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Quinto Stato

L’eldorado dei lavoretti: un autista Uber guadagna 3,37 dollari all’ora

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Ricerca dell’Mit negli Stati Uniti. La maggioranza dei conducenti guadagnano meno del salario minimo e molti finiscono per perdere soldi e indebitarsi. Questo è il futuro del lavoro in Italia. Per molti anche il presente

Gli autisti di Uber e Lyft negli Stati Uniti guadagnano in media 3,37 dollari all’ ora prima delle tasse. Lo sostiene un nuovo rapporto pubblicato dal Massachusetts Institute of Technology’s Center for Energy and Environmental Policy Research secondo il quale la maggioranza dei lavoratori ride-share vivono al di sotto del salario minimo. Molti di loro lavorano e non guadagnano. Anzi, perdono soldi. La legge del capitalismo contemporaneo: per lavorare ormai, bisogna pagare le gigantesche multinazionali che accumulano profitti giganteschi e svettano a Wall Street.

I ricercatori dell’Mit hanno realizzato la loro inchiesta interrogando più di 1.100 conducenti per le aziende. Il lavoro tiene conto dei costi di assicurazione, manutenzione, riparazione, carburante e altri e ha stabilito che il 30% dei conducenti perde soldi, e non guadagna, mentre il 74% guadagna meno del salario minimo nei loro stati.

I risultati hanno sollevato nuove preoccupazioni sugli standard di lavoro nell’economia digitale in piena espansione. Aziende come Uber e Lyft continuano a non modificare le loro politiche di declassificazione e confusione tra le tipologie di lavoro: trattano i loro autisti da appaltatori indipendenti, invece che come lavoratori parasubordinati intermittenti, con pochi o nulli diritti e protezioni.

Gli autisti guadagnano una mediana di 59 centesimi a miglio e sostengono un costo mediano di 30 centesimi a miglio. Quasi un terzo dei conducenti sostiene costi superiori alle entrate. Il rapporto dell’Mit sostiene che il guadagno medio del conducente è di 661 dollari al mese.

La maggior parte dei conducenti usa i veicoli sia per uso personale che per lavorare per le piattaforme digitali. Così facendo la maggior parte delle miglia che coprono sono per lavoro. Fatto che può portare a significativi costi sul breve e lungo termine. Considerati i costi di manutenzione, e il deprezzamento dei veicoli, ciò che fanno è indebitarsi per pagare le spese o i prestiti necessari per acquistare la macchina.

I conducenti possono utilizzare una detrazione ai fini fiscali ( 0,54 centesimo a miglio nel 2016) che supera i costi mediani di 0,30 a miglio. A causa di questa deduzione, la maggior parte dei i conducenti dichiarano profitti che sono inferiori. I conducenti possono dichiarare un reddito imponibile di 175 dollari e non di 661 dollari. Il 74% del loro reddito digitale non è tassato.

Il report dell’Mit conferma il regime di separazione in cui viene esercitano il “gig work” (“lavoretto”) sulla piattaforma digitale. La separazione è duplice: Uber e Lyft conoscono quanto pagano ogni autista, ma non sanno se i conducenti guadagnano un salario aggiuntivo da un concorrente e ciò che gli autisti spendono effettivamente per utilizzare i loro veicoli. Il singolo conducente può osservare con precisione le proprie entrate e i costi operativi, ma non è al corrente se sono rappresentativi di altri conducenti o altri veicoli.