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Islamismo

L’ombra di al Qaeda sulla Tunisia

L’assassinio del colonnello Tahar Ayari e di Walid Haji, mercoledì a Rouhia (nord della Tunisia), ad opera di un gruppo armato guidato da due libici, proietta sulla scena tunisina il pericolo del terrorismo che potrebbe pregiudicare il processo democratico. Il paese della rivoluzione dei gelsomini deve così registrare le prime vittime di terrorismo. Secondo la radio tunisina, i militari sono stati uccisi in uno scontro con un “gruppo armato di nove persone di nazionalità tunisina, algerina e libica appartenenti alla rete al Qaida”. “E’ la prima volta dalla rivoluzione (che ha provocato la caduta di Ben Ali il 14 gennaio) che militari tunisini si fanno uccidere da terroristi”, ha dichiarato una fonte militare confermata da una giudiziaria e ripresa dall’Afp.

Se la presenza di al Qaida dovesse confermarsi in Tunisia la rivoluzione dei gelsomini correrebbe forti rischi, tanto più che il paese in una fase così delicata difficilmente sarebbe in grado di far fronte a una minaccia del genere. Speriamo che si tratti solo di timori, anche se le forze e i regimi interessati a distruggere una esperienza rivoluzionaria che ha contagiato e potrebbe contagiare ancora i paesi oppressi da dittature sono numerosi.