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Horror Vacuo

Ma beva prima il suo cappuccino

Accetta la mia condizione. No, non accetto la tua condizione. L’ho accompagnata, la condizione, l’ho seriamente praticata. Lo scherzo della condizione. Com’è accaduto? Gli orrori ci sono passati davanti correndo. Abbiamo intascato solo la giustificazione per tutto il resto. Ma sappiamo di essere seduti ancora nel bosco. Ci portano qualcosa da mangiare senza particolari cognizioni nutritive. Ci sfamano come piccioni vivaci sotto un portone d’albergo. La televisione continua a stringerci la mano… Il cinema scompare. Il mondo non cammina più. Tutti i sogni accendono il proprio virginia. Sì, in questa vita la cosa migliore sarà essere pronti, molto pronti. Ci sediamo a tavola e mangiamo come pare a noi. Sì, mostri senza voglia di dire. Informati di tutto. Mostri che non possono rinunciare al viaggio. Mostri che restano legati a sé stessi come campane e destini. Come schiaffi e profilattici.

Horror Vacuo, che è sempre stato per me la Felicità dopo una lunga pausa, non significa nulla. Questa forse è la cosa più squallida. E bella. Riconoscere il diritto all’inutilità. Rimanere fedeli al pensiero elementare, immaginarlo, talvolta nell’aria. Portarci a casa la vista dell’odio e far scoppiare tutto solo perché ci va di ritrovarci… nella mostruosità. Ho compilato una lista di puntate fuorilegge. La prima la dedico al Bosco, dal momento che è nel bosco che questo Paese ci ha abbandonati. Ne godrete interamente tra qualche giorno: stiamo lavorando alla grafica videoanimata in 3D. Nel frattempo un ospite antico si è lasciato sfuggire il segreto. Il suo nome è Federico Zampaglione. Ascoltatelo bene di primo mattino. E non ve ne andate. Rimanete. Tornate. Vi aspettano Dario Argento, Todd Haynes, George Romero, John Carpenter… Questa corteccia è come un caffè sull’abisso. Spero diventi un’abitudine per voi: che sia ‘casa’, ‘finestra’, ‘tendina’. Che sia di ogni genere. Sì, forse Horror Vacuo non è neppure mio.

Horror Vacuo feat. Federico ZampaglioneAscolta l’intervista integrale

  • Ivegottheblues

    Horror vacuo, un insieme di parole che non descrivono, ma fotografano. Cosa è utile, e cosa non utile? Un appiglio, una finestra, possono essere sia indispensabili che indifferenti. E allora ben venga, Horror Vacuo! Ben venga nella mia lista giornaliera di cose da controllare, da leggere e su cui rimuginare!

    Ben venga la mostruosità, che abitualmente popola la nostra vita in mille sfaccettature diverse.

    Grazie, horrorifico Brunamonti.

  • http://tuttihannounnome.wordpress.com Paolo Cecchini

    Un caffè sull’abisso. Uno strapiombo interiore. Osservare ed essere osservati nell’inutilità baluginante di esistenze vacue. Potrei fare a meno di tutto questo? Un abbraccio fatto di silenzi.

  • Giovanni D’Aloia

    Il vuoto è la paura originaria, l’assenza è una presenza inquietante, il viaggio un peregrinare verso l’ignoto.
    Horror vacui riempie il vuoto del giornalettismo con un prodotto transmediale che abbraccia tutti i linguaggi e li stritola in un abbraccio mortale.

    G.D.