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Bar Condicio

Mandiamo Riina superstar dalla Merkel

Minchia che storia! Totò Riina e Giorgio Napolitano. Il boss mafioso e il presidente della Repubblica. Insieme. In videoconferenza. Uao che colpo, complimenti allo staff comunicazione di Riina. Davvero un bel lavoro. La mafia stavolta entra direttamente nel Palazzo, quello più in alto. E ci entra per decisione della magistratura, senza sotterfugi, accordi segreti, agenti deviati, bombe e lupare. Siore e siori, in diretta dal Quirinale abbiamo il piacere di presentare il fantapolitico mafia show. Un programma forte ma politicamente corretto. E soprattutto giuridicamente, visto che in punta di diritto la decisione della magistratura è senz’altro correttissima. Che meraviglia, pensate alla soddisfazione di Riina e Bagarella, da Corleone a Roma, dalla campagna al Quirinale. Dalla periferia del Sud al centro della scena politica nazionale. Praticamente un film di fantapolitica. Ma è tutto vero. Roba che i processi show ai tempi di Tangentopoli sono b-movie nella storia della comunicazione politica. Non c’è bisogno della diretta tv nazionale, stavolta basta esserci tanto è forte il contrasto. C’è una regola aurea nella comunicazione politica: mettere due persone a confronto in una trasmissione significa di fatto equipararle e riconoscergli un ruolo. Non a caso il parterre di una trasmissione è sempre studiato nei minimi dettagli. Ed allora, visto che ormai è in scena questo singolare show in cui la mafia ha un ruolo da protagonista, vogliamo finalmente prendere atto della sua importanza e riconoscere a Riina e Bagarella il ruolo politico che gli spetta? E insomma, un po’ di riconoscenza per due personaggi che meritano di assistere nientemeno che alla deposizione del presidente della Repubblica in carica. Eleggiamoli, facciamoli ministri. Diplomatici, ecco, sì, ambasciatori dell’Italia nel mondo. Pensate un po’ alla scena: Riina e Bagarella al vertice Ue di Milano per convincere Angela Merkel ad allentare i vincoli e sostenere la crescita. ‘Minchia Angela ma u vulimmu finiri i scassare ‘a minchia cu’ ‘stu dibito!?’. Risultato garantito. E non ridete perché la mafia è una cosa seria. E produce ricchezza. E lo sa bene l’Istat, che ha vinto il Nobel per l’economia “per aver preso orgogliosamente l’iniziativa di adempiere al mandato dell’Unione Europea di aumentare l’entità ufficiale della propria economia nazionale includendo i proventi da prostituzione, vendita illegale di droghe, contrabbando oltre che di tutte le altre operazioni finanziarie illecite tra partecipanti volontari”. Oddio non era proprio il Nobel quello di Stoccolma, era quello cazzaro, l’IgNobel per le cose puiù astruse e improbabili. Però lo danno ad Havard. E però è sicuramente meno cazzaro di tutta questa storia. Cin!