, che al terzo avvertimento impone il taglio d’autorità della connessione (da due mesi a un anno) per i colpevoli di download illegale.

  • Tonylittlebull

    In fondo la Francia è vista da tanti radical chic come un posto civile in cui rifugiarsi per scappare dalla volgarità dell’Italia (molti confondono la sinitra col buongusto..), ma lì accadono le stesse cose. E’ un paese razzista, che organizza guerre e colpi di stato nelle ex colonie, borghesissimo nel senso deteriore del termine, la gente ha la fascinazione per il capo (un altro nano, peraltro)e per le belle dame che sopperiscono al ritardo mentale con l’eleganza. La sinsitra è o borghese e venduta o ottusa e settaria.

    Il fascismo c’è stato anche lì, solo che si sono giocati bene la carta dell’occupazione nazista.
    Anzi il fascsimo nasce lì culturalmente.

    L’accordo per il nucleare in Italia tra il Duce di Arcore e Sarkozy è emblemtico.