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Lontano da Chinatown

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Roman Polanski non ci sara’ questo ormai sembra certo. Il regista franco-polacco dovrebbe presentarsi in un tribunale di Los Angeles entro giovedi’, il termine imposto dal magistrato che ha deciso di riaprire il caso scaturito dai rapporti sessuali avuti da Polanski nel 1977 con una tredicenne aspirante modella casa di Jack Nicholson. I retroscena della vicenda sono stati esposti dal documentario di Marina Zenovich Polanski: wanted and desired che ha rivelato come  trent’anni fa il giudice avesse strumentalizzato il processo-spettacolo a scapito dell’imputato, determinando la sua fuga in Francia che nel film sia l’avvocato dell’imputato, il pubblico ministero che la tredicenne di allora, oggi sposata  e madre di tre figli, sono daccordo nel considerare giustificata date le circostanze. Proprio in base alle irregolarita’ giudiziarie evidenziate dal documentario, l’anno scorso  un giudice di Los Angeles si era dichiarato disposto a riesaminare il caso, prospettando l’ipotesi di eliminare retroattivamente le accuse ma solo a condizione del ritorno del regista – e quindi presumibilmente del suo arresto (Polanski ha sempre sostenuto che il rapporto fosse stato consensuale; per la legge americana un rapporto con una minorenne equivale comunque a violenza carnale).  Se come sembra Polanski non tornera’, la vicenda con i suoi risvolti di moralita’ e moralismo, Hollywood e giustizia-spettacolo e le concomitanti ipocrisie incrociate, continuera’ a riamanere senza happy ending.