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Islamismo

L’ombra di al Qaeda sulla Tunisia

L’assassinio del colonnello Tahar Ayari e di Walid Haji, mercoledì a Rouhia (nord della Tunisia), ad opera di un gruppo armato guidato da due libici, proietta sulla scena tunisina il pericolo del terrorismo che potrebbe pregiudicare il processo democratico. Il paese della rivoluzione dei gelsomini deve così registrare le prime vittime di terrorismo. Secondo la radio tunisina, i militari sono stati uccisi in uno scontro con un “gruppo armato di nove persone di nazionalità tunisina, algerina e libica appartenenti alla rete al Qaida”. “E’ la prima volta dalla rivoluzione (che ha provocato la caduta di Ben Ali il 14 gennaio) che militari tunisini si fanno uccidere da terroristi”, ha dichiarato una fonte militare confermata da una giudiziaria e ripresa dall’Afp.

Se la presenza di al Qaida dovesse confermarsi in Tunisia la rivoluzione dei gelsomini correrebbe forti rischi, tanto più che il paese in una fase così delicata difficilmente sarebbe in grado di far fronte a una minaccia del genere. Speriamo che si tratti solo di timori, anche se le forze e i regimi interessati a distruggere una esperienza rivoluzionaria che ha contagiato e potrebbe contagiare ancora i paesi oppressi da dittature sono numerosi.

  • Valter Di Nunzio

    E’ difficile comprendere una attentato di al Qaeda che non viene rivendicato e perciò motivato. Nel caso tuttavia è bene ricordare che già due giorni fa la Polizia tunisina aveva aperto il fuoco contro degli infiltrati di Al Qaeda con l’approvazione unanime di tutti i partiti, An Nahda in testa, impegnati per le elezioni del 24 luglio. Appare sempre più grave il distacco di Al Qaeda dal senso comune del popolo arabo e forse dal buon senso in generale: sparare contro l’esercito che è stato un fattore decisivo della vittoria popolare contro Ben Ali dimostra una totale perdita di ogni minimo senso della lotta politica, che diventa così lotta fine a se stessa e comunque assolutamente non per Allah (subbhana wa t’ala). Mai come oggi e come nell’attentato di Marrakesch queste azioni colpiscono solo la comunità dei credenti

  • lina

    @Giuliana
    la pregherei di riprendere il filo interrotto nel suo precedente spunto:
    “Le donne nuove vittime dell’Algeria”. Gli argomenti apparsi mi sembrano meritevoli di essere approfonditi, specie le differenze tra i gruppi religiosi.
    Altrimenti non arriveremo mai a comprendere i motivi e di conseguenza anche i fatti del terrorismo islamico, di cui lei parla in “L’ombra di al Qaeda sulla Tunisia”.