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losangelista

Lezione di dissenso

http://www.youtube.com/watch?v=o2aVbKByOTc

Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles. Alla folla di “occupanti” Reich ha detto: “Questo movimento non puo’ finire, nulla lo puo’ fermare ora che e’ cominciato”, paragonando il movimento di protesta a quello pacifista e per i diritti civili degli anni 60. Con quelli,   ha aggiunto Reich, “avete in comune l’indignazione morale che sostiene un movimento anche in  assenza di rivendicazioni precise”, riferimento alla critica ricorrente al movimento di non esprimere obbiettivi  specifici. In una microlezione di macroeconomia Reich ha poi percorso le tappe che hanno portato all’attuale crisi. Per volume, l’economia di oggi, ha sottolineato, e’ tre volte quella del 1980. Ma a fronte della concentrazione della ricchezza verso l’alto, il salari sono rimasti congelati mentre la gestione liberista della globalizzazione ha devastato i diritti dei lavoratori. Il vangelo dei tagli alla spesa e alla rete sociale e’ quindi apocrifo: senza una piu’ equa distribuzione del benessere non ci potra’ essere ripresa. “Chi dice la verita’ viene accusato di incitamento alla guerra classe. Ma il sistema e’ chiaramente incrinato e deve essere  riequilibrato come fecero i progressisti all’inizio del ‘900, Roosevelt negli anni ’30 e il movimento degli anni ’60 per quello che riguarda i diritti civili.” “Si tratta” ha concluso Reich che dopo l’intervento ha ricevuto parecchie domande e non poche critiche all’indirizzo delle politiche clintoniane a cui risale la liberalizzazione della finanzna che ha portato al disastro, “ di salvare il capitalismo da se stesso perche’ non puo’ funzionare con questo tipo di polarizzazione del benessere.  Ne va dell’economia e della democrazia”.