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Rovesci d'Arte

Le teste maori tornano a casa

Un resto umano dal sapore horror divenuto “opera d’arte” e un lungo contenzioso su quella reliquia che viene finalmente rispedita al mittente, al suo “proprietario”. Da ieri, le venti teste maori mummificate che erano state comprate dalla Francia nell’Ottocento francesi sono tornate ad appartenere alla Nuova Zelanda. I resti  sono stati restituti ufficialmente a Parigi durante una cerimonia che si è tenuta al museo de Quai Branly, dedicato alle arti d’Africa, Asia, Oceania e Americhe: il parlamento francese aveva già autorizzato la loro restituzione un anno fa. Le teste maori verranno spedite al museo Te Papa di Wellington nei prossimi giorni. A fare da apripista era stata la città di Rouen che aveva prelevato una testa maori tatuata dal suo museo di storia naturale (era stata lì per quasi 140 anni) e l’aveva rimandata a casa. L’operazione sta interessando tutto il mondo dato che sono almeno cinquecento i reperti sparsi nei diversi paesi e Inghilterra e Stati uniti hanno già “mollato” quelle “toi moko” – questo il nome originario –  frammenti mummificati ritenuti sacri in Nuova Zelanda. Le teste – che hanno un illustre precedente, la restituzione del corpo della Venere ottentotta nel 2002 al Sudafrica – arriveranno il 26 gennaio al museo Te Papa, dove si svolgerà una cerimonia in presenza del re Tuheitia Paki.