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Napoli centrale

L’inceneritore compromette il paesaggio. Non si deve fare.

 

Niente inceneritore a Napoli est. Questo era stato uno degli imperativi della campagna elettorale del sindaco De magistris e oggi con una delibera comunale, l’amministrazione ha confermato la ferma volontà di non costruire nessun impianto nel proprio territorio. Addirittura la giunta per blindare la decisione, nel documento proposto dall’assessore all’urbanistica De Falco, ha posto vincoli paesaggistici modificando il Prg. Una mossa tattica che conferma quanto la questione stia a cuore anche al vicesindaco Tommaso Sodano che ha un passato politico costruito proprio sulla lotta alle lobby dell’incenerimento.

Al di là dei buoni propositi le incognite e i problemi irrisolti per l’intera catena di smaltimento restano, visto che un piano regionale per mettere tutti d’accordo non è ancora stato approntato, mentre sul collo di Napoli soffia il fiato dell’Ue pronta a notificare una supermulta all’Italia congelata fino al mese prossimo. C’è poi maretta tra l’assessore di Caldoro, Romano e lo stesso Sodano, per la decisione di spedire i rifiuti della sola città di Napoli in Olanda. Un’operazione che a posteriori il referente per l’ambiente della regione Campania ha definito “una spesa inutile che grava sui contribuenti”. Ma il vice sindaco si difende anche in un’intervista di oggi al Corriere del Mezzogiorno dove conferma i costi contenuti e vantaggiosi dell’accordo con gli olandesi, mentre ricorda a Romano che per bruciare le ecoballe ad Acerra, essendo l’impianto ancora coperto dai vantaggi dei cosiddetti Cp6, l’incenerimento viene pagato con la bolletta dell’Enel da tutti gli italiani.

Scaramucce a parte è un fatto che l’intera regione, ma soprattutto Napoli si trovi in ambasce per non aver dato l’avvio a un ciclo di smaltimento virtuoso. Nel capoluogo in particolare ancora deve decollare con la differenziata, che sebbene ampliata a diversi quartieri toccando quota 250mila cittadini, resta al palo sotto al 20% del totale. Colpa anche dei tagli del governo e di un’amministrazione con le casse vuote, ma è chiaro che bisogna fare presto. Il tempo stringe anche per la costruzione di un impianto ecologico dell’umido che dovrebbe trattare almeno 60mila tonnellate.

Ma Sodano è tranquillo e afferma: “Oggi è stato compiuto un passo avanti proprio in questa direzione”. Sottoscrivendo la delibera contro il termovalorizzatore l’amministrazione, infatti, si è coperta le spalle per eventuali decisioni del ministero, è riuscita ad annullare la precedente delibera Iervolino che tanto aveva sostenuto la costruzione dell’impianto nell’area est ed ha aperto la strada ai trattamenti dei rifiuti ecocompatibili. Ora il testimone passa a Giugliano, Taverna del re è stata individuata, anche dal ministro Clini, come probabile sito per il nuovo inceneritore*. Una possibilità che esula, come è ovvio, dalle competenze di De Magistris che pure è stato attaccato per questo dalla stampa locale.

*su Giugliano: http://blog.ilmanifesto.it/napolicentrale/2011/12/20/giugliano-protesta-no-allinceneritore/