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losangelista

Le squadracce del LAPD

Tatuaggio degli sceriffi “jump out boys”

Negli anni caldi delle “gang wars” le guerre fra gang  che hanno infiammato South Central e East LA negli anni ‘80 e ‘90, ai ragazzi dei vasti quartieri neri e ispanici di Los Angeles la polizia era nota come la “gang in black” – non solo per le uniformi nere, ma per le tattiche impiegate dai poliziotti per combattere le gang. Gli agenti del LAPD – bianchi quasi tutti – pattugliavano i quartieri contendendo il “territorio” ai gangster, punendo le trasgressioni  a manganellate  e con incursioni che spesso finivano in sparatoria. Comportandosi insomma come una vera  e propria gang rivale piu’ che una forza d’ordine. L’apporiccio sta nel DNA della polizia cittadina dai tempi del famigerato Gangster Squad istituito negli anni 40 per “scoraggiare” le inflitrazioni dei mafiosi di New York e Chicago senza guardare troppo per il sottile. Le squadracce della polizia hanno ispirato il noir da Chandler a James Ellroy ma sono anche rimaste parte attiva della cultura interna della polizia come ha dimostrato lo scandalo “Rampart” il giro di violenze, spaccio, prostituzione e protezione gestito da una confraternita di agenti dell’omonimo commissariato di Los Angeles; un gruppo di agenti malavitosi che sfoggiavano identici tatuaggi di appartenenza.

il tattoo di Rampart

La citta’ oggi e’ piu’  tranquilla grazie soprattutto alla tregua fra gang che bene o male ha tenuto e al generale declino del crimine. Ma i tempi non sono poi cosi’ cambiati, almeno per alcuni poliziotti come ha rivelato la recente scoperta di una gang interna allo Sheriff’s Department– l’altro principale corpo di polzia. I Jump Out Boys prendono il nome da un nomignolo usato nel ghetto per i poliziotti che saltano al volo dalle auto, armi in pugno. Anche loro avevano il loro tatuaggio, variazione sul design di Rampart, conferito dopo l’iniziazione e che, dopo la prima vittima confermata di un agente in una sparatoria, prevedeva l’aggiunta di un filo di fumo che usciva dalla canna della pistola. Proprio come avviene nelle gang. Ma a ben vedere poi il problema non sono tanto queste sacche mafiose, le piccole massonerie violente che continuano ad esistere all’interno della polizia pu’ celebrata dai film, ma un concetto stesso di polizia e ordine pubblico che incorpora la violenza, volentieri preventiva, come mezzo di “dissuasione”  e controllo sociale “del territorio”. E’ insomma lecito sparare a chi non si ferma ai posti di blocco,  a chi non esegue gli oridini e al limite a chi scappa – nel dubbio vale il classico ‘sospetto di minaccia incombente’. Un approccio che lo scorso anno, durante appunto una flessione statistica della criminalita’,  ha prodotto un numero record di morti ammazzati dalla polizia: 54, il 70% in piu’ dell’anno precedente.

  • bozo4

    Allora: io non dico che l’ America deve diventare come l’ Europa. Ma analogamente credo che sarebbe un errore che noi si diventi come loro. Il mondo è bello perché è vario, proprio quello che le migrazioni a fini di schiavismo stanno uccidendo.