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Bar Condicio

M5S: dai fasti dello ‘psiconano’ al crepuscolo dello psicopompo

Grillo è un po’ stanchino. Povero. La politica logora. Chi la fa. Avevamo scritto (tra i primi, lasciatemi il vezzo di dirlo) del primo caso di eutanasia politica di un partito in Italia. Ora che tutto si sta per compiere, l’analisi è condivisa. La storia contemporanea insegna: i movimenti hanno due strade, istituzionalizzarsi o scomparire. Il M5s è in mezzo al guado, non tutto è perduto. Il direttorio dei cinque può trasformarsi in una reggenza capace di traghettare il grillismo verso le sponde della politica (abbandonando la linea basata esclusivamente sulla comunicazione) oppure, al contrario, celebrare il rito funebre di una forza votata da un italiano su quattro alle politiche. Beppe Grillo è passato dai fasti dello ‘psiconano’, dai tempi in cui il suo ‘metalinguaggio politico’ aveva fatto breccia nel lessico comune e persino giornalistico, basti pensare allo psiconano, appunto, per indicare Berlusconi, al pdmenoelle, al crepuscolo dello psicopompo. Lo psicopompo è, nella mitologia, quella divinità che accompagna le anime nell’aldilà. L’assonanza tra i termini psiconano e psicopompo è una sorta di nemesi politica per un comico diventato leader grazie ad un progetto di comunicazione politica da manuale. Di cui, se non si cambia immediatamente rotta, resterà traccia solo nei libri, vista l’incapacità di incidere sulle scelte politiche. Il futuro è nelle mani di quei cinque. Cin!