closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Rovesci d'Arte

L’ingeneroso collezionista Crichton

La stagione primavera-estate prossima è segnata da alcune aste spettacolari di arte contemporanea. E in tempi di crisi, conviene stare alla finestra a guardare. Per alcuni analisti economici, infatti, l’arte è più del mattone un bene rifugio, meno soggetta com’è alle oscillazioni del mercato e alle bolle finanziarie. Comunque: se il 23 giugno l’appuntamento è a Londra (sale Christie’s) dove si vedrà comparire il celebre Bevitore di assenzio di Pablo Picasso (il dipinto del periodo blu che ritrae l’amico di Malaga, Angel Fernández de Soto, era già finito all’incanto nel 2006 ma la Fondazione Andrew Lloyd Webber, sua proprietaria, l’aveva dovuto ritirare in seguito a una controversia giuridica con i discendenti di Paolo Mendelssohn Bartholdy, banchiere ebreo che dovette vendere il quadro ai nazisti per salvarsi), prima ancora di riunirsi nella City, ai collezionisti più accaniti converrà fare un salto a New York. Qui, l’11 maggio, un’altra asta targata Christie’s proporrà la sfavillante collezione dello scrittore Michael Crichton, morto nel 2008. Conosciuto soprattutto grazie ai suoi romanzi di fantascienza, da Congo a Sfera fino a Jurassic Park, come regista di Coma profondo, Il mondo dei robot e Runaway, fra gli altri e per la fortunata serie tv E.R., Crichton era un vero maniaco dell’arte contemporanea e la sua collezione è stata segnalata tra le World Top 200.


Amico di Jasper Johns, acquistò da lui una delle famose Flags che poi sistemò per anni sul caminetto della sua camera da letto. A Hockney chiese un ritratto nel 1976, a Claes Oldenburg commissionò Three Way Plug Soft Sculpure e intanto comprava Robert Rauschenberg, Ed Rucha, Andreas Gursky e pure un «vecchio» Picasso. Una vendita eccezionale quindi che potrebbe fruttare un centinaio di milioni di dollari. E perché la passione di una vita finisce così, smembrata e lontana dalle pareti di casa? Semplice, liti fra eredi e problemi di tasse. E Michael Crichton, sposatosi ben cinque volte, ne ha molti. L’ultimo era ancora in pancia della madre Sherri quando suo padre cessò di respirare, ucciso da un tumore a 66 anni. Oggi è lui che la quinta moglie vuole salvaguardare (così dice almeno) e a risanare le finanze ci pensa la banda dei Pop, chi meglio di loro….Però un museo importante come il Lacma di Los Angeles ha fatto sapere che non parteciperà all’incanto. Motivo? Crichton, pur essendo nel consiglio dell’istituzione, non ha donato nessuna opera. Non si fa, o meglio, tutti gli altri lo hanno sempre fatto, ma evidentemente Michael non metteva al primo posto la generosità. Solo in famiglia.