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losangelista

Maledetto Umanesimo

“Una volta eletto lavorero’ ogni giorno per rendere il governo piu’ irrilevante nelle vostre vite” – viene da chiedersi se con queste premesse capo del governo sia effettivamente l’occupazione piu’ idonea per Rick Perry,  ma l’affermazione del candidato conservatore rende bene il paradosso degli antistatalisti che quest’anno aspirano all’istituzione che detestano. La dottrina – il dogma – dello stato minimo, se non kamikaze,  espressa dai principali candidati repubblicani e’ figlia delle paure di una minoranza bianca (etnica, ideologica, storica) che si sente esautorata da una modernita’ “aliena” e globale. Un sentimento strumentalizzato ad arte a mezzo di un populismo liberista e viscerale e indirizzato contro il concetto di moderno stato-nazione, piuttosto che contro le forze motrici della presente era finanziaria. Cosi’ l’hinterland americano si ritorce contro l’idea che ha contribuito alla rivoluzione francese oltre che ala fondazione degli stessi Stati Uniti. Un “eresia” politica esasperata dal fondamentalismo del Tea Party, dopotutto candidati come Michele Bachman vanno gia’ oltre all’illuminismo individuando i semi della attuale “bancarotta morale” nell’umanesimo e nel rinascimento, o come ha spiegato di recente: “…nel rinascimento (…) l’uomo si e’ posto al centro del mondo aprendo la porta alla forza distruttiva dell’umanesimo che e’ continuata fino al’illuminismo”