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Islamismo

Madre e figlia massacrate, si opponevano a un matrimonio combinato

Begm Shanaz è stata uccise a mattonare dal marito, Nosheen, la figlia di Begm, è stata ferita gravemente con una spranga dal fratello. Nosheen si rifiutava di accettare un matrimonio combinato dal padre e la madre cercava di difenderla. Ci troviamo a Novi di Modena, dove viveva la famiglia pachistana. Un fatto che ci ricorda altre due morti orrende, quella di Hina e di Sanaa. La situazione è sempre la stessa: donne che cercano la loro libertà e i maschi della famiglia che glielo impediscono in nome della loro tradizione patriarcale. Pochi giorni prima una donna indiana si è data fuoco vicino a Cremona, aveva perso il lavoro, avrebbe dovuto tornare a casa per un matrimonio combinato. Il fatto non ha suscitato grandi clamori, forse perché non è stata uccisa, ma il dramma è lo stesso. La nostra società non garantisce nessuna protezione, nessun aiuto a queste donne, sono abbandonate alla violenza di chi vuole decidere della loro vita. Dopo la morte di Sanaa avevamo deciso di non permettere più che questo succedesse e invece è successo e i nostri progetti di costituire una rete di protezione non è ancora andata in porto, non possiamo più aspettare.

  • http://sulaymanonline.blogspot.com Valter Di Nunzio

    Vorrei soltanto distinguere l’islam dai matrimoni combinati. Quest’ultima tradizione accomuna purtroppo tutti gli abitanti della penisola indiana siano essi musulmani,indù,cristiani o altro. E’ un prodotto storico,come è stato detto, della cultura pre-islamica che nemmeno l’Islam è riuscito a eradicare. Dal punto di vista islamico inoltre l’uccisione dei figli o dei genitori o di innocenti è un peccato inescusabile che non può trovare comprensione o attenuazione, né in questo mondo né nell’altro. Spero che questo sia compreso anche dai non musulmani. Dal nostro lato non possiamo che provare dolore per queste morti orribili,insensate e ingiuste.
    Questo non vuol dire accettare i disvalori morali e sociali delle società post-moderne a identità liquida. Significa avere chiara la differenza fra il bene e il male, che è l’esatto contrario

  • Paolo1984

    La barbarie patriarcale e tradizionalista non ha limiti.

  • giuliana

    @ valter, forse ho detto che i matrimoni combinati hanno a che fare con l’islam? Perché prima di condannare una barbarie si devono fare dei distinguo?
    giuliana

  • Paolo1984

    Gentile signor Di Nunzio, l’islam (che come tutte le religioni e tradizioni e ideologie è anch’esso un prodotto storico non è riuscito a sradicare certe tradizioni pre-esistenti (come l’infibulazione) perchè non ha voluto sradicarle, non le ha sradicate perchè erano tradizioni patriarcali e le tre religioni monoteiste sono ideologie patriarcali inconciliabili con qualsiasi idea moderna di libertà e giustizia.
    Meno religione più laicità e secolarizzazione, questa è la risposta, la grande conquista della modernità (e anche della post-modernità che a lei non piace) è che la religione deve essere separata dalla politica e deve smettere di essere la sola guida morale delle persone, si può essere buoni e morali anche senza credere in Dio.
    Mi dica, signor Di Nunzio, cosa accadrebbe al figlio di una famiglia musulmana osservante se decidesse di cambiare religione o addirittura diventare ateo? Una ragazza di famiglia musulmana potrebbe innamorarsi e sposare un non-musulmano? E non voglio neanche immaginare cosa accadrebbe al giovane musulmano o musulmana che dovesse innamorarsi di una persona dello stesso sesso.
    Mia madre è cattolica praticante io sono agnostico (ma tendo sempre più verso l’ateismo), mia madre non ne è felice ma non mi ha rinnegato nè mi ha cacciato via, se la mia famiglia fosse tata musulmana cosa mi sarebbe accaduto?
    e poi vorrei chiederle cosa pensa delle reazioni violente che ci furono dopo le vignette danesi su Maometto..come giudica il fatto che siano state prese d’assalto le ambasciate danesi come se il governo di quel Paese dovesse essere responsabile di ciò che pubblicano i giornali? I suoi correligionari ignorano che nei Paesi democratici la stampa è libera?
    E mi dica, come mai le ideologie politiche si possono criticare e iorridere e le ideologie religiose no altrimenti rischi la pelle?
    Io credo nella libertà religiosa, ma anche nella libertà di non avere una religione e di criticarla facendo anche ricorso alla satira, i credenti hanno il diritto di esercitare il loro culto (senza violare le leggi vigenti) ma noi non credenti abbiamo il diritto di criticare la religione e anche ridere di essa se è il caso.
    Lei che ne pensa?

  • Paolo64

    E’ semplicemente pazzesco che in un paese che si definisce civile si permetta che succedono queste cose, in galera altre che gli assassini ci deveno finire tutti quelli che hanno assistito all’ aggressione , definendo affari di famiglia un omicidio. Bisogna pretendere che stranieri ed Italiani imparino la civiltà, se continua così tornerà il medio evo

  • gianni

    Ieri a Brescia c’erano 2000/5000 manifestanti extracomunitari di varie etnie che manifestavano democraticamente il loro disagio.
    NON c’era nemmeno una donna!
    LE DONNE ISLAMICHE NON SONO LIBERE
    Fino a quando gli islamici considereranno le donne esseri “subalterni” agli uomini, fino a quando le donne resteranno soggiogate dai loro veli e dai loro burka non ne uscirete mai; questo comportamento fa il gioco di chi,come nella iperdemocratica Svezia il capo di un partito afferma “che il più grosso pericolo del terzo millennio è L’ISLAM”
    Alla luce dei fatti internazionali i popoli che vivono secondo le rigide regole Islamiche sono i meno democratici
    Anche in Italia quando la Chiesa interviene per indirizzare una legge secondo i sui principi medioevali un pezzo di democrazia viene cancellato

  • madi

    tutti i giornali, compreso il vostro riportano il nome sbagliato di questa donna. Io e le mie colleghe lavoriamo con le donne pakistane di questa zona e ci siamo accorte subito che il mome riportato dai giornali doveva essere sbagliato. Forse da domani le cronache restituiranno a questa donna almeno il proprio nome.Sai che ci sono donne che sui documenti hanno “XXX” oppure “Senza Nome”?. Il solco tra le pakistane e le autoctone della zona è molto profondo, anche con le donne delle organizzazioni femminili. Questa storia viene a proposito per rinforzare i pregiudizi reciproci. Carfagna invita le donne a denunciare ma la paura è forte e la non libertà è stignatizzata dal permesso di soggiorno vincolato a quello dei padri/mariti.Almeno restituiamo a Shahnaz il suo nome

  • giuliana

    madi e maria, grazie per aver restituito il nome alla donna uccisa, è quello della madre immagino…
    giuliana

  • giuliana

    Mi è arrivata questo messaggio dall’Udinazionale, che voglio condividere con tutti voi:
    L’8 marzo di quest’anno le donne di Novi, tra cui alcune dell’UDI, sono andate ad invitare le famiglie di stranieri residenti nel loro paese ad un pranzo multiculturale, organizzato dal Comune, pranzo preparato da una pakistana, una cinese, una marocchina e un’italiana.
    Quando hanno bussato alla casa di Begm Shnez per invitare tutti, anche gli uomini, il marito avrebbe detto: “signora non si avvicini mai più alla mia casa perché noi le ragazze e le donne le teniamo in casa. “

    Segregare le donne in casa, tenerle chiuse e sotto controllo è una tendenza comune al patriarcato in tutte le latitudini e le donne devono faticare molto, spesso pagare con la vita un NO per sé e per le proprie figlie. A noi donne italiane basta guardarci indietro, appena alle spalle, per sapere quanta strada abbiamo fatto, ma anche quanta rimane da fare se la prima causa di morte rimane per tutte il FEMMINICIDIO.
    Per questo saremo in tante alla fiaccolata a Novi Sabato 9 ottobre, come in tante siamo state venerdì scorso alla fiaccolata di Portici per Teresa. Un ‘altra donna, un’altra madre che ha pagato con la vita l’aver denunciato il violentatore della figlia.

  • giuliana

    BASTA SANGUE NEL NOME DELLA TRADIZIONE E DELLA RELIGIONE. LIBERTA’ PER LE DONNE MIGRANTI!

    Siamo di nuovo di fronte alla morte di una donna, e al grave ferimento di un’altra per mano di un familiare.

    Siamo di nuovo di fronte al femminicidio e alla violenza in nome e per conto del senso di possesso maschile delle vite femminili.

    Siamo di nuovo di fronte al criminale intreccio tra ossequio della tradizione patriarcale e negazione dei diritti inalienabili della persona: come nel terribile caso di Hina Salem e di Sanaa Dafani, anche qui la parte maschile di una famiglia di migranti pakistani ha cercato di mettere a tacere la ribellione di una giovane contro una visione fondamentalista della religione e della tradizione, che vuole ogni donna destinata a vivere senza poter decidere di sé e della sua libertà.

    Vicino a Modena un migrante pakistano, di fronte all’ennesimo rifiuto della figlia destinata ad un matrimonio combinato si è accanito, uccidendola, prima sulla moglie, che con coraggio appoggiava la figlia ventenne, e poi con l’aiuto del figlio ha cercato di sopprimere la ragazza, che per fortuna, pur gravemente ferita, non è morta sotto le percosse.
    Ancora una volta la disobbedienza alle leggi maschili è stata pagata con il sangue e con la vita.

    In questa vicenda però c’è un fatto importante: una madre ha cercato di sostenere le ragioni di libertà di sua figlia. Pensiamo sia da questo fatto che possiamo trarre un grande segnale.

    Moltissime donne migranti guardano alle libertà femminili, conquistate con lotte durissime, con speranza e come ad una grande opportunità: le giovani, ma non solo, sperano e sognano di poter studiare, lavorare, non sottostare alle violenze patriarcali e religiose, di scegliere liberamente se e quando diventare mogli e madri. Per molte di loro vivere in Italia sotto una pesante tradizione significa perdere quei diritti che in alcuni dei loro Paesi di origine sono ormai legge.

    Se l’Italia è davvero un Paese libero deve dare opportunità soprattutto a queste speranze, che sono quelle delle nuove e future cittadine italiane.
    A chi oggi prenderà spunto da questo drammatico episodio per rilanciare la crociata contro la migrazione, colpendo indiscriminatamente tutta la comunità migrante, diciamo che questa non è la strada giusta, che è razzismo. Vogliamo vivere in un Paese accogliente, capace di aiutare chi è più vulnerabile e dove la cittadinanza sia un diritto per chiunque, a prescindere dalla provenienza geografica.

    A chi invocherà la doppia morale sostenendo che la tradizione va sempre rispettata, che le culture diverse vanno tutte seguite senza alcuna critica (e che per questo non è legittimo intervenire in faccende ‘private’ quando ci sono conflitti che riguardano le scelte delle donne nelle famiglie) diciamo che né la tradizione né la religione possono diventare un’arma mortale contro chicchessia.

    I diritti delle donne non sono ancora considerati diritti umani in molti Paesi del mondo.
    Troppo spesso, quando si tratta di diritti delle donne, e in particolare di corpo, di sessualità, di relazioni tra donne e uomini, la difesa dei diritti cede il passo ai moltissimi se e agli infiniti ma del relativismo culturale, persino nel nome della democrazia e della tolleranza.

    Accogliere, incoraggiare, difendere il rifiuto da parte delle donne migranti dell’oppressione (della quale sono vittime nel nome della tradizione e della religione) non solo le aiuterà a trovare la loro libertà, ma offre a noi italiane, che abbiamo costruito o avuto in eredità i preziosi diritti di autodeterminazione, la possibilità di riaffermarli ed estenderli come gesto politico di responsabilità e di civiltà.

    La violenza contro le donne è barbarie. La libertà delle donne è civiltà.
    Tiziana Dal Pra, Associazione Trama di Terre (Imola), Monica Lanfranco, Rivista Marea, Dounia Ettaib, Associazione Daris,

    Prime adesioni: Laura Cima, Daniele Barbieri,


    Monica Lanfranco
    http://www.monicalanfranco.it
    http://www.altradimora.it
    http://www.mareaonline.it
    http://www.radiodelledonne.org

    “Non si può smantellare la casa del padrone con gli attrezzi del padrone”
    Audre Lorde

  • athesius

    Dobbiamo ammettere(piaccia o no!) che le religioni cosiddette”abramitiche “hanno in comune una diffusa e forte omofobia.Se il cristianesimo e l’ebraismo ne sono uscite (anche se non completamente:ricordiamo il divieto alle donne di essere sacerdoti)è grazie alla cultura laica che ha dominato l’occidente ,dopo le guerre di religione del sedicesimo secolo.Tutto questo non ha intaccato l’Islam che è rimasto molto fedele al credo originario.Tutto questo per chiarire che l’Islam è veramente un pericolo!Tutte le ideologie del recente passato (tra cui il comunismo ) erano indirizzate ad una visione positivista della società:internazionalismo,parità dei diritti uomo-donna,egualitarismo sociale.Con la minaccia islamica siamo di fronte ad una decisa presa di posizione per un ritorno ai valori del passato.E’ inutile nascondere l’influenza (anche economica )del whahabismo all’interno del vasto mondo musulmano.No alla democrazia,no alla libertà di parola,no alla parità dei sessi ,no agli omosessuali,no alla abiura dell’islam sono valori comuni a tutte le attuali correnti musulmane (anche quelle non estremiste).L’unico modo per fermare questa avanzata (anche demografica) è dire no a tutte le manifestazioni di avanzata di idee fondamentaliste.Se diamo l’OK a nuove moschee ( e dimentichiamo che tra gli immigrati ci sono buddisti e induisti che non hanno le stesse rivendicazioni)se diciamo sì al velo,continueremo a mostarci deboli e a dare alito a sempre nuove rivendicazioni con l’obiettivo non tanto segreto di islamizzare tutto il mondo.

  • giuliana

    @athesius sono d’accordo sul fatto che le religioni monoteiste hanno in comune una forte omofobia, che si manifesta in modo diverso, ma alla base non è stata estirpata e i movimenti fondamentalisti di tutte le religioni ne esaltano gli aspetti più arretrati anche con la violenza. Sono anche d’accordo sulla forte influenza nel mondo islamico del wahabismo saudita che però si scontra anche con il sangue con altre tendenze più moderate nell’islam e persino con religiosi che cercano di perseguire la secolarizzazione anche nel mondo musulmano. Sono ancora tendenze minoritarie e poco conosciute, anche per colpa nostra, ma esistono e cercano di farsi strada. Noi dovremmo sostenere queste tendenze per contrastare quel mix di religios-cultural-patriarcale che porta alle nefandezze di cui stiamo parlando. Ti dico francamente che io che sono laica e atea voglio garantire la libertà di religione nel modo più aperto e riconoscibile, preferisco una moschea che tanti musulmani costretti a pregare nelle cantine e facili prede dei fondamentalisti. Sono anche per delle forzature per difendere la dignità della donna quindi sono contro il burqa e anche il velo, simbolo anch’esso dell’oppressione della donna. Sul modo in cui si debba agire per eliminare l’uso del burqa e del velo in un paese che non è laico è una questione da approfondire
    giuliana

  • alvise

    Per chi non lo sapesse , l’inferiorità della donna in tutto il mondo islamico è un tratto che ha molto a che vedere con ciò che disse e fece Maometto quando prese La Mecca.

    E’ un aspetto non secondario che si aggiunge al maschilismo delle società patriarcali, sottolineato nei precedenti post.
    Questo punto NON potrà MAI essere davvero contestato all’interno di quel ambito religioso, poichè per tutti – donne comprese – modificarlo significa voler tornare al mondo che c’era prima dell’avvento dell’islam.
    Inconcepibile, inaccettabile, intollerabile, improponibile.
    Questi sono i termini nei quali anche un “moderato” islamico ti risponderebbe in proposito.

    I cultori dell’ateismo o laici europei dovranno prima o poi farsene una ragione.
    Come del resto mi pare se la stiano ora facendo anche sul tema della multiculturalità , che ora nessuno più ricorda, ma che per anni è stato un cavallo di battaglia di molti esponenti della sinistra.

  • giuliana

    @alvise molte delle cose che tu dici per l’islam hanno riguardato anche altre religioni, ti pare che i cristiani rispettino quello che c’è scritto nella bibbia? Io conosco molte donne musulmane che pur senza aver abiurato la loro religione hanno rivendicato diritti e in alcuni casi li hanno anche ottenuti.
    giuliana

  • alvise

    @ Giuliana
    Quanto ho scritto sulla posizione della donna nel mondo islamico – da Rabat a Giacarta – è il frutto della lettura di un libro, scritto da una musulmana marocchina che insegna in una Università di quel paese.
    Si chiama Fetima Mernissi e il libro è “Islam e democrazia”.

    La questione – a leggere la Mernissi – non è il rispetto della Bibbia o del Corano, ma il rifiuto viscerare per i musulmani all’idea di dover tornare a vivere in un periodo di caos come fu quello che precedette l’avvento dell’islam.
    L’occidente , dal loro punto di vista, richiama quel momento.
    Maometto abbattè tutte le piccole statue appoggiate sulla Kahaba.
    In grande maggioranza raffiguravano “dee”.
    A Suo avviso erano la causa della confusione e del caos sociale nel quale si trovava il mondo arabo.

  • Paolo

    Giuliana: contro il velo e il burqa sei tu? Perché le strumentalizzazione polemiche quando un paese laico per tradizione, storia e costituzione passa una legge che ne impedisce l’uso, in tal modo fornendo un forte strumento e appoggio a quelle donne che se ne vogliono liberare? Perché un giornale illuminato e progressista fa passare questo provvedimento come un atto razzista contro la cultura islamica? La cultura islamica (usi, costumi e persone che li incarnano) o si tollera sempre o si fa la figura degli opportunisti. E’ disonesto dare del razzista al governo Sarkozy perché fa pasare una legge che in UNA delle sue fattispecie si applica anche al burqa islamico, per aver discriminato contro quella cultura e poi piangere della costrizione che quella cultura esercita sulle sue donne imponendogli quella stessa usanza. La logica ancora non l’abbiamo tutti abolita, e le argomentazioni meglio sceglierle bene quando si vuole attaccare un avvresario politico (Sarko’ nel nostro caso).

  • danilo recchioni baiocchi

    Il mio intervento forse sarà un po’ scandaloso per i laici militanti, ma ci provo lo stesso.
    Mi sono chiesto: perchè tante donne musulmane nei paesi occidentali accettano lo stato di inferiorità loro imposto dai maschi? Perchè non cercano protezione dalle angherie e dalle botte andando subito dai carabinieri? E poi: perchè in tante occasioni delle violenze che subiscono le ragazze si rendono protagoniste le loro stesse madri? La risposta è nel fatto che sono anch’esse musulmane, cioè credenti in Dio, persone che credono che devono guadagnarsi il paradiso. Mi sembra evidente che il bisogno di credere sia incomprimibile: anche quelli che disprezzano coloro che sentono questo bisogno, non possono negare il misero fallimento dell’ateismo di Stato, cioè imposto, incoraggiato, indotto nei confronti di centinaia di milioni di persone.
    Ma quale Dio conoscono le donne islamiche? Non è un caso che l’islam sia una religione che approva qualsiasi forma di sottomissione della donna sia stata sviluppata nelle culture in cui ha attecchito, dal burka, al diritto di famiglia sfavorevole, alle spose bambine. Perchè il Dio proposto dall’islam vuole la sottomissione e impone una gerarchizzazione di fronte a Dio in cui la donna è irrimediabilmente sottomessa all’uomo. E come trovare la parità nell’islam se Maometto è stato poligamo, poteva avere tutte le concubine che voleva e se la sua ultima moglie aveva nove anni quando l’ha sposato? Conciliare parità fra uomini e donne e islam vuol dire mettere in discussione il comportamento di Maometto, e quindi l’islam stesso.
    Ma è proprio questa la fede delle donne musulmane: credono che sia bene per la loro salvezza essere sottomesse agli uomini.
    Cosa può importare delle sofferenze che un padre può imporre in questa vita con un matrimonio combinato ad una persona che ritiene di dover prima di tutto assicurare la vita eterna alla propria anima? E poi, non falliscono anche tanti matrimoni liberamente contratti? Questo modo di ragionare è perfettamente razionale per chi conosce solo il Dio presentato dal Corano, per chi ritiene che sia questa la volontà di Dio.
    Nel cristianesimo non è così, e (senza dilungarmi)è sufficiente vedere come si è comportato Gesù con le donne ed il ruolo che svolge Maria. Per questo (e spero che ci sia qualche ragazza musulmana a leggere queste righe) prima di recarsi dai carabinieri, è meglio andare in parrocchia o a far due chiacchiere con suore o frati, sperando di non trovarne di politicamente corretti, e senza dare troppo nell’occhio. Troveranno le risposte che cercano conciliandole con la libertà.

  • giuliana

    @paolo ma di chi e che cosa stai parlando?
    giuliana

  • giuliana

    @danilo così magari si imbattono in qualche pedofilo (in chiesa). Purtroppo la sottomissione della donna c’è in tutte le religioni monoteiste e non solo. Ma che in tutti i paesi musulmani ci siano donne che si battono per i loro diritti che siano o meno femministe e laiche è una realtà, quindi evitiamo per favore teorie che non rispondono alla realtà
    giuliana

  • danilo recchioni baiocchi

    Giuliana, che delusione la sua risposta! Che battutacce alla Berlusconi!…

  • alessandra
  • maura

    Perché intanto non si lotta affinché le donne migranti coniugate abbiano un proprio permesso di soggiorno disgiunto dal marito? I riongiungimenti non devono essere usati per eliminare diritti individuali e mi sembra che la legislazione italiana in questo senso sia rimasta molto patriarcale.

  • lina

    Se un modello cultural-religioso contempla che vi sia la sottomissione di qualcuno a qualcun altro – e il termine “islam” significa proprio “sottomissione” – perchè allora non ammetterlo anche nei rapporti sociali ?
    La sig.ra Giuliana nei suoi articoli insegue singole manifestazioni di questo modo di pensare : il velo, l’infibulazione, il matrimonio forzato, la poligamia, un diritto di famiglia sfavorevole alle donne etc. , ma così non arriva da nessuna parte.
    Mettere poi il cristianesimo allo stesso livello dell’islam non è corretto.
    Il rapporto tra l’Uomo e il Dio della Bibbia , e quindi anche per gli ebrei, è fondato sulla “responsabilità” e non sulla “sottomissione”. Adamo è libero si scegliere se cogliere o meno la mela. A un mussulmano non sarebbe mai concesso di scegliere da solo.

  • danilo

    Mi rendo conto che la mia posizione è politicamente poco corretta e probabilmente irriterà più di uno. Però forse sarebbe il caso di “relativizzare il relativismo”. Cerco di spiegarmi: abbiamo imparato (purtroppo non tutti) che non ci sono civiltà superiori, però la cultura di cui siamo figli ha maturato alcuni principi non negoziabili. Quindi, caro migrante, sei benvenuto, ed è benvenuto il tuo cibo, i tuoi abiti, le tue usanze, il tuo modo di pensare, il tuo credo e i tui luoghi di culto. Ma alcuni -pochi- principi, sappi che il paese che ti ospita ti chiede di conoscerli e rispettarli senza mediazioni. Uno fra questi è la condizione femminile; sei benvenuto ed hai i miei stessi diritti, ma in nome della tradizione -o della religione- non puoi negare l’istruzione, la vita sociale, l’indipendenza economica alle donne “della tua famiglia”. Prendere o lasciare. Con tanta fatica siamo riusciti ad arginare (e neanche del tutto) l’invadenza cattolica, non torniamo indietro.
    p.s. sono un altro Danilo, non quello di prima.

  • Paolo1984

    X Danilo
    Il cristianesimo compatibile con la libertà..ma non farmi ridere! Per il cristianesimo la donna o è ‘na santa o è una prostituta o una strega e a propsito di sottomissione delle donne rileggiti le lettere di San Paolo e poi ne riparliamo.
    Il bello poi è che un manipolo di uomini che legittimamente hanno scelto castità e celibato pretendono di sapere come deve funzionare il matrimonio e il sesso. I loro colleghi pastori luterani sono altrettanto spesso rigidi ma si possono sposare quindi quelle regole rigide valgono pure per loro.
    Nessuna religione è compatibile con la libertà e quelle monoteiste meno che mai, noi in occidente il cristianesimo siamo riusciti a tenerlo a bada e a limitare sempre più la sua “sfera d’influenza” 8in Italia purtoppo abbiamo la palla al piede del Vaticano). Nelle società di tradizione islamica il processo di laicizzazione purtoppo è più difficoltoso.

  • http://sulaymanonline@blogspot.com Valter Di Nunzio

    Gentile sig. Paolo,
    E’ esattamente come dice lei. Le religioni profetiche e quindi l’Islam, non sono riuscite in molti casi, ad abolire non solo l’infibulazione e la violenza sulle donne ma la schiavitù tout court. Ammetterà che nè l’Islam nè il Cristianesimo hanno mai avvallato la schiavitù che è pre-esitente a entrambi. Mi consenta però un’osservazione sulla libertà e la giustizia.
    Ogni comunità dovrebbe avere il diritto di determinare i propri principi di libertà e giustizia. A me, per esempio sembra del tutto non sostanziale la libertà e la giustizia delle società laiche e perciò capitaliste, anzi trovo opprimente l’individualismo liberale e sulla giustizia preferirei sorridere….

  • Mavi

    @Paolo 1984 Vorrei fare presente che l’organizzazione sociale degli immigrati non è la stessa in tutti i Paesi occidentali. Ogni comunità “risente” della società nella quale vive. Io vivo in Francia, le coppie “miste” non fanno nessuna notizia, nessuno si volta per strada a guardare una coppia nero/bianca, le ragazze musulmane sposano chi vogliono, il Ramadan è praticato da chi lo vuole praticare, le ragazze portano il velo e non lo portano, lavorano o stanno in casa, studiano o no, hanno cioè la libertà di vivere. Mi è capitato spesso di parlare in Francia con persone di origine araba delle comunità immigrate in Italia (conosco bene l’argomento per interesse personale e per lavoro); immancabilmente mi guardano con un sorrisino e mi dicono “Eh, in Italia avete i più ignoranti”. Sarà un caso? Forse se, come succede qui, l’atteggiamento discriminatorio fosse un reato, punibile con la prigione, forse se gli immigrati non fossero più definiti extracomunitari ma, come in Francia, persone di origine araba, africana ecc, se l’integrazione non fosse più una parola ma passasse davvero dalla carta ai cuori e alle menti degli italiani chi viene e si trova a vivere in un mondo sconosciuto sentirebbe meno il senso d’esclusione e la paura di “mescolarsi”, forse ci sarebbe meno bisogno di “proteggere” le figlie a tutti i costi, forse l’abisso culturale diventerebbe meno profondo. @Alvise, la Mernissi non è la verità in persona! Parla a suo nome delle sue idee; non è che in quanto marocchina abbia in tasca la “vera” interpretazione del Corano. A proposito: qualcuno tra quelli che qui scrivono dell’Islam ha letto mai il Corano? Provate, ce ne sono ottime traduzioni italiane.

  • giuliana

    Questa è una presa di posizione estremamente importante. giuliana
    La Comunità Pakistana è contro ai matrimoni imposti.
    LA COMUNITA PAKISTANA CREDE NELLA PARITA’ UOMO E DONNA.
    La comunità pakistana di Modena e Reggio Emilia , non trovano le parole per esprimere la propria rabbia ed il proprio sdegno per il drammatico omicidio di Shenaz Begum per aver difeso la figlia Nosheen Butt dal padre che la voleva costringere ad un matrimonio imposto.
    Noi crediamo che questi episodi isolati di violenza contro le donne infrangano il lavoro sincero degli immigrati che hanno la volontà di convivere con le tradizioni del paese ospitante, distruggano l’immagine della maggioranza degli immigrati che è contro la violenza e crede nella parità uomo e donna, interpretino male le tradizioni degli immigrati stessi.
    Crediamo che fare il padrone dei propri figli non abbia niente a che fare con nessuna religione e nessuna cultura civile.
    Nella legge pakistana un matrimonio combinato o una promessa di matrimonio di un minorenne non ha nessun valore giuridico.
    Secondo la religione Islamica, praticata dal 97% degli abitanti nel Pakistan, ‘’chi ammazza un essere umano è come se ammazzasse tutta l’umanità.’’
    La religione e la tradizione islamica non dicono che il matrimonio va imposto o combinato.
    Questi casi, seppur isolati, ci preoccupano per il nostro futuro in Italia. I casi isolati vanno isolati.
    Noi riteniamo che questa cultura che prende di mira le donne e che fino a pochi anni, fa era presente in molte parti del mondo, vada combattuta insieme.
    Dobbiamo cercare tutte le soluzioni possibili per sconfiggere questo pensiero non soltanto perché rappresenta un problema di convivenza tra i cittadini immigrati e gli italiani, ma perché crediamo alla sacralità della vita e alla parità tra uomo e donna.
    Se il caso di Nosheen, in cui la madre ha difeso la figlia(cosa che non si era vista nel caso di Hina di Brescia e Saana di Pordenone) dà una segnale chiaro che la metà del nostro cammino è stata fatta, ora ci manca un altro pezzo che dobbiamo fare tutti insieme, prendendo le distanze dalla mentalità malata che crede nella supremazia dell’uomo.
    L’Associazione Pakistana di Reggio Emilia e la comunità pakistana condannano duramente questa idea ed esprimono tutta la solidarietà a Nosheen.

    I rappresentanti dell’Associazione Pakistana di Modena e Reggio Emilia, saranno presenti a Novi di Modena alla fiaccolata di venerdì, organizzata dal Comune e Commissione pari opportunità contro ogni tipo di violenza e per solidarietà con Nosheen.

    Presidente dell’Associazione Culturale “Centro Minhaj-ul-Quran”
    Presidente dell’Associazione Pakistana di Reggio Emilia
    Presidente dell’Associazione M.L.N.W.

  • giuliana

    @lina vogliamo prendere in considerazione che anche nell’islam ci siano delle evoluzioni e che una società musulmana può avere una legislazione di diritto positivo e non legata alla religione? come la Tunisia. E poi anche i musulmani possono essere laici come i cristiani
    giuliana

  • lina

    @ Giuliana
    è vero in Tunisia c’era un altro clima, quando nacque quello Stato. Oggi invece se vai in quel paese, come se viaggi in Egitto, dove all’epoca di Nasser le donne andavano senza velo, sono tornate indietro. Tutte o quasi portano il velo.
    Temo che Lei si stia illudendo sulle prospettive “laiche” di quei paesi.
    Sanno di avere la forza della demografia dal loro lato e non vedono perchè dovebbero cambiare loro, invece di noi – i perdenti-.

    @ al pakistano presidente Ass. Culturale di Reggio Emilia.
    Sarebbe un buon segnale se il suo gruppo si raccogliesse davanti al Comune o alla Prefettura di Reggio E. e giurassero in pubblico di voler rispettare la Costituzione Italiana, dandole la precedenza sulla sharia.

  • Paolo1984

    Prendo atto signor Di Nunzio che lei non ha risposto a nessuno dei miei quesiti. Il Cristianesimo non ha mai avallato la schiavitù? Le consiglio di leggere la Lettera di San Paolo agli Efesini. I primi ad abolire la schiavitù furono quei cattivoni anticristiani dei giacobini francesi nel 1794, certo importante fu l’azione di Henri Gregoire, un prete cattolico che aveva aderito alla Rivoluzione.
    Ancora nel 1866 Papa Pio IX diceva: ” La schiavitù in quanto tale,considerata nella sua natura fondamentale, non è del tutto contraria alla legge naturale e divina ; Possono esserci molti giusti diritti alla schiavitù e sia i teologi che i commentatori dei canoni sacri vi hanno fatto riferimento .Non è contrario alla legge naturale e divina che uno schiavo possa essere venduto, acquistato , scambiato o regalato.”
    Io non sono un sostenitore del capitalismo, nella cultura occidentale c’è anche il marxismo e il socialismo, la sfida è per l’appunto coniugare libertà dell’individuo e giustizia sociale e per ottenere questo la laicità è condizione non sufficiente ma NECESSARIA, è indispensabile limitare l’influenza della religione nella sfera pubblica.
    @ Mavi: sono felice che in Francia le cose vadano meglio, e non escludo che questo sia dovuto anche al fatto che là il senso della laicità è storicamente più radicato che in Italia.

  • alvise

    @ Paolo 1984
    a me pare che l’argomento preferito da Paolo 1984 non sia quello riguardante l’islam, come sarebbe anche il titolo di questo blog, ma il cattolicesimo.

    Se lui ha bisogno di scrivere per sentirsi riconfermare e approvare nella sua scelta atea, che non giudico assolutamente, provi però a lanciare gli stessi commenti contro la religione scrivendo in un blog filo-islamico.

    L’uomo che più di tutti viene “odiato” da un musulmano, molto di più di quanto possa esserlo un cristiano o un cattolico, è un “senza Dio”.
    Gli atei furono i primi ad essere massacrati da Komehini quando prese il potere in Iran.

  • Paolo1984

    Intanto è notizia recentissima che Ahmadinejad in una lettera al Papa ha proposto a Ratzinger una “santa alleanza” contro il “secolarismo2..ecco il vero nemico di questa gente: la laicità, l’illuminismo, l’individuo che, per dirla con Kant, si serve della sua propria ragione e vive con la legge morale dentro di sè e sopra il cielo stellato, una morale autonoma basata sulla ragione e non eterodiretta da ideologie irrazionali e oppressive come quelle religiose.

  • danilo recchioni baiocchi

    Scausate, ma questa storia della comunità pachistana favorevole alla parità fra uomni e donne, contraria ai matrimoni combinati, etc. mi sembra davvero una bugia difficile da raccontare. Se così fosse, farebbe notizia come il padrone che morde il cane. E invece la notizia riportata dalla stampe è che i primi pachistani accorsi dopo l’omicidio si sono preoccupati di aiutare l’assassino a pulire, non di soccorrere le due donne in agonia.

  • Paolo1984

    @ alvise.

    Il mio argomento preferito sono le religioni monoteiste nel giudicare le qualinon faccio sconti a nessuno.
    Ho criticato il cattolicesimo e anche l’islam, i miei post su questo blog lo provano, e comunque scrivo sui blog che mi pare e non su quelli che decide lei.
    So benissimo che i musulmani odiano prima di tutto gli atei, perciò ho chiesto, tra le altre cose, al signor Di Nunzio di dirmi cosa succederebbe a un ragazzo di famiglia musulmana che si dichiarasse ateo.

  • Valter Di Nunzio

    Rispondo con piacere al sig. Paolo. Credo che la realtà storica del rapporto fra la Rivoluzione Francese e la schiavitù sia molto più complessso e scivoloso di come lo racconta lei. Si legga la storia illuminante di Haiti: la religione laica del denaro é la più spietata, il capitale è il Dio crudele e potente di chi non crede in Dio. Al contrario chi crede nell’unico Dio ha ucciso la schiavitù nel suo cuore, esattamente come Paolo che raccomanda la liberazione di uno schiavo e il Profeta Mohammed (Su di lui la preghiera e la benedizone di Dio)che adottò come suo figlio uno schiavo e come primo muezzin un altro schiavo.
    Mi creda, quando lei chiede conto a un credente di come si comporterebbe se avesse un figlio omosessuale o una moglie adultera fa un grave errore di prospettiva. Oggetto della religione è l’eternità, che lei ci creda o no. Sul piano sociale và da se che la Umma musulmana è una comunità eterosessuale, che bolla l’adulterio come un peccato grave (in arabo zina)e che non prevede l’apostasia. Dopo di che è obbligatorio essere musulmani? Credo che lei sappia sicuramente che l’Islam ha prodotto storicamente le prime società multireligiose e se oggi questa verità è dimenticata da una piccola minoranza rumorosa, non è per questo meno vera.
    La prego però di riflettere sul dogmatismo laico che pretende di liberare gli altri per forza. Non è un ossimoro fastidioso anche per lei?

  • giuliana

    @danilo è veramente sconcertante il tuo post, abbiamo auspicato la presa di posizione dei musulmani e quella della comunità pachistana è ancor più importante essendo le vittime e i carnefici, in questo caso, pachistani. E questa è sicuramente una notizia, una notizia positiva, ma forse contraddice le tue posizioni, allora meglio negare la realtà.
    giuliana

  • Paolo1984

    Signor Di Nunzio, lei continua a svicolare alle mie domande che sono piuttosto precise, comunque mi ha confermato implicitamente che una famiglia musulmana non accetterebbe mai un figlio ateo o omosessuale (mentre mia madre cattolica ha accettato il mio non essere credente)..cosa che già immaginavo.
    Mi è anche stata confermata l’arroganza dei credenti (non solo musulmani) che si considerano i soli depositari dell’etica e della morale bollando gli atei indistintamente come avidi e immorali. Non è così: i non credenti possono essere morali o immorali come chiunque altro. Sull’adorazione del denaro potrei risponderle che almeno il denaro esiste davvero diversamente dal vostro Dio (parlo del dio dei tre monoteismi), ma le faccio notare che il denaro o la ricchezza materiale in genere rimarrà importante fin tanto che esisterà la proprietà privata, e mi risulta che le tre religioni monoteiste siano tutte favorevoli alla proprietà privata: basta leggersi i dieci comandamenti dove la donna e la roba sono messe sullo stesso piano: entrambe non vanno neanche “desiderate” se sono “proprietà” altrui, nei dieci comandamenti la proprietà privata (distinzione fra “roba mia” e “roba d’altri”) viene sacralizzata così come la sottomissione dei figli ai genitori (c’è “Onora il padre e la madre” non c’è “Onora il figlio e la figlia”) e i dieci comandamenti, signor Di Nunzio oltre ad essere il fondamento di ebraismo e cristianesimo valgono nella sostanza (se non nella lettera) anche per l’islam. La proprietà privata è l’origine di tutte le ingiustizie e dell’avidità umana e le tre religioni monoteiste, in un modo o nell’altro, la legittimano, erano i comunisti atei e i socialisti anarchici (sempre non credenti) che volevano abolirla purtroppo hanno fallito, ma non per questo avevano torto.
    Sulla schiavitù la invito a leggersi la Lettera di San Paolo agli Efesini: non solo si raccomanda alle mogli di obbedire e sottomettersi ai mariti, ma si consiglia agli schiavi di non ribellarsi ai padroni, certo in cambio di tale sottomissione i mariti devono amare le mogli e i padroni devono trattar bene gli schiavi, ma i rapporti di dominio non vengono messi in discussione, l’uguaglianza di cui parla Paolo di Tarso vale solo per la vita ultraterrena.
    Le ribadisco che furono i giacobini francesi ad abolire la schiavitù nel 1794 è vero però che Napoleone la ripristinò nel 1802, ma la Francia napoleonica era già più “conservatrice” rispetto a quella giacobina.
    E non mi venga a parlare del Terrore, quella fu una decisione tragica presa in un momento drammatico in cui la Rivoluzione era attaccata da dentro e da fuori e comunque anche le religioni monoteiste (che dovevano “salvare” l’umanità hanno i loro morti sulla coscienza, morti fatti in nome di un dio amorevole e misericordioso!).
    Sono ben cosciente che l’islam nei primi secoli della sua espansione era molto tollerante nei confronti di ebrei e cristiani si veda l’Andalusia, ma anche in India sotto l’impero Moghul ci fu una convivenza pacifica tra islamici e indù fino a quando l’imperatore Aurangzeb nella seconda metà del ‘600 non si mise in testa di imporre l’islam dando inizio alla decadenza di quel raffinato impero. Anche il multiculturale Impero ottomano era (relativamente) tollerante, ma vede a parte il fatto che questa tolleranza ha avuto i suoi alti e bassi, oggi non si può riconoscere solo la libertà religiosa ma anche la libertà di non avere alcuna fede nel trascendente.
    Sul dogmatismo laico, non mi faccia ridere, io chiedo solo che nei luoghi pubblici non ci siano simboli religiosi e che i figli di una famiglia crredente siano liberi, una volta cresciuti, di fare le loro scelte religiose e sessuali senza rischiare di essere cacciati di casa o peggio.

  • Paolo1984

    “oggi non si può riconoscere solo la libertà religiosa ma si deve riconoscere anche la libertà di non avere alcuna fede nel trascendente.”

    ecco così è più chiaro e quando parlavo degli alti e bassi della tolleranza islamica non mi riferivo solo all’impero ottomano ma a tutti i regni musulmani compreso quello andaluso.

  • VALTER DI NUNZIO

    Una piccola aggiunta alla mia risposta al sig. Paolo. Ovviamente mi è chiaro che la cultura occidentale non è solo il liberismo, ma anche Marx e il socialismo. Sono però sinceramente convinto che mai centinaia di milioni di uomini e di donne avrebbero aderito a ideologie rivoluzionarie se non fossero abituate a pensare che non solo ” un altro mondo è possibile” ma che un altro Mondo c’è. “Il freddo calcolo egoistico” non spinge nessuno a morire per qualcun altro, al massimo induce a perseguire obiettivi più o meno immediati. Senza morale (e il laicismo non può averne una) la politica è solo rappresentazione degli interessi (immediati), senza religione la morale non ha fondamento. Dopo di che
    credo che l’Islam preveda un modo di vivere semplice ma conseguente, che può essere accettato o rifiutato per quello che è, non per quello che alcuni o molti di noi fanno in nome della fede. Se voi continuate a chiederci di essere sempre pò più laici, noi cosa dovremmo fare? Chiedervi di essere sempre un pò più credenti?

  • Paolo1984

    Quando parlo della decadenza dell’impero Moghul, chiarisco che non fu a causa dell’islam in sè, ma perchè l’imperatore volle imporlo con la forza e la violenza a tutti.

  • danilo recchioni baiocchi

    @Paolo1984.
    Le consiglio un paio di libri di un sociologo americano, Rodney Stark, “La scoperta di Dio” e “Ascesa ed affermazione del cristiansimo”, editi entrambi in Italia da Lindau (e li consiglio anche a tutti coloro che si ritengono incuriositi dal rapporto fra religione, storia e società).
    @ Giuliana
    Credo che potrò cominciare a rivedere parzialmente il mio punto di vista quando il Pachistan abolirà volontariamente la legge sulla blasfemia, smetterà di armare i terroristi del Kashmir ed eliminerà i talebani dai Territori del Nord Ovest. E soprattutto quando i teologi musulmani (ammesso che ve ne siano) condanneranno fermamente qualsiasi discriminazione di donne (compresa la poligamia) ed omosessuali, qualsiasi forma di violenza verso i non musulmani, ammetterano pienamente la libertà religiosa.

  • danilo recchioni baiocchi

    @ Mavi
    A proposito del Corano:

    nella sura IV, detta al-Nisāʾ (delle donne), al versetto 34:
    « Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande »

    Il principio della superiorità maschile è evidenziato anche nel verso 228 della sura 2:
    « “Le donne divorziate osservino un ritiro della durata di tre cicli, e non è loro permesso nascondere quello che Allah ha creato nei loro ventri, se credono in Allah e nell’Ultimo Giorno. E i loro sposi avranno priorità se, volendosi riconciliare, le riprenderanno durante questo periodo. Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono superiori. Allah è potente, è saggio”. »

    e via di questo passo. Detti passi vanno poi confrontati con la pratica di vita del fondatore Maometto, poligamo, acquirente e venditore di schiave, e infine felice sposo di una bambina di nove anni; e con quanto viene coerentemente, sebbene con varie sfumature, praticato da centinaia di milioni di uomini musulmani nelle società a maggioranza musulmana e che non vorrei venisse praticato anche da noi.
    Se qualcuno riesce a trovare comportamenti analoghi di Gesù e degli Apostoli (vissuti sei secoli prima di Maometto)…

  • alvise

    sono d’accordo col ragionamento del sig. Di Nunzio (post 36)
    Prendo però atto che la realtà non va nella stessa direzione.
    Dall’Internazionale , ultimo numero, leggo che l’ufficio federale dei servizi segreti tedeschi ha dichiarato di aver sventato 6 attentati in Germania dal 2001 , mentre altri due sono falliti da soli.

    Quanto poi alla non ammissione dell’apostasia, che tradotto significa che non è concepito (ci spiegherà perchè ?) che un musulmano possa cambiare fede religiosa, ebbene questo non è ammissibile nella società in cui lui vuole vivere.
    Non pensa che lo stesso principio di esclusione potrebbe essere applicato a qualunque altra minoranza o a chiunque professasse altre idee ?
    Per noi è altrettanto intollerabile vietare che un cittadino italiano non possa cambiare e scegliere infinite volte.

  • giuliana

    @ paolo per sapere che ci sono molte famiglie musulmane con figli e padri laici non occorre avere l’imprimatur di Di Nunzio. Sull’omosessualità è più complicato perché è amcota un tabu anche parlarne
    giuliana

  • Paolo1984

    Caro signor Di Nunzio è evidente che su laicismo moralità e religione la pensiamo diversamente. Io credo moralità senza religione ci debba e possa essere e con me lo credono un numero infinito di filosofi antichi e moderni.
    Vede, la questione non è “chiedervi di diventare un po’ più laici”, la società in cui io e lei viviamo è laica e questa mi creda è una gran fortuna pe tutti noi.
    E comunque anche chi muore per qualcun’altro può farlo per sentirsi bene con se stesso o, se è credente, perchè conta nella ricompensa divina..anche quello è egoismo, l’egoismo non è sempre e comunque negativo. Emanciparsi dalla religione che per me è e rimane nella maggioranza dei casi “oppio dei popoli” rimane condizione non sufficiente, ma necessaria per una maggior libertà e giustizia (tenuto conto che le società perfette non esistono)
    X giuliana: sono felice di sapere che esistono genitori musulmani credenti e osservanti che lasciano libertà ai figli e alle figlie anche di abbandonare la fede, tu dici che sono molte..spero tu abbia ragione.

  • Paolo1984

    “Io credo che la moralità senza religione ci debba e possa essere e con me lo credono un numero infinito di filosofi antichi e moderni.” ecco così è più chiaro.

    Ovviamente una moralità umanista non oppressiva come quella dei tre monoteismi

  • lina

    @ sig.ra Giuliana
    per sapere se sono davvero “laici” quei padri (45), bisognerebbe appurare se ammettono o meno per loro e per i loro congiunti, come dice Alvise (44), l’apostasia, il diritto di cambiare Fede religiosa.
    Per quella oggi c’è la morte.
    Un assassinio che può essere compiuto da chiunque, ovunque e in qualsiasi momento. (vedi fatwa contro Salman Rushdie)

    Io non ne sono affatto convinta che il sig. Di Nunzio sia disponibile a “rompere” la Umma islamica, facendo anche sua questa posizione.

    E temo che la sig.ra Giuliana si accontenti di parole.
    Ma non le gioverà !

  • giuliana

    @lina, io non faccio il processo alle intenzioni, mi sembra importante una presa di posizione esplicita
    giuliana

  • valter di nunzio

    @Paolo1984 Caro sig. Paolo, a volte per essere riassuntivi si risulta riduttivi. Quando dicevo che senza religione non c’è morale non intendevo dire che le persone non religiose siano immorali. Conosco centinaia di persone singole, non religiose e altamente morali. Però, spero lo accetti, i tentativi anche teorici, di fondare una morale laica condivisa hanno prodotto risultati piuttosto deludenti e talora inquietanti nel “secolo breve”,oppure un relativismo che parla tanto e non dice niente. Per quanto riguarda “il morire per gli altri”, la mia osservazione era piuttosto limitata: le grandi rivoluzioni sono state fatte da masse di uomini e donne ancora intrise di religiosità, di un senso “forte” e trascendente della giustizia; al contrario l’Europa di oggi, dove la religiosità è in caduta libera, produce una accettazione dello strapotere della finanza e dell’usura che è a dir poco impressionante.
    Sul problema dell’apostasia, non sono un ulam (giurista islamico). Credo che l’atteggiamento coranico preveda solo il “distacco” dalla famiglia e dalla comunità di colui che, singolarmente o con altri, abbandoni l’Islam. Peraltro mi sembra anche che corrisponda all’atteggiamento del Profeta (su di lui la pace e la preghiera di Dio)in un episodio della sua vita a Medina. Gran parte dei musulmani, sunniti e sciiti,la pensa come me.
    @danilo recchioni baiocchi. Ma mi consenta… dove ha letto che il Profeta (su di lui la pace e la preghiera di Dio) è stato un commerciante di schiavi? Sugli atti dell’Inquisizione spagnola? Su una newsletter di carismatici americani pagati dalla CIA? Peraltro sono lieto che abbia letto la sura An-nisa.Sarei stato più lieto se avesse letto anche la nota del traduttore al termine “battetele” riferito alle mogli. Interrogato su questo punto il Profeta (su di lui la pace e la preghiera di Dio) disse che ” potete frustare la moglie con un fazzoletto per il naso e bastonarla con un stecchino per i denti”. Lascio a tutti questa considerazione per apprezzare la distanza morale di tutti i Profeti (su tutti loro la pace di Dio) dagli orribili crimini di cui sono purtroppo responsabili alcuni miei fratelli.

  • lina

    forse era meglio se a proposito del peccato di “apostasia” rispondeva il sig. Nunzio

  • alvise

    @ giuliana
    leggo da asianews che un pastore protestante iraniano, convertito dall’islam, rischia la pena di morte per “apostasia”.
    Centinaia di persone convertite al cristianesimo sono state arrestate in quel paese per lo stesso motivo.
    Queste non sono “intenzioni” , sono fatti !

  • danilo recchioni baiocchi

    @Valter di Nunzio
    Nel 624 dopo aver sconfitto la tribù ebraica dei Banu Qurayza, Maometto sterminò tutti gli uomini (che si erano arresi) e ridusse in schiavitù donne e bambini. In tale occasione Maometto prese l’ebrea Rayhana, della tribù dei B. Qurayza, come sua concubina. E mi fermo qui perchè non ho tempo di elencare le ulteriori nefandezze del profeta.
    Si dirà che questo era il diritto di guerra dell’epoca, ma si tratta chiaramente della dimostrazione che l’espansione dell’Islam è cominciata con la guerra e così è proseguita. Oppure è qualcosa che si può fare sempre agli ebrei?
    In quanto al trattamento riservate alle donne nel mondo islamico, … beh, se non ci fosse qualche problemino che senso avrebbe questo blog?
    E insisto: qualcuno riesce a trovare traccia di comportamenti simili da parte di Gesù, Maria e degli Apostoli? E’ vero che fondare una morale condivisa prescindendo da una religione e da un’idea di Dio è estremamente difficile, e che i tentativi fatti finora sono stati drammaticamente fallimentari. Ma vogliamo finalmente renderci conto che le visioni di Dio e del rapporto che l’uomo stabilisce con Lui sono diverse nel Cristianesimo e nell’Islam?

  • Paolo1984

    Caro signor Di Nunzio, bè lei mi conferma che se fossi nato in una famiglia musulmana sarei stato, nel migliore dei casi, cacciato via solo perchè non credo nella religione dei miei genitori.
    Non ho mai detto che creare una morale laica, illuministica e umanista condivisa sia facile ciò nondimeno occorre farlo, e sarebbe quantomeno opportuno che anche le società a maggiore presenza islamica lo facessero, prima o poi i conti con l’illuminismo vanno fatti.
    Le ingiustizie sociali sono precedenti allo strapotere della finanza e continueranno ad esistere fin tanto che esisterà la proprietà privata dei mezzi di produzione.
    La proprietà privata è legittimata da tutte e tre le religioni monoteiste, i comunisti atei e materialisti volevano abolire questa fonte di ingiustizia e sofferenza ma hanno fallito per errori loro certo ma anche perchè la stragrande maggioranza dell’umanità non vuole rinunciare all’istituto della proprietà privata.

  • Valter Di Nunzio

    @alvise Se uno negasse che in alcuni Paesi musulmani ci sono condanne a morte per apostasia non sarebbe un islamico ma un cretino. Ho solo detto che anche per i Paesi musulmani vale lo stesso che per i paesi laici. Gli ordinamenti politici e giudiziari hanno spesso un legame “storico” e non prescrittivo con i propri fondamenti. In Iran o in Arabia ci sono condanne a morte per apostasia, in Indonesia o in Turchia certamente no. Mi premeva dirle che comunque gli ordinamenti che prevedono la pena di morte per questo peccato trovano ben pochi e aleatori appigli nel Corano, uno solo poco credibile (forse) negli hadith e nessuno nelle sunne (atti compiuti dal Profeta).Questo per dire che l’uso della religione come istrumentum regni vale per molti Paesi, musulmani e non.

  • alvise

    @ Di Nunzio
    l’idea di punire chi si converte dall’islam ad altre fedi è un principio condiviso e non contestato in tutto il mondo musulmano.
    Se non è l’assassinio è la morte civile e la separazione definitiva con tutti i familiari di ogni ordine e grado.

    Se in Europa stiamo ancora facendo discussioni accademiche e magari non leggiamo i giornali stranieri non sapremmo che :

    — Il governo egiziano ha sospeso 12 canali televisivi.
    La decisione è stata presa perché nei programmi si incitava all’odio religioso, fino all’assassinio. Le associazioni di solidarietà della minoranza copta cristiana lamentano un clima di crescente intolleranza.

    —in Francia tra le richieste dei musulmani francesi vi è quella di avere scuole pubbliche con separazione dei sessi e niente carne di maiale nelle mense scolastiche. Chi la mangia viene visto come un “impuro” dagli altri bambini, i quali formano gruppi separati durante la ricreazione (da Express ott 2010)

    —in Marocco la legge ammette la libertà di culto ma non di proselitismo. Il Codice Penale prevede pena da 6 mesi a 3 anni per aver “scosso “ la fede di un musulmano.
    E’ proibito accogliere nelle chiese del Marocco i Marocchini convertiti.

    —in Algeria la legge vieta l’apertura di luoghi di culto cristiano senza autorizzazione preventiva delle autorità. Per questo ora 4 algerini-cristiani sono sotto processo.
    Altri 2 algerini cristiani sono stati condannati a 3 mesi di prigione perché avevano mangiato a mezzogiorno durante il Ramadan. L’accusa : “aver offeso l’islam”.
    Condannato un prete cattolico di Orano per “aver pregato al di fuori dei luoghi di culto”.

    @Paolo
    il suo ragionamento è una pia illusione, perchè non tiene conto del fattore TEMPO. Già oggi all’anagrafe di Bruxelles il 57% dei primi 7 nomi registrati richiama l’islam.
    Non credo lei abbia il tempo per “convertirli” alla laicità.
    Si rassegni e cerchi un’altra linea per sostenere le sue idee.

  • Valter Di Nunzio

    @danilo recchioni baiocchi Trovo abbastanza curioso, ma non inusuale, l’atteggiamento fobico con cui Lei cerca nella vita del Profeta (su di lui la preghiera e la pace di Dio) appigli per avvalorare quello che pensa. Se così non fosse troverebbe nella sua biografia decine di casi in cui ha liberato, amato e aiutato degli schiavi/e a iniziare dalla sua nutrice, per continuare con suo figlio adottivo, tre delle sue mogli, molti dei suoi primi seguaci. Questo accadeva, come Lei giustamente ricorda nel 7° secolo dopo Cristo, quando non solo i “selvaggi” arabi ma anche i Paesi cristiani ritenevano la schiavitù legittima e lodevole. In ogni caso potrei indicarle innumerevoli personaggi e profeti della Bibbia (è un libro sacro anche per Lei?)che avevano degli schiavi e che hanno anche sterminato nemici sconfitti, senza mai fare gli “acquirenti e i venditori di schiavi”, che è invece una spiccata caratteristica commerciale europea e americana, a tutt’oggi coltivata da molte multinazionali.
    @tutti sulla poligamia e sulla vita dei profeti. Il Profeta(su di lui la preghiera e la pace di Dio) ha avuto una sola moglie nel senso che oggi attribuiamo a questa parola, la amatissima Khadija (Dio sia soddisfatto di lei). Tutti gli altri sono stati matrimoni “politici”. Nondimeno il Corano prevede, in modo residuale la poligamia, che non è affatto uno strumento di oppressione. Conosco molti fratelli, sopratutto africani, che amano e rispettano due mogli, regolarmente sposate nel loro Paese,alle quali ogni mese mandano i soldi per vivere ma che non possono portare a vivere nella laica Europa, dove la poligamia è punita con una pena da 1 a 5 anni di carcere. Conosco bene queste persone pulite e oneste, distanti anni luce dai maiali muniti di escort e di trans che comandano qui. Sarei curioso di conoscere la vostra opinione su questo punto.

  • giuliana

    a valter non mi meraviglia il fatto che i maschi siano pienamente soddisfatti della poligamia, ma il punto di vista delle donne? naturalmente non conta
    giuliana

  • danilo recchioni baiocchi

    @ valter di nunzio
    Non ci prendiamo in giro: Maometto è il fondatore della religione islamica, ed in quanto tale è visto come ispiratore dei comportamenti di milioni di musulmani. Il suo messaggio ed il suo comportamento vanno confrontati con quello del fondatore dei cristianesimo, Gesù di Nazaret, alla cui sequela sono invitati milioni di cristiani. Quali che siano state le deviazioni, gli errori, i peccati, le incomprensioni che si sono verificate nel corso dei secoli, ciascuno rimane un punto di riferimento per i rispettivi seguaci.
    Maometto ha fondato uno Stato con la violenza legittimando il suo potere con una rivelazione divina alla quale – ovviamente – non credo. Gesù ha fondato una comunità testimoniando l’amore fino a subirla la violenza, e questo è inoppugnabile che si creda alla sua natura divina o no. I suoi primi seguaci hanno fatto la stessa cosa. I primi seguaci di Maometto (oltre a scannarsi a vicenda, al punto che l’astio fra sunniti e sciiti risale a quell’epoca) hanno continuato ad aggredire altri popoli. La differenza è immensa. Tutto il resto sono chiacchiere vane.
    In quanto al rapporto uomo-donna, da noi c’è la parità per cui la poligamia non è consentita nè agli uomini nè alle donne: la poligamia consentita solo agli uomini è una evidente forma di inferiorità giuridica e sociale delle donne. Anche una donna può amare e rispettare due o più uomini: perchè l’islam non le consente di sposarli tutti?
    E – dall’altro verso – se da noi ci sono uomini che hanno più donne o frequentano escort o trans, ebbene anche le donne – quelle che lo vogliono, così come gli uomini che lo vogliono – sono libere di aver più partner o frequentare gigolo: ciascuno poi ne risponde allo stesso modo. Con tutti i suoi difetti, io preferisco un mondo così.

  • Paolo1984

    Ma io non avrei nulla in contrario alla poligamia se si permettesse anche a una donna di avere più mariti. Perchè mai consentire solo agli uomini di essere poligami? tanto più che ora con il test del DNA (di cui dobbiamo ringraziare la scienza, non certo la religione) accertare la paternità dei figli è semplice.

  • valter di nunzio

    @giuliana. Conta eccome! Mia moglie non accetterebbe mai una seconda moglie. Sono altrettanto “univoche” tutte le mogli che conosco dei miei fratelli arabi, pakistani, bengalesi etc., i quali sono a loro volta molto più fedeli degli altri (non mi piace usare spesso il termine kafirun). Però la mia domanda è questa: a te, donna occidentale e femminista, risulta più insopportabile uno che ama e rispetta due mogli (ammesso che le mogli in questione non subiscano costrizioni),alla luce del sole, o uno che sistematicamente “va’ a puttane”? Non è che bisogna per forza scegliere fra i due (per fortuna)ma come si fa a sopportare il crescente ammiccamento, di tutta la società occidentale, verso certi modelli disinvolti di esibizione della “facile conquista”? Le belle donne post-femministe stanno tornando ad essere un accessorio di serie del potere chiavi in mano?

  • lina

    @Di Nunzio (suo post 57)
    lei è molto bravo in retorica. Invece di occuparci di chi viene a casa nostra per ripetere qui i suoi costumi e tradizioni sessuali, a suo avviso, ora noi dovremmo ragionare e discutere su questo blog dei nostri izi.
    Mi pareva che questo sito avesse per titolo : “la maschera dell’islamismo”.
    Nulla di più calzante e meglio espresso!

  • alvise

    L’Iran sta per diventare un membro dell’agenzia Onu che promuove i diritti delle donne !!!!!
    Anche la candidatura dell’Arabia Saudita , portata avanti all’ONU dai paesi del gruppo asiatico, dovrebbe causare preoccupazione.

  • Ahmed

    @ sig. Di Nunzio. Mi sembra che lei segua una tattica ben consolidata nell’apologetica islamica: trovare sempre e comunque una giustificazione a qualunque azione di Muhammad. Muhammad e’ stato un leader politico e militare che ha costruito il proprio impero basandosi sulla forza ideologica di una religione. Molte sono state le correzioni che sono avvenute nela dottrina nei secoli seguenti all’espansione militare beduina, strutturando l’impero, ma il nucleo della ideologia islamica continua ad essere quello di una religione imperialistica.
    Naturalmente se l’ideologia a cemento di un impero e’ di natura religiosa, poca (o pochissima) sara’ la flessibilta’ nell’amministrare le vicende umane da parte del potere che gestisce detta ideologia.
    Inoltre la stessa ideologia continua ad agire, uguale a se stessa, immodificata nei secoli, ignorando l’evoluzione sociale.
    Nel caso dei rapporti tra generi, il mondo intero continua a soffrire della rozzezza ed ingiustizia del trattamento del genere femminile nel mondo islamico, inutile negarlo. Cio’ deriva dai libri “sacri” islamici, inclusi gli atti della vita di Muhammad. Se la vita di Muhammad e’ esempio vivo e significativo anche nel mondo odierno, che senso ha il suo tentativo giustificazionista di porre quegli avvenimenti in prospettiva storica, quando la dottrina li pone a modello attuale?
    Inquietante (e significativo) che lei trovi naturale che Muhammad abbia professato (ed attuato) che fosse legittimo uccidere i maschi e prendere come concubine le mogli, oramai schiave, dei propri nemici. La donna come bottino di guerra!
    E’ esattamente cio’ che fa Al Qaeda oggi in Iraq, ad esempio.

  • giuliana

    @di nunzio, posso condannare entrambi i casi invece di sceglierne uno visto che sono entrambi improntati sul disprezzo della donna, dei suoi diritti e dei suoi sentimenti? E non sono certamente le femministe a subire i trattamenti dei maschilisti al potere, quindi per favore evitiamo strumentalizzazioni superficiali
    giuliana

  • Paolo1984

    Quello di nascondere i problemi e le ingiustizie islamiche parlando di quelle occidentali, signor Di Nunzio, è una bella tattica ma le ingiustizie occidentali non giustificano quelle islamiche e viceversa.
    E’ buffo che lei si lamenti della sconfitta del femminismo visto che se c’è un nemico storico del femminismo sono proprio le religioni monoteiste inclusa la sua.
    L’Italia (che non è tutto l’Occidente, in Svezia Berlusconi non avrebbe spazio, e le dirò che là la prostituzione è pure vietata con un proibizionismo che trovo eccessivo) ha i suoi problemi causati proprio da troppo poco femminismo e sopratutto troppo poco illuminismo e laicismo.
    Comunque anche in Italia non tutte le donne sono accessorio del potere, non si faccia ingannare dai media. io ad esempio penso che un problema delle donne italiane sia che ancora oggi il 70% del lavoro domestico pesa sulle loro spalle. Ciò che forse lei non capisce è che il peccato non è necessariamente reato: se uno va ad escort e trans posso disapprovarlo moralmente, ma se entrambi sono maggiorenni e consenzienti il reato non c’è.