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FranciaEuropa

Mali: da Serval a Barkhane, la guerra continua

Nessuno ne parla quasi più, ma l’intervento della Francia in Mali continua. Il 14 luglio, c’è stata una nuova vittima francese: un soldato è morto in seguito a un attacco suicida. Giovedi’, François Hollande inizia un viaggio in Africa, nei paesi del Sahel. In questa regione, verranno precisati nei prossimi giorni i dettagli della nuova operazione francese. Serval in Mali, intervento iniziato nel gennaio 2013, prende fine, ma sarà sostituito da Barkhane, un’operazione che riguarda non solo più il Mali ma anche Burkina, Mauritania, Niger e Ciad. Con questi paesi Parigi firma in questi giorni nuovi accordi di cooperazione militare. Barkhane avrà un contingente di 3mila uomini, impegnati nell’antiterrorismo. In altri termini, la Francia si prepara a restare nel Sahel per un lungo periodo. I comandi militari verranno spostati da Bamako a N’Djamena (Ciad), dove dall’86 è in corso l’operazione Epervier (che verrà fusa con Serval per dare vita a Barkhane). La Francia continuerà a gestire da sola l’intervento nel Sahel, malgrado le restrizioni di bilancio e i tagli drastici alla Difesa. La Francia non è riuscita a convincere i partner europei a partecipare a questa operazione, che per Parigi è in difesa della sicurezza dell’Europa.  Tra l’altro, i partner non partecipano alle avventure militari francesi in Africa, ma cercano comunque di fare affari a svantaggio della Francia: per esempio, la Germania ha ormai superato la Francia nell’export di armamenti in Africa. Intanto, la guerra continua anche nella Repubblica Centrafricana, dove la Francia interviene ormai da mesi senza riuscire a portare la calma, in un paese ormai in preda a lotte confessionali.