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Napoli centrale

L’origine dell’alfabeto in mostra

La memoria come strumento di coscienza creativa” parte da questo concetto la mostra di Annamaria Pugliese visitabile al Museo archeologico nazionale fino al 19 aprile. Un luogo che non è stato scelto a caso per mostrare delle opere che hanno come faro ispiratore il “confine” tra presente e passato, proprio perché posto nel cuore del centro storico napoletano il palazzo è un po’ il simbolo della memoria collettiva. E così il visitatore ha la possibilità di immergersi in un percorso di immagini á-plat e frammenti lirici di Robert Graves che rievocano la lotta per la sopravvivenza degli alberi, scoprendo passo dopo passo insieme all’artista i risultati di una ricerca sull’origine dell’alfabeto.

In questo nuovo lavoro, i segni dell’alfabeto degli alberi, nucleo primario di comunicazione, sono spazio di confronto tra un prima e un dopoci spiega la stessa Pugliese – connessi da un confine fluttuante e stabile al tempo stesso. Dove originaria sacralità della natura, e originaria sacralità della parola, si ricongiungono nell’Ogham: nell’alfabeto mnemonico della mano. Arte della memoria finora individuabile nel metodo Malossi per i sordo ciechi con i quali, è previsto un incontro”. Il prossimo 15 aprile in un momento voluto fortemente dall’artista ci sarà infatti questo happening dedicato ai sordo ciechi con un reading poetico, la perfomance in musica di Gaddeu, nonché la partecipazione di Renato Carpentieri.

E all’arte della memoria attraverso il metodo Malossi è dedicata anche l’immagine (vedi sopra) che più di ogni altra riassume il messaggio della mostra e raffigurante una mano che esce dall’acqua con su impressi 14 grafemi evocativi degli alberi sacri.

Aprono il dialogo con la memoria – ci dice ancora la Pugliese – rivelando tracce di una visione del mondo ancora sottesa nel patrimonio simbolico, e nel calendario dei rituali cristiani. Esposto, come la mano, tra le opere poggiate su leggii musicali, nello spazio centrale dell’installazione, che alludono ad una silente armonia nascosta nell’evanescenza rumorosa del presente.Ravvivata, nelle sue note più significative, dallo sguardo attento di Roland Barthes: Gli alberi sono degli alfabeti, dicevano i greci”. Una mostra dunque avvolgente che vale la pena di essere vissuta, ascoltata, respirata.

Vedi il suggestivo video introduttivo alla mostra sul sitto www.annamariapugliese.it