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Street Politics

Mahiennur el-Massry si unisce allo sciopero della fame

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Mahiennur el-Massry si unisce allo sciopero della fame dei prigionieri politici egiziani. A dare il via all’opposizione non violenta nelle carceri erano state le migliaia di Fratelli musulmani in prigione, dopo l’elezione di Abdel Fattah al-Sisi alla presidenza della Repubblica, nonostante il boicottaggio del voto della maggioranza degli egiziani, nel maggio scorso. Tra loro citiamo Ibrahim al-Yamany e Mohamed Soltan in sciopero della fame da mesi. E Ibrahim Halawa, 18 anni, arrestato la scorsa estate in piazza Ramsis e in prigione senza accuse precise. Anche le sue sorelle, con lui al momento dell’arresto, detenute nella prigione per donne di Qanater, hanno iniziato lo sciopero della fame lo scorso 8 agosto.

A loro si sono aggiunti in questi giorni, attivisti laici e di sinistra. A cominciare da Alaa Abdel Fattah, che sconta una condanna a 15 anni di reclusione e al pagamento di una multa pari a 100 mila ghinee (11 mila euro) nella prigione di Tora per aver partecipato a una manifestazione nel novembre scorso in violazione della legge anti-proteste. Alaa ha iniziato lo sciopero dopo aver fatto visita in ospedale al padre Ahmed Seif al-Islam, anziano avvocato che dirige il centro per la difesa dei diritti umani Hisham Mubarak, in gravi condizioni di salute. Alaa appartiene infatti ad una famiglia di noti attivisti egiziani di sinistra, inclusa la zia, la scrittrice Ahdaf Soueif, e la sorella Sanaa, anche lei in carcere dallo scorso giugno con le stesse accuse.