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FranciaEuropa

Letteratura: un software per smascherare i plagi

Mentre il mondo letterario francese discute del contenuto dell’ultimo libro di Marie Darriussecq – un saggio erudito per decifrare la psicologia del plagio, di cui la scrittrice è stata due volte accusata – una ricercatrice dell’università di Tours sta mettendo a punto un software complesso, in grado di smascherare i casi di plagio. Hélène Maurel-Indart, professore di letterarura e autrice di Plagiat, les coulisses de l’écriture (La Différence), sta lavorando, con altri collaboratori, a un sistema di “modellizzazione dello stile”, che possa mettere in evidenza non solo le similitudini di vocabolario, ma anche il plagio dello stile di uno scrittore. Il compito non è facile, perché in letteratura, come nelle arti visive del resto, la copia puo’ essere anch’essa una forma di opera d’arte (dal 5 febbraio al 25 aprile, ci sarà per esempio al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris una mostra della statunitense Sturtevant, che fa parte del movimento degli “appropriazionisti” degli anni ’80 e che ha replicato opere di Warhol, Jasper Johns, Duchamps, Beuys, Franck Stella o  Gonzalez-Torres e per questo non è considerata una plagiatrice ma un’artista a pieno titolo).

Per Hélène Maurel-Indart, il suo software permetterà delle rivelazioni storiche. Potrebbe chiarire, per esempio, se davvero La princesse de Clèves, il famoso libro di Madame de Lafayette diventato un best seller nel 2009 dopo gli insulti che gli aveva riservato Nicolas Sarkozy, non sia stato invece scritto da La Rochefoucauld, come alcuni pensano. Potrebbe servire a derimere la vecchia controvesia tra Molière e Corneille. Intanto, Marie Darrieussecq si difende, con Rapport de police (POL) dalla doppia accusa di plagio. Nel ’98, Marie N’Diaye, premio Goncourt 2009, l’aveva accusata di essersi pesantemente ispirata a due suoi romanzi  (Un temps de saison e La Sorcière) per scrivere Naissance des fantômes. Nel 2007, Camille Laurens, che ora pubblica un libro che fa riferimento a questa vicenda (Romance nerveuse, Gallimard) che l’avava portata ad abbandonare l’editore POL, aveva accusato Marie Darrieussecq di “plagio psichico” per il libro Tom est mort.

  • I l partigiano Johnny

    Il programma andrebbe applicato alle pubblicazioni di una ex collaboratrice del Manifesto. Che ha fatto carriera all’università copiando i libri degli altri. E che i compagni della redazione hanno ingenuamente accolto ritenendola una firma di prestigio. Salvo accorgersi dell’imbroglio quando ormai era troppo tardi. Ma noi siamo fatti così. Poi ci chiediamo perché siamo condannati alla sconfitta…