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Rovesci d'Arte

Leonardo, un malato grave

È il supporto in legno, costituito da dieci assi di pioppo non di prima qualità, la malattia che inficia lo stato di conservazione e crea seri problemi al capolavoro leonardesco «L’Adorazione dei Magi». Quell’opera, rimasta incompiuta

e custodita agli Uffizi, è ricoverata presso l’Opificio delle Pietre Dure fin dal novembre scorso e adesso verrà sottoposta a restauro. Il sovrintendente dell’Opificio Marco Ciatti ha spiegato che quel legno «ha cercato di incurvarsi, ma, incontrando il contrasto rigido della traversa centrale, si è aperto con una serie di fenditure che arrivano al di sotto degli strati pittorici e che, in alcune zone, hanno già prodotto rotture sulla superficie». Questo fenomeno è ancora in atto e la pittura sui due lati di ogni fenditura è «sottoposta a un processo di compressione che può causare delle cadute di colore». «La difficoltà di un restauro – ha aggiunto Ciatti – non è correlata con la maggiore o minore fama dell’artista da ‘curare’”. Qui per esempio, come elemento di criticità, c’è anche il dover affrontare la pulitura di un dipinto non finito. Diversi quindi gli aspetti che rendono l’operazione sull’”Adorazione dei magi” particolarmente delicata, ma Ciatti è fiducioso e rassicura sulla buona riuscita: si procederà con l’alleggerimento della rigidità dell’attuale controllo tergale; e poi verrà fatta una leggera e graduale pulitura della superficie, interamente condotta all’interno dello spessore dei materiali non originari, aggiunti nei precedenti restauri, in modo da eliminare il rischio di strappi superficiali e rendere più chiaramente percepibili i valori figurativi ed espressivi di questo dipinto. Oltre l’intervento di restauro, il progetto di conservazione prevede la realizzazione di una cornice con una scatola climatica posteriore che assicuri una maggiore stabilità al supporto, limitandone lo scambio di umidità con l’ambiente quando l’opera tornerà agli Uffizi.