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Lo scienziato borderline

Libertà per Turi, combattente di pace

Turi libero

Turi libero

Turi Vaccaro è libero. Oggi è stata disposta la scarcerazione di Turi, l’attivista per la pace, già conosciuto per le sue azioni contro le basi militari, la lotta no muos e la lotta no tav.

L’udienza per il suo processo è fissata per febbraio 2015. Il giudice, oggi, ha tuttavia anche disposto il divieto di dimora.

L’avvocato di Turi, e i resistenti nomuos che l’hano seguito e supportato ora per ora, facendo anche ieri un presidio di solidarietà davanti al carcere di Gela, oltre che tutte le persone libere come lui, possono tirare un parziale sospiro di sollievo. Si paventava infatti la convalida dell’arresto e il processo immediato: in quel caso per Turi si sarebbero aperte le porte del carcere per un periodo non breve, considerando i capi di imputazione. Inoltre, quel grande piccolo uomo era in sciopero della parola e i giudici, gli avvocati e il pm hanno dovuto faticare non poco per comprenderlo, tra gesti e biglietti scritti. 

Un resistente nomuos, che non cito perché so che non tiene a queste prebende, ma che è lo stesso al quale ho preso la foto (che in questi due giorni ha fatto il giro di internet) e che è riportata nella precedente versione di questo articolo qui sotto, ci scrive, un’ora fa:

Noi andiamo a prendere Turi! Per chi volesse venire tra mezz’ora ci trovate davanti il carcere di Gela.

E poi:

Turi è di ottimo umore, canta e, per l’occasione, sta parlando. Soggiornerà alla pagoda buddista di Comiso, ospite del monaco Morishita.

Bene. Siamo anche noi di ottimo umore. E stiamo cantando pure noi.


Qui di seguito quanto abbiamo scritto due giorni fa, confermato. Parola per parola. A parte il fatto che, evidentemente, Turi non è solo. E’ il solo a fare certe cose, ma non è solo. Ognuno faccia la sua parte, come mi pare sia stato fatto in questi due giorni.

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                                                         Turi Vaccaro oggi in croce contro il MUOS. Foto di Fabio d’Alessandro


Turi Vaccaro, attivista per la pace, no muos, no tav, è oggi in croce.

Oggi – 2 dicembre –  è entrato nella base della morte americana del MUOS a Niscemi, quella stessa sulla quale basano la loro carriera di onori e prebende – avallandone di fatto la costruzione abusiva – i governanti dello stato collaborazionista italiano, il signor Marciaindietro Rosario Crocetta, tutti gli inutili valvassori e valvassini siciliani, gli scienziati e scienziatini di regime, i sacerdoti ed aruspici del “Non è di mia competenza”, i professionisti del “Tua Culpa”.

Turi è rimasto da solo, a lottare. Entra, da solo. Da solo cerca di disattivare le antenne assassine della base NRTF, strumento di guerra e di morte.

Da solo, riesce a spegnere la mega-antenna da 46 kHz alta 150 metri, lo sfregio più evidente alla natura del Sughereta di Niscemi, la stessa che i signori tecnici dell’ARPA Sicilia sostengono non essere pericolosa, aggrappandosi ad un baco legislativo per cercare di coprire la loro condotta.

Prima Turi pianta i suoi semi della speranza e della pace dentro la terra italiana della base sottratta all’Italia.

Viene malamente sbattuto a terra dagli americani, è poi da questi passato alla polizia dello stato collaborazionista che lo porta via.

Turi rifiuta gli arresti domiciliari, sempre come gesto estremo; viene trascinato e rinchiuso a forza nel carcere di Gela.

L’Italia e la Sicilia, nel frattempo, si preparano al Natale.