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L’Europa preme: la Grecia assista i migranti

Dopo il public statement del Comitato anti-tortura (Cpt) del 15 marzo, stavolta è Thorbjorn Jagland, il segretario generale del Consiglio d’Europa, a sostenere pubblicamente la necessità che la Grecia “migliori immediatamente” il trattamento e le condizioni di detenzione dei migranti irregolari. Sabato 18, Jagland ha scritto una lettera aperta al primo ministro greco George Papandreou resa nota dal Consiglio.

Il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa (Cpt) ha pubblicato, lo scorso martedì, una dichiarazione che descrive le condizioni dei migranti irregolari detenuti in Grecia come disumane degradanti.

E’ la prima volta dalla fondazione, nel 1989, che il Cpt compie un passo di questo genere verso un paese dell’Unione europea e in tempi di “pace” su una questione ordinaria come l’immigrazione (le altre 5 denunce pubbliche hanno coinvolto la Turchia per i curdi e la Russia per la Cecenia).

“Siamo al corrente delle numerose difficoltà che la Grecia si trova oggi ad affrontare – scrive Jagland – in particolare con il moltiplicarsi del numero di migranti in situazione irregolare che entrano nel suo territorio attraverso le frontiere terrestri. L’Europa deve mostrarsi solidale e apportare alla Grecia il sostegno necessario al fine di gestire questa situazione. Ho più volte affermato che i paesi europei dovrebbero astenersi dal rinviare in Grecia i richiedenti asilo e i migranti irregolari fin quando non siano garantite condizioni di trattenimento adeguate. In tal senso, la Grecia può contare sulla piena assistenza e sul sostegno del Consiglio d’Europa. Mi unisco inoltre all’appello lanciato dell’Unione europea di assistere le autorità greche nel loro sforzo di un progressivo miglioramento dei luoghi di detenzione del loro paese”.

Ecco il testo della lettera (pdf in inglese).