closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
FranciaEuropa

Lione: il doccione con la testa d’arabo che crea polemica

Esiste una tradizione, particolarmente in voga nel XII e XIII secolo, di inserire nelle sculture delle cattedrali gotiche dei ritratti dei lavoratori che hanno contribuito alla costruzione. Emmanule Fouchet, scalpellino che lavora al restauro della cattedrale Saint-Jean di Lione, ha pensato bene di rinnovare questa antica tradizione: nel restauro-ricostruzione di un doccione che aveva perso la testa, ha scolpito il ritratto di Ahmed, il capo-cantiere dei lavori ventennali in corso alla cattedrale. E, sotto, ha inciso l’iscrizione, in francese e in arabo “Dio è grande”. Ma l’idea non è piaciuta a tutti.  

Alcuni cattolici hanno storto il naso e parlano di “bestemmia”. Gli estremisti delle Jeunesses identitaires hanno preso di mira la scultura: “mentre in molti paesi musulmani la religione cristiana è proibita e i cristiani martizzati, a Lione  i musulmani si permettono il lusso di appropriarsi delle nostre chiese, tranquillamente, con la complicità delle autorità cattoliche”. Il rettore della cattedrale, padre Cacaud, cerca di prendere la polemica sul ridere. “Se facessi fare il giro della cattedrale alla gente che si offusca per questo bel gesto, farei vedere loro dei doccioni che potrebbero scandalizzarli molto di più”. Difatti, precisa, “nelle parti esterne, ci sono statue decisamente erotiche”.  Emanuel Fouchet spiega di aver voluto semplicemente rendere omaggio a Ahmed, il capocantiere, che lavora con lui da vent’anni. “La figura originale, che era una testa umana o una bestiola oppure un essere immaginario, era tagliata a livello del torso. Cosi’ ho fatto un modello a partire dall’effige di Ahmed e questo ha divertito tutti. E’ semplicemente una storia di amicizia”. L’architetto dei monumenti storici di Lione, Didier Repellin, aveva dato il suo accordo.