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FranciaEuropa

Libertà limitate: punita l’ “intenzione” di commettere reati

La scorsa notte, l’Assemblea ha approvato la proposta di legge di Christian Estrosi, neo-ministro e sindaco di Nizza, che punisce fino a 3 anni di carcere e 45mila euro di multa la “partecipazione” a una banda violenta. Una legge “inutile”, “pericolosa” e per di più “inapplicabile” secondo l’opposizione. venticinque organizzazioni e partiti chiedono che venga riitrata. La legge punisce “il fatto di partecipare, in conoscenza di causa, a un gruppo, anche costituito in modo temporaneo, che persegue l’obiettivo, caraterizzato da uno o più fatti materiali, di commettere violenze volontarie contro persone o distruzioni o degradazioni di beni”. In Francia già esiste un articolo del codice penale (450-1) che punisce l’associazione a delinquere, una legge che viene applicata per reprimere il grande banditismo o il terrorismo. Ma con la legge Estrosi viene fatto un passo ulteriore: viene punita, preventivamente, la pericolosità presunta di un gruppo di persone. La nuova legge introduce il concetto giuridico di responsabilità collettiva, prima che ci siano dei fatti reali. Manda all’aria la presunzione di innocenza. Ma per il relatore, questa “infrazione deve facilitare lo smantellamento di bande, prima che siano commesse violenze”. Michèle Alliot-Marie,  ministra della giustizia (che fino a una decina di giorni fa era agli interni) afferma che “non si tratta di limitare le libertà, ma di proteggere la gente”. L’opposizione protesta, perché ritiene che il testo di legge, non definendo che cosa sia un “gruppo”, apre la porta a tutti gli arbitri da parte della polizia. Potrebbero venire repressi anche gruppi politici, dei cittadini che si riuniscono per protestare e rivendicare dei diritti.  Il testo prevede anche, come circostanza aggravante, il fatto di dissimulare il volto, per esempio con un passamontagna.

Il governo ha approfittato della paura diffusa nella società da statistiche che parlano dell’esistenza di 2453 “bande” in Francia: una cifra fornita dai servizi segreti, ma che resta inverificabile, visto che le “bande” pososno essere temporanee e i gruppi di giovani che si formano di volta in volta nei quartieri difficili non sono stabili. Secondo uno studio dell’Open Society Institute, la fondazione del miliardario George Soros, in Francia la polizia controlla maggiormente gli individui appartenenti alle “minoranze visibili”: secondo un’indagine realizzata tra ottobre 2007 e maggio 2008 alla gare du Nord e nel quartiere delle Halles, un arabo ha 7,8 probabilità di più di un bianco di farsi controllare da un agente. Un nero 6 volte di più. Il 47% delle persone a cui la polizia controlla i documenti sono giovani vestiti con abiti che rimandano a diverse “culture giovanili”  (dai gotici ai punk), mentre queste non rappresentano che il 10% della popolazione. E visto che due persone su tre vestite con abiti cosi’ connotati, come lo sweat con cappuccio, appartengono alle “minoranze visibili”, il calcolo è presto fatto: l’inchiesta statistica conferma l’impressione dei giovani delle banlieues, che si sentono presi di mira dalla polizia.