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Islamismo

L’illusione iraniana

È velleitario pensare che una svolta progressista possa avvenire  attraverso la via elettorale in un paese teocratico come l’Iran. La mobilitazione per il candidato più moderato Moussavi contro l’ultraconservatore Ahmadinejad aveva fatto sperare i giovani e le donne iraniani – i più penalizzati dal regime dei mullah – in un cambiamento. Il grande afflusso alle urne invece ha favorito il presidente uscente, del resto nelle sue mani e più ancora in quelle della guida spirituale Ali Khamenei, suo sostenitore, stanno le leve del potere. E in un regime come quello iraniano controllare le organizzazioni di massa è un potere insostituibile. Ci saranno stati brogli, come ha denunciato lo sfidante di Ahmadinejad? Possibile, anzi probabile, ma difficilmente potrà dimostrarlo, e comunque non serve, come fa Moussavi, invocare uno stato di diritto, in un paese dove non esiste. Se il regime avesse temuto Moussavi non avrebbe permesso la sua candidatura, è infatti il consiglio dei mullah che avalla le candidature. E poi l’esperienza di Khatami, che pure aveva vinto le elezioni senza poter cambiare nulla nel sistema di potere, è un esempio lampante della irriformabilità della teocrazia. In Iran sono ammesse solo le organizzazioni islamiche, tutte le altre sono fuori legge, con la solo eccezione, ma si tratto solo di tolleranza, di una organizzazione che fa riferimento allo scià.
Non si può dunque parlare dell’Iran come se fosse un paese democratico, non esiste una democrazia islamica (un regime religioso dipende dal volere di dio e non da quello degli uomini, base di un sistema democratico), dunque un sovvertimento del potere dall’interno è impossibile.
L’unica speranza può venire da una forte mobilitazione di uomini e donne che abbia un effetto dirompente (anche non violente ma che sarà represso nel sangue) tale da travolgere il sistema di potere. Una rivoluzione insomma. Portata avanti da quei settori che lottano per un paese democratico libero dal giogo religioso. Che limita pesantemente i diritti delle donne e delle minoranze, che vieta le libertà fondamentali e che fa della sharia (legge coranica) la legge dello stato. Una legge che non rispetta i diritti dell’uomo: le impiccagioni, le lapidazioni sono all’ordine del giorno.
Queste sono le minacce che arrivano da Tehran con la rielezione di Ahmadinejad, prima ancora delle sue dichiarazioni provocatorie contro l’occidente e la prosecuzione del programma nucleare che sono funzionali a mantenere una unità interna, come si è visto. Del resto nessun candidato si è mai schierato contro il programma nucleare. Questo occorrerebbe tenere presente quando si vuole aiutare i democratici iraniani, che dovrebbero essere i nostri interlocutori, a partire dalle donne che raccolgono un milione di firme per cambiare le leggi discriminatorie in confronto delle donne.

  • Melina

    Cara Giuliana,
    non mi ricordo, ma tu avevi scritto un articolo analogo dopo le ultime elezioni in Israele?

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    cara melina, no non ho scritto nulla sulle elezioni in Israele

  • coco

    Cara giuliana, in principio il suo articolo e’ corretto pero trovandomi qui a Teheran da qualche settimana, vivendo con le persone ( non solo giovani) che hanno partecipato ai rally, le posso dire che nessuno di loro si fa’ tante illusioni che il Mousavi cambiera’ poi di cosi tanto le cose ( nucleare, rapporti con Israele, etc.) ma almeno ha dato un piccolo spiraglio di speranza che qualcosina (ina) potrebbe cambiare. Protestano di notte e di giorno sperano che il loro urlo sia stato sentito nell’occidente e paesi liberi. Mi chiedono se in ITalia la gente segue la vicenda, se capiscono per cosa stanno lottando, Vorrebbero eliminare la pena di morte, dare piu liberta alle donne, tantissime cose…….stanno sognando ? Forse si, pero i loro occhi si illuminano al solo pensiero e si caricano per un altra notte fuori a sfidare il potere. IL SUO CONTRIBUTO COME GIORNALISTA NON PUO ALTRO CHE AIUTARLI E FARLI SPERARE.

  • alis

    Un’altra rivoluzione?!? basta, i giovani iraniani ne hanno avuto abbastanza della prima.. casomai, un’ evoluzione.. anche a piccoli passi.. visto da lontano, è facile per noi bollare Moussavi come un conservatore moderato e “inutile” che non avrebbe potuto cambiare davvero le cose, già, per noi è facile dire “tutto o niente”, o “tutto e subito”, ma per una ragazza iraniana anche piccole aperture nella libertà di vestirsi, di muoversi, di comunicare, il fatto di vedere un candidato che invita la moglie sul palco tenendola addirittura per mano, beh, già questo basta per fare sognare un futuro migliore..

  • Gianpaolo Sartori

    ricordando che anche in questo paese esistono due stati , uno teocratico ed uno laico , e che l’ingerenza di quello teocratico non permette la riconoscenza dei diritti delle diversità , e che la sua propaganda ostacola l’amore libero in qualasiasi forma e soggetto.
    che le scuole di questo paese sono continuamente viziate da un crocifisso che impera sulla classe , e che le ore di religione sono spesso costrizioni che solo degli eroi possono scacciare : un insegnante in italia è stato sospeso perchè durante la sua ora ha ritenuto opportuno compiere un sondaggio sul gradimento di una alternativa all’ora di religione , col risultato che i più avrebbero preferito fare matematica , altri educazione fisica , e solo il dieci per cento continuato a fare religione , altro insegnante sospeso in questo paese perchè durante la sua ora di insengamento di matematica , era solito togliere il crocifisso dalla parete all’inizio della sua ora e rimetterlo a posto alla fine della propria ora.

    tutto questo per dire ancora una volta , che il soggettismo è l’inizio della arbitrarietà.

    che se il tema è il coesistere di una società laica ed una teocratica , se il tema risulta essere la tolleranza tra le religioni , ben venga , e che si utilizzi la ragione , senza condizionamenti di appartenza religiosa sviovinista.
    se il tema oggi diventa , l’autenticità della democrazia , il riconoscimento giuridico che supera le ombre dei brogli , allora questo discorso non può riguardarebbe solo teheran , ma dovrebbe riguardare anche le strane elezioni americane per il secondo bush , dovrebbe forse riguardare anche la relazione de l’ocse rispetto a quelle italiane del 2006.
    fa bene a mio avviso melina , a ricordarle , che questa crociata che si è intrapresa in nome della ragione , in nome della libertà prima , e adesso in nome della pace , rischia di farci vivere un moderno medioevo , e non tanto ne l’ipocrisia che sarebbe forse una manna, ma tanto nel fanatismo;

    abbiamo già assistito ai mille appelli di libertà e di democrazia , che ha portato alla completa devastazione de l’irak. ciò che mi preoccupa oggi sono i tanti appelli di libertà e democrazia che si fanno per l’iran.

  • giulio terzaghi

    Articolo molto esauriente ed estremamente chiaro!
    Siamo tutti d’accordo che la contraddizione politica in Iran, è evidente: non può esservi alcuna democrazia senza la laicità dello Stato.
    Dove vige la sharia, il parlamento è un’istituzione puramente formale.
    E’ molto incoraggiante, però, vedere tanti giovani in piazza!
    Anche Silvio vorrebbe ridurre il parlamento italiano ad una cassa di risonanza dei suoi interessi personali e direi che ci sta riuscendo molto bene.

    Giulio Terzaghi

  • tommaso

    Cara Giuliana,sono perfettamente d’accordo con te.Mi rammarico invece nel leggere alcuni commenti in cui si cerca,in modo strumentale,di sovrapporre il nostro deficit di laicità(pur evidente) alla tremenda e opprimente teocrazia iraniana,alla negazione quotidiana dei diritti umani fondamentali,alla prevaricazione di stato dell’uomo sulla donna.Non è sufficiente leggere delle lapidazioni,delle impiccagioni,delle violenze brutali,della illiberalità del regime iraniano per scandalizzarci?Forse no,meglio l’Iran che gli USA vero?Dov’è finita l’onesta intellettuale? Nessuno nega le gravi responsabilità degli Usa e della presidenza Bush nella gestione della lotta al terrorismo,la partigianeria nell’appoggiare sempre e comunque Isreale,il fallimento in Iraq.Ma lo vogliamo urlare che l’Iran è un regime terrificante o no? Vogliamo gridare che per la sinistra la libertà e l’uguaglianza dei diritti sono valori non negoziabili o no? Di tutti e per tutti!Altrimenti cara sinistra meriti di restare per sempre fuori dal parlamento.

  • Milton

    Cara Giuliana,
    condivido il nocciolo della tua analisi, che cioè se davvero Mussavi fosse stato un nemico della teocrazia e avesse avuto qualche possibilità di vincere le elezioni, non sarebbe stato ammesso a parteciparvi; e d’altra parte, come Khatami (che peraltro era un religioso), da presidente avrebbe cambiato ben poco, comunque non il principio teocratico della costituzione.
    Ma allora, prima osservazione, e se Ahmadi Nejad avesse vinto davvero le elezioni e con tale margine, come ritengono alcuni osservatori (http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6003), se cioè la grande maggioranza degli iraniani avesse designato lui, non dovremmo pensare che forse le sacrosante rivendicazioni di diritti civili dei seguaci di Mussavi (in gran parte i ceti benestanti della capitale) non interessano granché, almeno in questo momento storico, alla maggioranza degli iraniani?
    Seconda osservazione: non ti pare che i tumulti inscenati dai seguaci di Mussavi assomigliano alle “rivoluzioni colorate” orchestrate dalla CIA, questa volta per demonizzare un paese e screditare un presidente, Ahmadi Nejad, irriducibile nazionalista e nemico dichiarato dell’imperialismo USA-NATO-ISRAELE?
    Cordiali saluti

  • Gianpaolo Sartori

    vedi tommaso , senza troppe analisi sui protagonisti e sui personaggi , sulle dinamiche. la questione è una sola :

    la guerra. noi abbiamo fatto una guerra in irak , e stiamo facendo un altra guerra in afghanistan. e vorremmo fare adesso una guerra in iran. (poi tocca alla siria e al pakistan)
    e la domanda che dobbiamo porci è , si può fare la guerra ? che cosa stiamo difendendo ? il nostro pensiero occidentale ? la nostra economia che si basa sulle loro materie prime ? il controllo sul mondo ?
    i giornalisti alla oriana fallaci , ti diranno , certo che occorre fare la guerra , è necessaria , dobbiamo difendere la nostra civiltà contro la loro che è una civiltà barbara fatta di barbarie. e queste signorine troveranno la loro rivalutazione di sistema;
    a me non rammarica , ma pare più che altro un atteggiamento vigliacco , quello di coloro che continuamente puntano il monocolo verso la zona , e ne individuano sistematicamente le illibertà umane;
    forse questo atteggiamento monocolare e quello di chi schifato della propria casa e delle proprie cose , guarda all’estero;
    ma qui sono decine di migliaia , le schiave che nel diritto reale hanno il dovere di popolare le strade , di umiliare il proprio corpo e il loro spirito , rinunciare alla dignità , sono decine le ragazzine che si possono vedere nella mia città , ed ipocritamente il diritto ufficiale sostiene che non hanno identità , che non sono classificabili , non hanno diritti umani. però nella mia stessa città vi posso assicurare che se al posto delle centinaia di verginelle , l’indomani si trovassero degli omaccioni a vendere il proprio sesso , vi sarebbe una rivolta sociale , questi scomparirebbero in un paio di giorni.
    qui tommaso , in questo paese , il potere teocratico ha abusato e continua ad abusare sessualmente , di un numero inquantificato di bambini , con il beneplacito dello stato laico , i preti di questo paese scontano i loro reati pedofili con un rosario e qualche pater nostro.
    in questo paese lo stato , negli anni , ha messo le bombe , terrorizzando i propri cittadini , ha ucciso i propri cittadini scomodi , ha sostenuto la mafia , per realizzare un equilibrio che lo sostenesse;
    è questa la società di questo paese , schiavista e maschilista , che trova il proprio godere nell’umiliazione de l’altro , ed è la forma (o la deformazione)del potere occidentale , nell’immunità dei preti pedofili tanto nelle ragazzine tristi nelle tangenziali , tanto ne lo stato che usa la violenza per reprimere e contenere.

    guardiamo a noi , e poi senza paura potremmo guardare gli altri , chiunque essi siano.

  • desiree land

    condivido pienamente sartori.
    e mi spiace che le donne debbano farsi ricordare che non solo in iran subiscono umiliazioni…ma la democrazia salva il mondo no?
    il potere non sarà mai in mano al popolo, nè per il popolo,in nessuna forma
    e questo non è generalizzare purtroppo

  • tommaso

    Io aborro la guerra,qualunque guerra e penso che l’interventismo statunitense (e non solo) in Iraq e Afghanistan abbia solo contribuito a radicalizzare i conflitti.Questo lo leggiamo sui giornali tutti i giorni e anche Obama ha capito che è ormai necessario cambiare strategia.
    Non sono certo un fallaciano o un neocon alla Ferrara e le argomentazioni di chi sventola il vessillo dello scontro di civiltà non mi appartengono affatto,riflettono una retorica bellicista che mi spaventa e oltretutto,alla prova dei fatti,si sono rivelate controproducenti.
    Detto questo penso che non è possibile essere indulgenti nei confronti di un regime che mortifica la dignità delle donne,dove la loro testimonianza in tribunale vale la metà di quella di un uomo,ereditano la metà del patrimonio del padre ecc…
    Non è possibile essere indulgenti nei confronti di un regime dove le libertà fondamentali sono conculcate in nome di una lettura fondamentalista e strumentale del corano,dove gli omosessuali sono impiccati solo perchè omosessuali.Sono profondamente d’accordo con Giuliana quando scrive che i diritti umani sono universali e inalienabili e in quanto tali dovrebbero essere tenuti in somma considerazione da ogni popolo o Stato che sia,Iran,Arabia Saudita,Italia,USA, senza alcuna differenza!!
    Condivido,Gianpaolo,le cose che dici sul nostro Paese.E’ vero si tratta di vergogne che devono essere denunciate,come la continua e insopportabile ingerenza clericale nella vita politica,le orrende parole di alcuni prelati sul caso Englaro,gli intrecci tra mafia e politica….
    Neppure a me piace un Paese cosi’e lo grido forte senza paura.
    Ma non ho neppure paura di gridare che il velo islamico è una forma intollerabile di oppressione,un simbolo di prevaricazione maschilista,che in Iran come in Arabia Saudita i diritti essenziali(non quelli cari alla”civiltà occidentale”, ma quelli scritti nella nostra Costituzione e nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’ONU,patrimonio di TUTTA l’umanità)sono negati e che compito della SINISTRA è di combattere per una società (ovunque) più giusta,più eguale,più solidale, più libera.
    Ripeto:ovunque dagli USA all’IRAN.Io faccio parte di QUESTA SINISTRA…

  • fausto

    Condivido la posizione di Giuliana Sgrena.
    Aggiungo solo che una sinistra degna di questo nome dovrebbe, secondo me, essere capace di riconoscere e condannare un regime ultrareazionario quale è quello al potere in Iran senza sentire la necessità di fare preamboli su Israele, su Bush ecc.

  • Andrea Gioberti

    su Facebook circola una notizia per cui l’ambasciata italiana rifiuta di far entrare i feriti delle manifestazioni! Quei feriti che le altre ambasciate accolgono e che altrimenti, in pratica, scomparirebbero, andrebbero a finire non si sa dove!

  • tiziano

    urlate pure che tanto loro sparano, e lo fanno in pieno diritto, l’iran è uno stato sovrano che sta friggendo da un trentennio abbondante nell’olio che si scelse quando abbattendo lo scià diede il potere a khomeini e diede vita alla repubblica islamica, indubbiamente il popolo iraniano non aveva idea cosa voleva dire applicare la legge coranica alla lettera, ma sulla parola di Allah fondò una rivoluzione, adesso è facile pontificare e dire che in iran non ci sono diritti, che la condizione delle donne sono inumane, ma 30 anni fa come erano? identiche e i giovani? non erano forse giovani quelli che furono mandati a morire nella guerra degli anni 80 tra iraq e iran? ma veramente crediamo che la lotta in atto oggi sia una lotta per i diritti? no è una lotta di poteri tra colui che ha vinto e colui che ha perso, tra il falco e la colomba, anzi forse tra il falco e l’aquila, come giustamente leggo nell’articolo, le candidature devono essere accettate e sulla base di questo non vi viene da pensare che in definitiva non ci sia molta differenza tra colui che ha vimnto le lezione e colui che le ha perse?…..certo di uno conosciamo le “potenzialità” dell’altro no….chissà se per disdetta o per fortuna………..io personalmente non auspico per gli iraniani una caduta di questo presidente mica per niente perchè ho il fondato sospetto che se dovesse cadere….e per farlo occorrerebbe un bagno di sangue ….non vorrei essere qui poi a dire che nulla è cambiato…della serie cambia il suonatore ma la musica è sempre la stessa…….

  • alessandra

    ancora qui a decretare che non c’è democrazia in Iran… d’accordo in parte, ma che cosa si intende per democrazia? la nostra? il sistema occidentale (Onu e compagnia bella inclusi) che ha deciso quali siano i valori universali, pur non rispettandoli?? mi pare di leggere continuamente della demagogia sulla pelle degli altri…
    i valori democratici non sono incompatibili con l’islam, il problema non è l’islam in sé (altrimenti tutti i paesi di tradizione islamica potrebbero scegliere di applicare la shari’a). ancora si continua a sostenere, semplicisticamente e con comodo, … e proprio sul manifesto…, che il velo è un’imposizione aberrante, simbolo di oppressione. si continua a togliere la parola a chi il velo lo indossa,non solo perché imposto, a chi ogni giorno combatte, a suo modo e con i limiti che sempre esistono, contro il proprio regime, contro la chiusura delle libertà. ma anche la libertà è un concetto relativo e per molti versi aleatorio, ne sappiamo qualcosa in Italia, e non solo, eppure ci facciamo paladini di valori che proclamiamo universali pur violandoli continuamente. ogni paese ha una sua storia ed un contesto dal quale non si può prescindere, ed è normalmente assai più complicato di quanto qui sosteniamo. la teocrazia iraniana non ci piace ovviamente ma mi sembra proprio che, come scrive Sartori, vogliamo guardare al di fuori di noi prima di guardare in casa nostra, allora i mali italiani diventano minori quando paragonati a quelli di altri paesi, soprattutto se musulmani. “un regime che mortifica la dignità delle donne” ce lo abbiamo in casa: hanno più libertà le nostre ragazze e ragazzine che girano svestite e truccate come piccole adulte fatte in serie e in perenne esibizione?
    meglio sperare che questa rivolta iraniana sia il segnale di un cambiamento,che non dimentichiamolo è già in atto e non aspetta semplicemente che un occidente illuminato e avanzato lo porti a domicilio… anche perchè quel cambiamento che tanto scioriniamo sono in molti a rifiutarlo. E non per questo sono “arcaici” o meritano il regnante che hanno…

  • alvise

    Tra le tante ipotesi che circolano per interpretare i fatti di questi giorni a Teheran ce n’è una molto intrigante, che meriterebbe essere valutata.
    Qualcuno sostiene che il comportamento decisamente moderato e quasi acquiescente del leader sciita iracheno Al Sistani sia alla base delle convinzioni politiche-religiose degli “insorti” iraniani.
    In altre parole, se quest’uomo ha dimostrato che una “scia” pacifica è possibile; se ha accettato , e di fatto sostenuto, un governo non teocratico a Bagdad, perchè ciò non dovrebbe essere possibile anche a Teheran ?
    Se questa idea dovesse prender piede in Iran, ne vedremo delle belle.
    Certo è che l’eterogenesi dei fini si dimostrerebbe ancora una volta più forte del determinismo politico di marxiana memoria.
    Sic !

  • renato brandolese

    Piangono gli angeli nell’ altro mondo
    c’ è ancora più tristezza Neda
    nel nostro
    dove la luce
    dove il sorriso
    è stato tolto ai tuoi occhi
    ai tuoi anni.
    Ma il mio cuore spezzato
    si china su di te bagnando
    di lacrime l’ anima tua bella

  • fausto

    E vabbè: ” tutto è relativo “, ” dobbiamo guardare in casa nostra prima che in quella degli altri “… a patto che non si tratti di case israeliane, immagino.
    Questi a me suonano come luoghi comuni, come la stantia critica alle donne in minigonna.
    Distinguo culturali che rischiano di diventare la giustificazione per tacere sul fatto che in queste ore il regime teocratico-fascista sta soffocando nel sangue una rivolta.
    Come se i diritti civili, in quanto parto del perfido Occidente, non potessero aver valore proprio dove sono negati nel modo più brutale!

    Non la sola giustificazione.
    Leggo che Chavez si schiera a spada tratta a fianco di Ahmadinejad e giura che dietro alle manifestazioni c’è il complotto degli USA. Il che probabilmente la dice lunga su quanto contino gli interessi petroliferi che legano Caracas a Teheran.

    Ma come si fa a giustificare il regime iraniano?
    Non c’è complotto che tenga: quel regime è indifendibile, le sue azioni sono (non da ora) ingiustificabili.
    E secondo me lo sono tanto più per chi è di sinistra.

  • http://www.shia-islam.org ammar de martino

    Nel nome di Dio
    Gentile signora,
    le sue cosiddette analisi sulla situazione iraniana,fatte da una donna occidentale e purtroppo, anche “occidentalizzata” non mi sorprendono. Probabilmente,lei non è neanche una credente ( alludo a qualunque sia il credo religioso). Nella storia del mondo islamico abbbiamo migliaia e migliaia di casi concernenti persone “entrate nell’Islam” da ambienti più diversi,nel nostro Occidente, generalmente, persone di cultura.
    Nei suoi scritti, anche precedenti gli ultimi “avvenimenti” in Iran, traspare un astio contro il mondo islamico in generale. Perché accanto alla grottesca sua campagna per privare le donne musulmane dell’Hijab non unisce anche quella affinché le donne, soprattutto in Occidente adoperino degli abiti in cui non sia necessariamente, esibire il proprio corpo agli sguardi degli altri? Mia moglie e mia figlia, musulmane italiane ed entrambe laurate sono fiere dell’abito islamico che indossano di loro spontanea volontà. INDOSSARE il velo islamico, oltre ad essere un precetto dell’Islam, vuole essere nel nostro Occidente anche la testimonianza che esiste un tipo di donna alternativa che ha preso coscienza e non si lascia condizionare dal mondo che la circonda.
    Mi rendo conto che parlare con lei di queste cose è come parlare del sesso degli angeli. Ma, non si sa mai, le vie di Allah sono infinite.
    Un saluto cordiale Ammar De Martino

  • roberto

    strana idea quella di giuliana sgrena e del manifesto:far finta che teheran sia parigi del 1789, pensare di stare dalla parte di voltaire contro luigi XVI. Eppure qualche dubbio dovrebbe venire… innanzituto c’è un bel da dire che un cambiamento dallì’interno delle istituzioni della repubblica islamica: posto la stessa autrice ci spiega che l’affluenza alle urne è stata alta, dovrebbe risultar chiaro che quelle istituzioni sono ben accette alla maggioranza degli iraniani e, come corollario (visto che la metà della popolazione è di sesso femminile e che la stragrande maggioranza è giovane) che le conclusioni su come si schierano donne e giovani sono campate per aria; posto che i brogli sono tutt’altro che dimostrati(anche perchè è chiaro che non tutto l’establishment iraniano sostiene il presidente in carica) è altrettanto ovvio che quegli stessi giovani e donne non solo accettano maggioritariamente le istituzioni vigenti, ma anche la presidenza vigente.
    se accettiamo questo quadro, la mobilitazione rivoluzionaria che auscpica la sgrena altro non sarebbe che l’imposizione di una minoranza sopra il volere di una maggioranza: strano modo di intendere la democrazia, no?d’altra parte, non fa una piega: i sostenitori di ahmadinejad e del “regime” sono dei vandeani ignoranti che si annidano nelle campagne e di diritto non capiscono un bel niente!maggioranza o minoranza…cosa importa ai voltaire de il manifesto? peccato che si dimentichi molto facilmente che lo scontro non è così semplice: la realtà è che in iran si gioca una partita molto complessa, fra una parte della società che magari non ha come obiettivo principale la democratizzazione delle istituzioni ma si interessa fortemente alla lotta alla povertà e al liberismo mentre promuove una via allo sviluppo libera dalle ingerenze degli stati uniti e un futuro per il medio oriente libero dal tumore sionista; dall’altra c’è una fazione confinata ai quartieri bene della capitale che quantomeno non disdegna la comunione d’intenti con un candidato della nomenklatura come mousavi, incline a un maggior “dialogo” con l’occidente e a manovre antinflazioniste (eufemismo per dire”contrarie alla spesa sociale”)e che gode evidentemente appoggio dalle potenze occidentali.forse la mia è un’analisi superficiale, però vorrei invitare sgrena e co., così attenti a promuovere rivoluzioni in stati che negano l’espressione di minoranze a essere poi coerenti con sè stessi: l’italia, assieme ad altre democrazie, nega il diritto d’espressione a milioni di persone sul pianeta attraverso occupazioni e bombardamenti; si auspichi allora, nelle pagine de il manifesto, una rivoluzione contro questo stato; si dica che gli attacchi contro le truppe italiane e occidentali sono la legittima espressione della volontà di chi non ha diritto di voto riguardo a dove vengono inviate le truppe di paesi come l’italia. giusto, no? le decisioni della repubblica islamica non prevedono l’espressione di coloro che non riconoscono il velayat el faqih ma ciononostante si impongono a questa parte della società che non ha altra scelta che la rivoluzione per abbattere un regime ingiusto; allo stesso modo intere popolazioni subiscono senza poter interferire le decisioni del governo italiano: che via d’espressione rimane loro?
    provate a sostenere questa tesi, e sperimenterete i limiti della democrazia europea

  • roberto

    noto con piacere che il manifesto si lamenta dello stato delle libertà civili in iran e al contempo pratica la censura…..

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    In Italia invece è stato eletto Berlusconi, la maggior parte degli italiani sono dalla sua parte e io dovrei accettare supinamente qusta situazione, mi dispiace ma non cesserò mai di battermi per i miei principi. E non vedere quello che succede intorno a noi è miopia anche politica e disumanità
    giuliana

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    Di che censura parla???
    g.

  • roberto

    risposta a giuliana
    il paragone non è esatto: la maggioranza degli italiani ha eletto berlusconi(con un margine alto ma non quanto quello di ahmadinejad), ma va detto che nè Lei nè la sinistra istituzionale italiana (pur con tutti i suoi difetti) avete proclamato la sconfitta del governo in carica prima della chiusura dei seggi, non avete denunciato brogli a spoglio appena iniziato e poi rifiutato qualsiasi mediazione delle istituzioni come un parziale riconteggio a spoglio concluso, non siete scesi in piazza appiccando incendi ovunque, non avete auspicato una rivoluzione nè avreste plaudito (spero) a eventuali ingerenze di obama come fa oggi il manifesto nella sua pagina web. miopia politica, secondo me, è applicare certi principi in casa d’altri senza rendersi conto del fuoco che cova sotto le ceneri quando a livello di media internazionali si comincia a parlare senza tante opposizioni di tirannie ecc.

  • alvise

    Confermo quanto scrive Roberto.
    Anch’io ho mandato messaggi che prima sono apparsi e poi sono “scomparsi” dal blog.
    Forse la Signora che lo gestisce non aveva risposte.
    Ne prendo atto.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    mi dispiace di tanta prevenzione nei miei confronti, ero in iraq e non era così facile leggere e soprattutto rispondere , mi sembra che voi non vogliate risposte perché non siete in grado di rimettervi in disussione
    giuliana

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    In Italia finora è ancora possibile, seppur con molte limitazioni, manifestare il nostro dissenso e cercare di affermare un nostro progetto politico, in Iran sono ammesse solo organizzazioni islamiche le altre no, quindi evidentemente c’è una differenza. Comunque non penso che la ripetizione delle elezioni sia un obiettivo che da una prospettiva a questo movimento, perché se si rifanno le elezioni (improbabile) e rivince Ahmadinejad (probabile) che si fa? Il movimento muore, anche se io penso che al suo interno ci siano forze diverse: quelle che vogliono una riforma della repubblica islamica e chi invece propone un superamento del regime dei mullah.
    giuliana

  • marco

    La teocrazia iraniana può anche avere consenso di massa e i suoi critici non essere perfetti. Ma la protesta in Iran ha tutte le ragioni del mondo.
    Non capisco come si possa anche lontanamente sostenere ( mi riferisco ad altri interventi )un sistema politico ( la teocrazia ) che:
    1) Non concede libertà basilari ed elementari ( ma vi sembra che una donna non possa vestirsi come vuole? e poi un uomo si? )
    2) Non ammette ricambio politico ( neanche minimo, e i brogli lo dimostrano )
    3) Viola i diritti in modo pesante ( ad esempio adulterio femminile punito con la morte )
    Al di là di ogni considerazione geopolitica e/o morale…come vi sentireste ad essere “minoranza” in Iran? Non vi ribellereste al sistema che vi circonda, e non c’è ragione ( usa israele talebani liberismo maggioranza caxi e mazzi ) che tenga?!!! L’Iran deve cambiare credo sia indiscutibile

  • Gianpaolo Sartori

    mi pare d’aver capito che la differenza tra la fallaci e la sgrena è lo smalto per le unghie. secondo la sgrena , in pieno relativismo , ciò che va combattuto è il regime dei mullah , appreso come centralità dell’islamismo.
    se in iran , in questo momento avviene una rivoluzione civile qualunque sia il suo motore, è comunque positivo , in quanto destabilizza quel tipo di potere , e si può instaurare un potere occidentale , consono agli idealismi europei.
    e tecnicamente , più morti compie il potere islamico in carica , e più si può optare per una delegittimazione a livello internazionale.

    questo è un agire machiavellico. è , il superare lo strumento , le modalità e la prassi , per arrivare ad uno scopo definitivo.
    ciò che sfugge , è l’azzeramento de l’insegamento , della parola ,del dialogo , della comunicazione , si vorrebbe annientare le generazioni passate , per poter innestare una nuova pianta democratica. è il fallimento di un ideale di sinistra che non riesce a costruirsi se non tramite la distruzione dell’altro. è la follia di chi non trova altra strada se non abbattere colui che non si riesce a convertire.
    questo modo di agire , è nazismo.

    aver oltrepassato la linea d’ombra , senza esservi ritornati , è questa l’immaturità della nostra civiltà occidentale.
    se abbiamo la fortuna di possedere degli strumenti , e di poterli utilizzare , fatichiamo affinchè tra i nostri governanti e i nostri popoli si abbia coscienza della ragione.

    non c’e’ solo la sgrena , ad esserne la mano sinistra e la fallaci ad esserne la mano destra , di una guerra che uccide per il bene sociale ,o altrimenti uccide per un bene economico , che bada bene sono due comportamenti che si distinguono non solo per gli strumenti che utilizzano ma per la moralità che è stata la prima spinta , ma esiste una testa in questa guerra , che non concede autonomia alle propria braccia ed entrambi sono funzionali alla distruzione del mondo.

    perchè la sgrena vuole distruggere il mondo ? quando è nata questa sua idea.

  • antonio

    credo che il popolo iraniano debba trovare la sua strada per emanciparsi senza ingerenze. bisogna invece denunciare che Usa, paesi della Nato, Italia parlino tanto di diritti umani quando stanno seminando di morte l’Iraq, l’Afghanistan e ora anche il Nord Pakistan bombardando e uccidendo cittadini inermi di fronte all’indifferenza dell’opinione pubblica occidentale. per non parlare della politica aggressiva e razzista di Israele. ora l’Iran è il principale nemico di Israele nella regione e aiuta concretamente la resistenza palestinese. le provocazioni, le minacce, i tentativi di aggressione e sovversione interna degli Usa e di Israele sono innumerevoli. io credo che in primo luogo, per favorire un processo democratico in Iran, tutte le persone democratiche e amanti della pace del mondo dovrebbero far sentire la loro voce contro le minacce che provengono all’integrità territoriale e all’autonomia politica dell’Iran, che ricordiamolo, non ha truppe militari fuori dai suoi confini, al contrario degli Usa, di Israele e dell’Italia.

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    quella di giampaolo sartori mi sembra follia pura. non so perché mio scrive ignorando quello che penso e la mia pratica politica. Io sono pacifista e ho sempre operato per il dialogo e la comprensione, per la soluzione dei conflitti attraverso il dialogo, ma nello stesso tempo affermando i diritti universali che rivendicano le donne in tutto il mondo. Io ho passato negli ultimi anni molto tempo nei paesi musulmani e non sono piu disponibile a sopportare le provocazioni di chi non ha idea di che cosa parla. quindi non venite a parlarmi di censura se non daro più spazio alle semplici provocazioni.
    giuliana

  • Gianpaolo Sartori

    credi che io abbia scritto per dare fastidio a te ?
    non c’e’ nessuna provacazione , in nessuna forma e principio.
    questo è uno spazio che tu ti sei ricavata con fatica e tempo , che non nasce dal nulla in un secondo , e a mio avviso hai il diritto di gestirlo come vuoi , con i tuoi criteri ed altro , quindi per me la censura non ha tesi , e non devi sentirti vincolata moralmente nel rispettare aprioristici principi di sorta;

    quando usi la parola follia pura , devi avere scenari ben precisi nella tua mente , ed altri che vivono in quelle zone devono sicuramente avere altri scenari ben precisi.
    è proprio quello stesso tempo a cui fai riferimento che non può far altro che far diventar l’umanitarismo un proclama , una retorica che sostiene altro.
    sono sicuro che l’esperienza sul territorio sia tanto importante da dover essere il fondamento per il destino di un paese , e ne consegue anche altrettanto evidentemente , che i nativi non possono che avere un diritto naturale in tal senso , rispetto pure ad ottimi curriculati internazionali.

    il nome è gianpaolo : ed è da quando sono piccolo che continuano a dirmi che il mio nome è sbagliato.

  • cama

    a tutti i commentatori, un piccolo appello.
    focault nel 1978 scriveva i suoi “taccuini persiani”, osservando con imbarazzata ammirazione, che l’islam era indiscutibilmente il cuore pulsante della “rivoluzione” iraniana. Commentò le fasi che precedettero la caduta del regime dello sha, ne diede la sua visione, a volte errata, ma si espose, pur non conoscendo a pieno l’utopia e l’ideale che avevano elaborato i teorici della rivoluzione. La sua analisi servì per capire un’altra società, e non certo a fermare le esecuzioni che seguirono alla proclamazione della Repubblica islamica. Non dette consigli, si appellò al Primo ministro Mehdi Bezargan perchè nei processi contro i torturatori della Savak e gli esponenti del vecchio regime fossero rispettati i diritti fondamentali, e non venissero a crearsi ultimi tra gli uomini.
    Cerchiamo di creare le condizioni perchè si possano formare dei governi senza le igerenze di altri poteri, o senza il peso costante dell’opinionismo occidentale, e cerchiamo di informare.

  • Katia

    Complimenti per l’articolo.
    Vorrei aggiungere che in una visione prospettica della storia, i perché di tale mobilitazione potrebbero svelarsi tra qualche anno, quando vedremo ciò che avverrà dopo… Inoltre da ormai un paio di anni l’Iran è al centro dei telegiornali…da quando le iniziative belliche dell’Afganistan e dell’Iraq avevano perso il peso internazionale ed economico mondiale..Peccato che il problema sui diritti e sulla non democrazia in Iran non è così recente..
    Katia

  • marco

    Ma veramente…. chi filosofeggia su liberismo, occidentalizzazione e importazione della democrazia e quant altro come i mali tremendi che stanno alle spalle della ribellione iraniana ha una vaga idea di cosa vuol dire vivere sotto la sharia? oltre le questioni geopolitiche e i complotti internazionali non si riesce a vedere il sacrosanto e disperato diritto degli uomini e delle donne iraniane NON TANTO alla democrazia, ma almeno ad una vita quotidiana libera da una oppressione arcaica e assurda da qualunque punto di vista non musulmano? la vita è una, devono viverla da schiavi di un regime e ostaggi delle relazioni internazionali? La risposta non la diamo noi, l’hanno già data loro ribellandosi. Che abbiano alle spalle la cia, contro la maggioranza del paese, che non abbiano futuro, tutto potrebbe essere, hanno solo smesso di essere vittime e sudditi, è la loro opportunità di libertà…si vede che per loro, a differenza di chi pontifica da qui, è la cosa più importante.

  • alvise

    Perchè nessuno (o quasi) si concentra sul fatto che l’estremismo sunnita o quello sciita hanno un tratto in comune : la visione paradisiaca dei primi secoli dell’islam. E a quella vorrebbero tornare.
    La questione del velo, come della sharia o di qualunque tradizione si tratti è sempre un percorso all’indietro, quasi che l’islam abbia paura di confrontarsi con la modernità e col suo ateismo di fatto.
    Può un “non-credente” aiutare un fedele musulmano a riconciliarsi col mondo, la tecnologia, il modello femminile….?
    E se la risposta è “si”, partendo da cosa ?
    Questa è la domanda che rivolgo alla conduttrice del blog, ma anche ai suoi lettori.

  • Sonia

    Malinconia, delusione, dolore e rabbia… questi sono i sentimenti da cui sono animata da sempre, in ogni dove ed in qualsiasi momento i diritti umani vengano negati. E in questi giorni di massacro e sangue nelle strade e nelle carceri iraniane il silenzio dei rappresentanti politici degli Stati Europei, del Governo Americano, delle Ong che tanto dicono di combattere contro pena di morte e torture, credo sia davvero qualcosa di disgustoso. Oggi il mondo intero conosce il volto ed il nome di una bellissima e giovanissima donna Iraniana… ma abbiamo anche solo la più pallida idea del numero, a mio avviso impressionante, di giovani e meno giovani, donne e uomini, che negli ultimi trent’anni sono stati massacrati ed uccisi in Iran in nome degli interessi di pochi e nel nome di una religione che porta in sè i germi dell’odio e della violenza?
    Oggi che i riflettori sembrano spenti sulle case e sulle strade di Tehran, oggi più che mai DOBBIAMO far sentire la nostra voce, la nostra indignazione… se ve n’è ancora… per quello che impunemente e sotto gli occhi di TUTTO IL MONDO stà accadendo in Iran!!! E’ di stamane la notizia dell’esecuzione delle prime condanne a morte di alcuni “oppositori”… e solo il cielo sà quante persone sono già state giustiziate senza che neanche i loro cari ne abbiano ancora avuto notizia.
    Vogliamo continuare a stare a guardare e versare lacrime di coccodrillo?!
    Oggi non possiamo dire “non lo sapevamo”… Credo che se continuiamo a restare inermi di fronte a tali orrori allora indirettamente avalliamo queste atrocità.
    Il G8 dell’Aquila potrebbe essere una buona occasione. Ho sentito che la settimana prossima a Roma è prevista una manifestazione. Approfittiamo di questa occasione per scendere in piazza ed essere idealmente al fianco delle donne e dei ragazzi di Tehran… E se non è prevista allora ORGANIZZIAMOLA! Lancio un appello agli amici dell’Unità e a tutti coloro che leggeranno questo messaggio.
    Ora che la repressione si è fatta più dura, che le condanne e le “punizioni esemplari” si abbatteranno come macete sulle vite di quei ragazzi, non lasciamo che le urla di dolore che alzano da quella terra vengano soffocate nel buio e nel sangue delle prigioni.

  • desiree land

    per giove! sempre peggio!…..ma sonia… quello che ti anima è la violenza repressa credimi.

  • Melina

    Chiedo per la seconda volta che fine ha fatto l’articolo sul velo che ho mandato?

  • http://mir.it/servizi/ilmanifesto/islamismo/ giuliana

    a melina, io sul mio blog pubblico quello che ritengo interessante e non quello che viene copiato da un altro blog
    giuliana