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L’Udc scarica Lombardo e inguaia Bersani

L’Udc esce dalla giunta di Raffaele Lombardo e affonda il quarto governo siciliano in tre anni. La rottura dei centristi non solo getta l’isola nel caos ma è un terremoto che rischia di cambiare definitivamente anche gli scenari nazionali, visto che il partito di Casini è ormai organico in quasi tutto il Sud al Pdl di Angelino Alfano.

Da un mese, subito dopo la caduta di Berlusconi, l’Udc chiedeva un rimpasto di giunta con più assessorati e un salto di qualità con nomi politici al posto dei «tecnici» (magistrati, imprenditori, etc.) scelti finora da Lombardo. Un gioco del cerino evidentemente poco digeribile per il Pd, che alle primarie palermitane si sta dilaniando su due big contrari all’alleanza con l’Mpa come Rita Borsellino e Leoluca Orlando.

«Noi togliamo il disturbo, non si può restare fermi o peggio ancora impantanati nelle difficoltà altrui», ufficializza D’Alia (capogruppo Udc in senato e plenipotenziario di Casini nell’isola) alla fine del conclave di ieri a Messina.

Il doppio fronte aperto da Casini mette in difficoltà il Pd ma anche Lombardo, che fino all’ultimo si era detto contrario a un governo politico. Per convincere l’Udc il governatore aveva messo sul piatto perfino una nuova lottizzazione dei dirigenti generali da attuare di soppiatto il 30 dicembre. Fin qui i centristi (8 deputati all’Ars) avevano solo un assessore (Andrea Peraino al Lavoro) mentre Fli, che ha soltanto 4 deputati, ne aveva due.

Ma a primavera si vota in tante città siciliane, da Palermo in giù. E l’alleanza col Pdl post-berlusconiano per Casini è più di una necessità. Non a caso, tutte le anime della destra siciliana (a cominciare da un ex come Miccichè e dai coordinatori Pdl Castiglione e Nania), esultano per l’uscita dei centristi, consapevoli che il governo Lombardo è al suo punto più basso.

Nei giorni scorsi il governo ha bocciato la legge regionale sulla «stabilizzazione» dei precari. Una pioggia di assunzioni e privilegi che, tra le altre cose, rischia di lasciare l’isola dei vulcani senza la sala operativa della protezione civile. L’emergenza continua.

dal manifesto del 28 dicembre 2011