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Antiviolenza

Liste Pd: riguardatele, manca Silvia Della Monica

silviadellamonica

Il Listone del PD, è appena nato e già, come era ovvio, sta sollevando bufere per nomi e cognomi che hanno “scavallato” le pole position date dalle parlamentarie. Bufere in Sardegna, Puglia e Toscana, che forse potrebbero riaprire i giochi del listone per “aggiustamenti”, su cui non sarebbe male chiedere (o pretendere) anche alcuni ritocchi per quanto riguarda le donne che sono state presentate in queste liste. Come può il partito più importante del centro sinistra vantarsi di avere il “quasi 40 per cento” di candidate che Bersani sta portando in giro come il suo fiore all’occhiello (ancora siamo il fiore all’occhiello?), dopo che per mesi si è parlato di battaglia per la rappresentanza delle donne al 50 e 50? un contesto in cui questo “quasi 40” sembra un contentino. A questo si aggiunga che i nomi femminili nelle liste viaggiano “a gruppetti” e non essendo distribuiti con un ordine di alternanza (un uomo, una donna e così via), non è tutelata l’eleggibilità delle donne presenti nelle liste. Poi, oltre a un criterio di quantità, riflettiamo anche su un criterio di qualità: perché se le donne di valore in Italia non mancano – dopo 20 anni di Berlusconi – noi sulle liste dei partiti vorremmo contare, finalmente, donne vere che superano e anche oltrepassano anche la metà. Certo in  queste liste donne che si sono impegnate su diversi fronti, e che hanno mostrato impegno verso temi di genere, non mancano: Valeria Fedeli, capolista in Toscana, donna eccezionale, forte, autorevole, è senza dubbio “il meglio di Snoq”; Rosa Calipari, che si è spesa come poche altre parlamentari contro la violenza sulle donne e che ha fatto pressione per la ratifica della Convenzione di Istanbul, è una donna di grande capacità politica e umana (peccato però che sia solo al sesto posto in Lombardia); Laura Puppato, che ha avuto il coraggio di presentarsi come unica donna alle primarie del Pd, ha dimostrato di fronteggiare con capacità anche i più aspri “accerchiamenti maschili”; Paola Concia, che ha rischiato di rimanere fuori ma che fortunatamente alla fine è rientrata, è l’unica che si è sempre battuta con determinazione per i diritti Lgbt. E poi, tra le altre, ci sono anche: Sesa Amici, Susanna Cenni, Monica Cirinnà, Luisa Laurelli, Roberta Agostini e Anna Maria Parente; mentre tra le veterane compaiono Anna Finocchiaro – che in Senato si è battuta come un leone tra iene per la legge in materia di rappresentanza di genere negli organi regionali e locali – e la ex ministra alle Pari opportunità Barbara Pollastrini, che ha corso alle parlamentarie prendendo quasi 5.000 voti in Lombardia.

Ma siamo sicure che in un Paese in cui le donne sono più della metà, questo 40% di nomi per il partito del centro sinistra italiano, siano abbastanza? Per me no, ed è per questo che mi sento delusa e fortemente indignata nel non vedere,  tra i nomi delle candidate Pd, quello di Silvia Della Monica, che nella passata legislatura è stata a capo della Commissione giustizia al Senato, e che oltre a essere una donna coerente e solida come il granito rosa, è una magistrata che ha fronteggiato il mostro di Firenze e le minacce della mafia senza batter ciglio, e ha avuto il coraggio di imbarcarsi nella battaglia che questa estate ha investito la commissione del Senato nell’aspra discussione sul ddl 957 sull’affido condiviso, invitando senatori e senatrici a schiarirsi le idee su quello che stavano per approvare in sordina e presentando lei stessa degli emendamenti. È stato grazie a Silvia Della Monica, insieme a collegh* del Pd e dell’Idv, che quel disegno è stato fermato ed è sempre lei che pur essendo stata presa di mira, insieme a altri (me compresa) dalla lobby pro-Pas, ha continuato a portare avanti questa battaglia. Silvia Della Monica è un esempio di donna che io voglio vedere su una lista di un partito che porta avanti la legalità e che si vanta di farsi portavoce di questioni di genere, perché nessuna quanto lei, là dentro, ha una tale cultura giuridica su tutto quello che negli ultimi 50 anni è stato fatto per combattere la violenza contro le donne in Italia, e nessuna come lei, là dentro, parla con competenza, professionalità e chiarezza su tutto quello che la legislazione italiana ha modificato in materia penale e civile riguardo il femminicidio. Per lei Emiliano Poli, responsabile del Forum sicurezza e legalità del Pd metropolitano di Firenze, ha raccolto circa 900 firme in soli tre giorni, mentre il segretario del Pd toscano, Andrea Manciulli, ha detto che per lui “è motivo di grande rammarico non essere riuscito a confermare la presenza in lista della responsabile giustizia del partito toscano”. Perché non è stato possibile? Altrimenti troppe donne? La Toscana è l’unica regione ad avere due donne in cima alla lista dei candidati PD – Valeria Fedeli e Maria Chiara Carrozza (rettrice della Scuola Sant’Anna di Pisa) – ma cosa impedisce a questo grande partito che si vuole presentare come il futuro dell’Italia “Giusta”, di fare per una volta la differenza vera e candidare una donna “in più” dimostrando il coraggio di Obama nelle ultime elezioni Usa? (è forse troppo? mi sa di sì).

Come donna e come semplice cittadina chiedo che un uomo si “sacrifichi” e faccia entrare al suo posto Silvia Della Monica. Lo chiedo apertamente e faccio questo appello affinché aderiscano in massa tutte le donne e gli uomini che lottano per la giustizia e la trasparenza, e contro la discriminazione di genere. Lo chiedo perché con lei là dentro, mi sento più sicura anch’io qua fuori.

  • Irene

    Aderisco al tuo appello. Una donna che ha contribuito a fermare quel disegno di legge mostruoso merita tutta la stima e l’appoggio che si possano dare.

  • http://www.uilromalazio.com Rosella Giangrazi

    Faccio mio quanto scritto da Luisa Betti e mi adopero affinché aderiscano le donne della Uil di Roma e Lazio per sostenere la candidatura di Silvia della Monica perché, d’accordo con Luisa, anche noi ci sentiamo più sicure con Silvia in Parlamento. Siamo grate a Silvia per quanto ha fatto sinora e per quanto ancora farà in Parlamento. Rosella Giangrazi

  • Giancarlo

    Sono amareggiato anch’io della non candidata Silvia della Monica e sono sicuro che nessuno gli farà posto

  • http://aziendasancamillo giovanna scassellati sforzolini

    aderisco all’appello e faccio girare agli iscritti forum sanita’ giovanna scassellati

  • arianna

    concordo pienamente: “quote rosa” significa nono solo una percentuale numericamente signficativ, ma siginificativa in modo che piaccia alle quote rosa. che ci possano essere donne soddisfatte della lista presentata è irrilevante.

  • Emanuela

    Mi dispiace Luisa ma non concordo. La Senatrice Della Monica ha fatto veramente molto poco per le donne vittime di violenza; le abbiamo chiesto emendamenti ai disegni di legge che tutelassero maggiormente le donne e i bambini che subiscono violenza, ma non ha mai risposto agli appelli né agli inviti a partecipare a dibattiti sull’argomento. In commissione Giustizia ha depennato acriticamente ogni punto dei ddl (non solo quello relativo alla Pas, che andava sicuramente bocciato). Così facendo non si tutelano le donne vittime di violenza, si impedisce che il nostro paese evolva, come altri paesi, nella direzione paritetica tanto dei diritti quanto e soprattutto, degli obblighi che i genitori hanno nei confronti dei loro figli. Mi aspetto di più dalle donne che mi rappresentano, voglio vere pari opportunità, vere tutele. E allora, se un genitore è pregiudizievole per il figlio o per l’altro genitore, che gli sia tolta la potestà genitoriale (l’affidamento esclusivo purtroppo non tutela per nulla le donne vittime di violenza, queste donne devono infatti obbligatoriamente accordarsi ancora col padre dei loro figli sulle decisioni di primaria importanza che riguardano i bambini).
    Voglio vere pari opportunità perchè, qualora invece il padre “sia un brav’uomo”, si faccia carico degli obblighi di cura, educazione ed istruzione dei suoi figli, al pari della madre…
    .basta delegare tutto e sempre alla donna. ci accontentiamo davvero di avere solo l’assegno di mantenimento? io voglio di più, voglio la condivisione delle responsabilità.
    P.s. e se un bimbo vedrà presenti e coinvolti nella sua vita tanto la madre quanto il padre…sicuramente sarà più felice.
    Grazie Luisa per il tuo impegno a tutela delle donne vittime di violenza.

  • Lia

    Anch’io vorrei vedere Sivia Della Monica in lista. Cosa possiamo fare per perorare la sua causa? E’ stata la senatrice che ha giustamente enfatizzato l’importanza che l’età di un bambino e le sue condizioni di salute vanno prese in considerazione per decidere di un eventuale affido condiviso.

  • ivonne banco

    aderisco all’appello di far entrare nelle liste dl PD questa donna coraggiosa e quindi portare un italia più” giusta”

  • giuseppe maglioccola

    E’ possibile che nel P.D. non ci sia una iscritta di colore,capace di fronteggiare in parlamento o al Senato i maschietti tutti imbelletati? Non ci credo. Per quanto riguarda Silvia della Monica è una tale assurdità che mi dà da pensare che ci siano i soliti rituali di spartizioni delle poltrone.Non riesco a immaginare altra spiegazione logica o politica.

  • Massimo Rosini

    come la più accanita di un vero condiviso (perciò del bene dei bambini) la Magnolfi è stata lasciata a casa per l’attulae legislatura ora a tocca a Della Monica che in barba a agli studi pratricamente unanimi convergono sui vantaggi di una vera bigenitorialità ha difeso (purtropo non sola) gli interessi corporativi di giudici avvocati e …mi fermo qui…

  • Marcella

    Aderisco all’importante appello di questo articolo. Se il PD vuole fare la differenza che cominci dalle sue liste. Silvia Della Monica non può mancare e il 40% di donne può essere considerato un inizio ma sicuramente non è abbastanza.

  • Stefania

    La stima che ho per la senatrice Silvia Della Monica è grandissima ed è innegabile che questa donna abbia fatto la storia della magistratura ed anche della politica. Mi unisco all’appello affinché le si faccia spazio. Ne approfitto anche per sottolineare che il 40% di donne non è un traguardo di cui esultare perché suona come un contentino, un’eccezione.
    Il vero traguardo è il 50% e scelto solo per competenza, non come riempitivo per falsa correttezza verso l’antisessismo. Le donne competenti ci sono. Date loro modo di emergere.

  • maria serena

    la Della Monica è scomoda perchè si mette contro le associazioni che vogliono giustificare la violenza sulle donne e promuovere un ddl aberrante….per questo invece noi la vogliamo!

  • Marco

    Aderisco all’appello di quest’articolo, se il PD vuole essere davvero un alternativa alla modalità intimidatoria della politica degli ultimi tempi dovrebbe porre rimedio a questa esclusione. Marco Parente

  • Emily

    Aderisco.
    Emily Silvestri

  • carla

    Giusto e aderisco.

  • nadia

    aderisco all’appello perche ritengo profondamente ingiusta l’esclusione di Della Monica dalle liste, a chi doveva far posto? chi potrà trattare meglio di lei i temi per i quali si è spesa? nadia

  • Giovanni

    sono profondamente deluso da Bersani al quale, mi risulta, è stato presentaato un appello da esponenti e simpatizzanti di tutt’Italia
    ma di cui, stoltamente, non ha tenuto conto. L’assenza di Silvia dal Senato sarà incolmabile. Spero ci siano i tempi per un ripensamento. Giovanni Ditta.

  • AGOSTINO

    La solita Italia.

  • Marco

    Ringrazio il PD per averci risparmiato la candidatura di questa Signora, contraria all’affido condiviso. Suona male parlare sempre e solo di quote rosa e non accettare la bigenitorialità in famiglia.
    W le donne che pensano che tra i loro diritti, ci sia quello di aver vicino entrambi i genitori soprattutto da piccoli.

    In quanto alla PAS ed ai suoi detrattori, fareste bene sia a studiare, sia ad ascoltare chi nel mondo, ha esperienza di decine di anni di studio e cmq a chiedervi se è sensato insegnare ad un figlio l’odio nei confronti dell’altro genitore ( non importa il genere). Per me è disumano.
    Per fortuna non solo per me.

  • Lello

    Aderisco al fatto che Silvia Della Monica possa rimanere comodamente a casa, continuando a fare la sua vita di sempre, senza che ci si debba occupare oltremodo di lei e del suo operato.