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L'urto del pensiero

L’Europa non esiste!

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Sull’Europa, ormai, ci si può esprimere unicamente nei termini con cui Stendhal parlava di Dio: «Essa ha la sola scusa di non esistere!».

Rigorosa e implacabile quando si tratta di colpire e coartare i suoi componenti più deboli, indifferente o persino correa quando dovrebbe biasimare chi innalza muri razzisti.

Un Leviatano che agisce monolitico e senza scrupoli contro i governi che provano a far valere il responso popolare, ma di fatto anche contro quei cittadini che appartengono alle fasce sociali più deboli e in difficoltà.

Dall’altra parte, invece, duttile e perfino generosa se è il caso di intervenire per salvare le banche e tutelare gli affari delle grandi agenzie finanziarie.

Politicamente miope, per non dire sciagurata, quando si tratta di imporre alla Grecia condizioni devastanti e umilianti, che ricordano molto da vicino le dinamiche con cui il Trattato di Versailles pose le basi per una Germania che si sarebbe di lì a breve consegnata alla «soluzione» nazista.

Irritante e sospetta quando rifiuta in blocco le proposte del governo greco per far fronte al debito. Fra cui quella di tagliare quegli armamenti che, secondo un’inchiesta dell’autorevole settimanale tedesco Die Zeit, è la Germania a fornirle per un importo economico (più di sette miliardi di euro) che fra i paesi Nato è secondo soltanto a quello degli Stati Uniti.

Molto meglio, evidentemente, imporre alla Grecia di tagliare la spesa sociale (le pensioni in primis) e il welfare state, in perfetta sintonia e continuità con i dogmi che la teologia economica liberista ha attuato quando i rapporti di forza glielo hanno consentito.

Di quale Europa dovremmo parlare, allora, se essa si materializza soltanto attraverso una Troika (Commissione europea, Banca centrale e fondo monetario internazionale) che, stando alle parole del premio Nobel Joseph Stiglitz (The Guardian, 29 giugno 2015), impone alla Grecia «politiche regressive e punitive», salvo concedere prestiti il cui importo largamente maggioritario viene utilizzato per liquidare i creditori privati (incluse le banche tedesche e francesi)?

Stiamo parlando del medesimo Stiglitz che, a ridosso del Nobel che gli fu conferito quasi quindici anni addietro, scrisse un libro (Globalization and Its Discontents) in cui, fra le altre cose, si dimostrava come a essere sprofondati nella povertà erano quei paesi del mondo (in primis l’Argentina) che avevano applicato gli stessi dogmi del «fondamentalismo del mercato» che la Troika impone oggi al governo greco (oltre che a buona parte dei governi europei).

Al di là di tutto, quindi anche al di là delle responsabilità storiche che i governi greci potrebbero portare sulle spalle, è evidente a ogni persona equilibrata e priva di pregiudizi che ci troviamo di fronte al dominio della logica economica su quella politica.

I diktat liberisti, di cui si fa portavoce e giudice impalcabile la Troika, vengono imposti col benestare (e col beneficio) dei paesi più potenti (Germania e Francia su tutti, a loro volta ovviamente dispensati da quegli stessi diktat), secondo una logica che risponde a criteri esclusivamente economici e finanziari, criteri incuranti dello stato sociale, del benessere dei cittadini che abitano l’Europa, incuranti soprattutto di quel modello di stato sociale e democratico che ha rappresentato storicamente una peculiarità europea quando ancora non si discuteva minimamente di Europa unita.

Non occorre citare i grandi classici del pensiero giacobino o socialista, per comprendere che siamo dominati da logiche economiche che mortificano e annullano il concetto stesso di polis.

È sufficiente leggere uno qualunque dei «contrattualisti» moderni (cioè dell’epoca in cui sono nati gli Stati come li conoscevamo fino a ieri) per comprendere che «politica» è quella dimensione in cui i cittadini si sottomettono volontariamente a un potere superiore (lo Stato e quindi il Governo), ma perché quest’ultimo operi a protezione e tutela dei cittadini stessi nonché in vista del bene comune («common good», secondo le parole di John Locke).

Ben diversa è la dimensione economica che oggigiorno pervade e domina ogni aspetto del consorzio sociale: in essa vigono la legge del più forte (la libera concorrenza è questo, in buona sostanza) e la ricerca del profitto infinito e a tutti i costi.

Quando la politica guida e controlla la dimensione economica, i danni e le ingiustizie sociali trovano un potere frenante.

Quando ciò non avviene, come nella pseudo Europa unita in cui ci troviamo a vivere, dove a rappresentare il termometro di ogni valore e agire sociale è l’economia, il bene comune dei cittadini viene ignorato e sottomesso.

Uno stato che ignora il bene comune dei propri cittadini non è uno stato.

Ecco perché l’Europa non esiste, né esistiamo noi in quanto cittadini europei.

Si tratta di una maschera ipocrita e funesta. Di una situazione che più tempo continuerà in queste forme assurde, liberticide e antidemocratiche, e maggiori possibilità avrà di generare quei mostri che l’Europa non ancora tale ha già vissuto agli inizi del XX secolo.

  • Harken

    Come ho già scritto nel richiamo su FB a quest’articolo: BRUTTISSIMA, la bandiera dell’EU reminiscente del Terzo Reich. È la prima volta che m’imbatto nel materializzarsi della “Legge di Godwin” sotto forma di figura.

    Bruttissima, perché qualunque cosa si voglia e si possa pensare dell’Europa attuale – a guida de facto prevalentemente teutonica -, essa non c’entra comunque nulla con il Terzo Reich e l’imperialismo assolutista e razzista della Germania di quell’epoca. Qualunque argomentazione, poi, sia inserita e svolta nell’articolo, quello che spicca prima di tutto è la svastica di stelle UE. E poiché IO CREDO nell'”Impresa Europea” e MI SENTO un cittadino europeo – pur con tutti gli enormi limiti che la costruzione dell’Europa Unita politica attualmente evidenzia -, quella figura mi offende, perché allude alla possibilità che io, insieme a chiunque altro la pensi come me, in fondo sia uno dei “volonterosi carnefici” di Merkel (che rappresenta il nuovo Hitler, evidentemente) e Schauble (che invece – si presume – sarebbe l’erede di Schacht).

    Comunque la si voglia mettere, lo trovo grottesco…

  • Bianca

    Bisogna avere il coraggio di vedere cosa accade. La BCE stampa moneta a debito per gli stati per mediazione dei politici e la bce è sovrana cioè totalmente autonoma nel creare questo debito e richiederlo indietro con gli interessi. È unica proprietaria assoluta degli euro che circolano. La BCE è composta dalle banche nazionali che però non sono più statali ma sono composte dall’insieme di banche private. Per farla breve a decidere se un vecchietto di Atene può avere la pensione per mangiare sono banche private. Il debito non si paga con il debito, questo accordo con la Grecia non è che la consegna dell’ultima dose di veleno letale.
    Considerando le “riforme” che vengono chieste agli stati e la totale sottomissione dei governi nazionali, dire che l’Europa è solo un’unione di banche non è una definizione approssimativa di chi è stufo di pagar tasse ma è la pura realtà.
    Vorrei essere orgogliosa di essere una cittadina europea ma mi sento solo vittima di una mega truffa. Il tasso di suicidi è aumentato moltissimo, la dignita umana viene schiacciata ogni giorno, molti si tolgono la vita, molti rinunciano alla propria umanita per sopravvivere. Fin quando il cardine dell’unione sarà la moneta e non l’uomo, l’Europa non esiste.

  • kallisto61

    Un paese la cui classe dirigente si autoassegna stipendi di due, tre quattro, fino a dieci volte superiori a quelli della classe dirigente tedesca (ovvero i chiamati in causa) è un paese imperdonabile. Per assegnarsi quegli stipendi esosi quella classe dirigente non esita a portare alla fame la popolazione. UNa classe dirigente non in grado di essere virtuosa, collusa con mafie e affaristi per debolezza e scarso senso morale. Forse sta tutta qui la colpa che ci “fanno scontare” i secchioni tedeschi. Rammento che un politico tedesco prende un terzo dello stipendio di uno italiano, un manager tedesco non può prendere oltre a una certa cifra rispetto allo stipendio del suo operaio meno pagato. In Germania non c’è l’IMU gratis per la chiesa, non esiste il finanziamento ai partiti e all’editoria…e l’economia va meglio. In Germania, se un politico scopiazza la tesi di laurea è costretto a dimettersi nell’onta. Qua da noi, coi nostri soldi, si sbiancano lo sfintere.

  • kallisto61

    credo si tratti solo di propaganda becera per infiammare i tanti animi di nostalgici della resistenza purchessia, dimentichi che i principali responsabili della crisi italiana e greca, li abbiamo in casa nostra e parlano la nostra lingua.