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FranciaEuropa

Le religioni difendono la laicità

Tutte le religioni di Francia scendono in piazza a difesa della laicità. A pochi giorni dal “dibattito” voluto dall’Ump, il partito di Sarkozy, che doveva essere una grande discussione nazionale e che si è ridotto a un convegno di poche ore il 5 aprile, i dirigenti delle sei principali religioni – cattolici, protestanti, ebrei, musulmani, ortodossi e buddisti – hanno firmato un testo comune pubblicato oggi dal quotidiano La Croix. Scrivono: “la laicità è uno dei pilastri del nostro patto repubblicano, uno dei supporti della nostra democrazia, uno dei fondamenti del nostro voler vivere assieme. Cerchiamo di non delegittimare questa preziosa conquista”. I religiosi mettono in guardia contro “amalgami e rischi di stigmatizzazione”. Anche se “il dibattito è sempre segno di salute e vitalità”, si chiedono se “un partito politico, fosse pure di maggioranza, è la buona istanza per condurlo da solo?”.

Le religioni sono preoccupate per la piega che sta prendendo il “dibattito”, voluto dall’Ump e che fa seguito a quello dell’anno scorso, dedicato all’ “identità nazionale”.  Alla luce di quello che è successo alle elezioni cantonali, e la scelta dell’Ump di rifiutare il fronte repubblicano in caso di ballottaggio tra un candidato di sinistra e il Fronte nazionale, anche le chiese si preoccupano della deriva estremista che sta prendendo il partito di Sarkozy, per volontà  del presidente. Non tutti sono d’accordo su questa svolta e l’Ump si sta lacerando su questa questione. Ma Sarkozy, che teme, stando ai sondaggi, di non riuscire ad arrivare al secondo turno delle presidenziali nel 2012, punta sulla seduzione dell’elettorato dell’estrema destra, che è in crescita.   Il “dibattito”, che in un primo tempo avrebbe dovuto essere dedicato all’ “islam in Francia”, dovrebbe quindi servire a brandire la “laicità” per limitare la visibilità dell’islam. Di qui i timori, ben reali, di derive di stigmatizzazione. L’11 aprile entra in vigore la proibizione del burqa in tutto lo spazio pubblico, mentre per  il nuovo ministro degli interni, Claude Guéant, anche i “segni religiosi” (il velo, ma di conseguenza anche la kippa o una catenina con la croce) dovrebbero venir banditi non solo, come è già per legge, per gli impiegati pubblici, che non devono manifestare nessuna appartenenza religiosa ostentatoria, ma anche  per gli utenti dei servizi (ospedali, ma se interpretato alla lettera potrebbe riguardare persino gli uffici postali o i trasporti pubblici).  Guéant,  da poco responsabile degli interni, si è già distinto per una serie di affermazioni che hanno convinto Marine Le Pen a proporgli l’adesione al Fronte nazionale. “I francesi non hanno più l’impressione di essere a casa propria” è una di queste.

  • Ahmed

    Piu’ che manifestazione per la laicita’ a me sembra un patto tra bande religiose per spartirsi il territorio, in stile Cosa Nostra.
    Mi sembra si faccia confusione tra la spinta laicista, piu’ che laica, dell UMP con le posizioni di chi vuol far passare l’idea che la Francia appartenga ad una sola religione (quella cristiana) propria della Destra di Le Pen.
    Le due posizioni sono agli antipodi.
    Nulla di male se si proibiscono i segni religiosi ostentati, tra i funzionari pubblici. Pensate se uno andasse al lavoro con la spilletta della Lega Nord o con la sciarpa del Milan: sarebbe quanto meno di imbarazzo per gli utenti che si trovassero un funzionario schierato contro i loro orientamenti.
    I movimenti religiosi continuano a muoversi con arroganza assoluta, non tollerando alcun controllo sociale, ma ponendosi nei confronti della societa’ civile come se veramente fossero gli interpreti di volonta’ divine (di divinita’ immaginarie, ovviamente). Per troppo tempo si e’ tollerata una zona franca della ragione per le religioni.
    Ma le religioni non sono tutte uguali, sono tutte diverse l’una dall’altra essendo affatto differente l’ideologia (teologie) sulla quale basano il loro credo. E diverso e’ il rapporto con gli apparati Statuali. Forti della conoscenza storica di 1400 anni, si puo’ affermare con tranquillita’ che l’ideologia islamica sia la piu’ pericolosa, in questo momento storico, nell’attacco alle liberta’ civili ed alla laicita’.
    Se la Sinistra non e’ in grado di agire, per ignavia o ignoranza, lascera’ alla Destra questa battaglia.

  • Valter Di Nunzio

    Condivido il giudizio dell’articolo sul tenore di piccolo cabotaggio elettorale di questo dibattito voluto dall’UMP, PERALTRO CON UNA IMPLICITA MA EVIDENTE CONNOTAZIONE ANTI-ISLAMICA che non è passata inosseravata anche ai più “moderati”.
    Mi stupisce un pò (ma non troppo..) che Ahmed veda che “movimenti religiosi continuano a muoversi con arroganza assoluta, non tollerando alcun controllo sociale…” in società come quelle dell’Europa Occidentale, arroccate a difesa dei privilegi del sangue e altrettanto oppresse dalle oligarchie del denaro. Mi sembra al contrario che il richiamo ossessivo alla laicità, i cui limiti di significato vengono estesi artificiosamente ad ambiti impropri, finisca per essere il collante del sistema comunicativo della paura e della insicurezza. Mentre si celebra questo stucchevole dibattito, due fra le società più “laiche” dell’Occidente, l’Italia e la Francia, stanno offrendo lo spettacolo indegno del respingimento differito di 18.000 ragazzi della Tunisia, dipinti come attori di una invasione, ad uso e consumo degli stessi elettori ai quali si indirizza l’isteria laicista e anti-islamica dei governi in carica. Di fronte a tutto questo Ahmed suggerisce alla sinistra di chiudere per legge tutte le Moscheee per superare in laicità il Fronte Nazionale e la Lega? O forse di istituire un esame di ammissione per avere un visto Schengen che comprenda l’abiura della propria religione e l’accettazione della “religione laica”? NON CREDO CHE CONQUISTEREBBE UN VOTO. Al contrario si vede un decifit di proposta per la giustizia sociale che andrebbe colmato

  • lina

    al sig. Di Nunzio

    La sua pretesa che in Europa debba esserci rispetto per una religione che , dove è maggioritaria e di Stato, come in Iran (ma anche in altri Paesi), non ammette ad esempio che una donna possa fare il giudice, perchè non è giusto che una femmina possa sentenziale su un uomo, rientra in quello stato confusionale del relativismo di sinistra europea che non ha le mai portato bene, quando l’ha voluto applicare questi principi a temi non-politici, ma religiosi.
    Se Di nunzio teme di vivere in uno Stato europeo che lo opprime, ha tutta la libertà di andare a vivere dove non trova costrizione. A differenza di una donna mussulmana, lui può !!

    PS la sig.ra Ebadi, premio Nobel, era giudice in Iran, prima dell’avvento di Komheini. Da allora ha dovuto lasciare la carica.

  • Ahmed

    Gentile Di Nunzio, lei vede tutto nella prospettiva dell’immigrazione. Sara’ deformazione professionale 😉 ma ammettera’ che il problema del rapporto tra Stato e religioni e’ universale.
    Inoltre le consiglio di lasciar perdere la lagna dei “poveri” musulmani immigrati, confondendo problemi migratori con problemi religiosi.
    Se vi sono persone indigenti in paesi a dittatura islamica che sono costrette ad emigrare in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita, troverei corretto per i partiti e sindacati della Sinistra fare battaglie ed adoperarsi per aiutare queste persone (e’ proprio nel DNA della Sinistra) senza pero’ rinunciare alle proprie idee ed ai propri valori.
    Il Socialismo ha valori antitetici all’ideologia islamica. Punto.
    Inoltre, una cosa e’ la critica (legittima) alla ideologia islamica, un’altra e’ attaccare le persone che sono (loro malgrado) portatrici di questa dis-cultura, a causa di lavaggi del cervello che subiscono fin da bambini.
    Dobbiamo comprendere la differenza tra culture e veicoli delle culture.
    Nessun paese a dittatura islamica permette il pluralismo culturale e religioso, per cui le persone crescono sotto dittature culturali asfissianti. Senza liberta’ non ha senso parlare di cultura, ma solo di indottrinamento.
    Se fosse passato nel ’39 in Germania avrebbe dedotto che la “cultura” dei tedeschi era il Nazismo, mentre dopo soli 20 anni la Germania aveva costruito con la Socialdemocrazia uno Stato Sociale giusto ed efficiente.
    Dobbiamo aiutare le sorelle ed i fratelli islamici a ribellarsi alla dittatura islamica e ad intraprendere un percorso di liberta’ ed auto-determinazione.
    Le culture non vengono create dai “popoli” (concetto romantico e completamente insensato dal punto di vista antropologico), ma dalle classi dominanti che inventano ed utilizzano dette “culture” per dominare le societa’. L’ideologia islamica nasce per riunificare tribu’ beduine litigiose e lanciarle alla conquista dell’Impero Persiano e Bizantino (“romano” secondo il Quran). E’ un mix inestricabile di dominio politico e militare veicolati da leggende religiose. Perche’, noi Socialisti, dovremmo avere una qualunque forma di rispetto per questa superstizione?

  • carlo

    Il sig. W. Di Nunzio se le cerca.
    Lamentare un anti-islamismo in Europa, quando in Egitto è proibito che un cittadino egiziano di religione copta possa tenere nelle scuole di Stato lezioni di lingua araba, poichè questa è la lingua di Dio e quindi sacra e non profanabile da un non-musulmano, la dice lunga su come lui ragiona.

    Il suo obiettivo è contribuire ad una sostanziale modifica dei rapporti demografici al fine di alterare nel lungo periodo anche quelli elettorali. L’islam si imporrebbe “democraticamente”.

    Sarebbe una forma di dittatura della maggioranza.
    Hitler e Mussolini presero il potere approfittisdo del sistema libertario.
    Il Di Nunzio non ha nulla in comune con la sinistra !

  • Valter Di Nunzio

    @ lina. Shirin Ebadi, nonostante le indubitabili persecuzioni di cui è stata oggetto in Iran, non condivide affatto il “modello occidentale” e credo abbia ragione quando afferma che i suoi guai non vengono dall’Islam ma da uno Stato, che in molti casi usa l’Islam per legittimarsi.
    Non è la prima volta che sento da questo lato l’invito (quanta laica tolleranza..) a lasciare l’Europa: rispondo anche a lei che se decidessi di andarmene dall’Europa non mancherò di avviserla; nel frattempo consiglio anche a lei di abituarsi alla presenza di qualche milione di europei musulmani, perchè è improbabile che scompaiano di colpo.
    @ Ahmed. Nonostante le molte cose che suggerisce alla Sinistra non si riesce a capire se voglia che questa adotti provvedimenti più o meno restrittivi verso l’Islam di quelli adottati dalla Destra. La verità e che proprio l’immigrazione mette alla corda la presunta universalità dei valori “laici”: appena ci sono degli “altri” in “casa nostra” si fatica, e molto, a riconoscere loro gli stessi diritti e la stessa dignità. Riguardo alle superstizioni, anch’io considero non proprio plausibili le sue convinzioni tardo-illuministe e le sue funamboliche ricostruzioni della storia contemporanea, ma non penserei mai di chiederle qualsiasi forma di abiura.
    @ carlo L’Islam in Egitto convive da 1300 anni con la numerosa minoranza copta, mentre solo da meno di cinquant’anni l’Europa accetta la presenza legale di altre religioni. Se vuole conoscere le opinioni in merito dei miei fratelli più “estremisti”, Jamiat Al-Ikhwan Muslimin, può leggere una interessante intervista su Limes. Li troverà molto più democratici di quanto le faccia credere “il lavaggio di cervello” (mi scusi se uso le immaginifiche parabole di Ahmed) della guerra di civiltà.

  • alvise

    @W. Di nunzio
    lei parte dall’assunto che le dottrine religiose rappresentino il rapporto tra Dio e l’Uomo nello stesso modo. Non è vero.

    Sarebbe lungo spiegare come e perchè cristianesimo e islam differiscano. Quello che alla fine rimane sono però due concezioni dell’uomo molto distanti. Papa Benedetto XVXI ne ha accennato in diverse occasioni, (una fu nel discorso di Ratisbona) ottenendo in cambio minacce e comunque incomprensione da parte musulmana.

    Che l’obiettivo dell’islam sia da sempre la “conversione” con le buone o con le cattive dell’occidente cristiano è un fatto che è difficile negare.
    Capisco perfettamente che lei sostenga le ragioni dell’immigrazione solo perchè questa favorirà nel tempo quel “cambiamento” demografico e quindi social-politico del continente.
    Fino ad ora la linea “terza” di gran parte della sinistra europea, che non vuol stare affianco di nessuna religione, vi ha offerto margini di accettazione, che però si stanno riducendo.
    Questa posizione auto-lesionista della sinistra nostrana è infatti uno dei motivi profondi delle sue ripetute sconfitte elettorali.
    Non si possono infatti difendere allo stesso tempo le ragioni delle nostre classi più disagiate – zoccolo duro dell’elettorato di sinistra – ed anche quelle di altre categorie che competono con queste.
    Le prime votano, le seconde no.

    Non è lei quindi il “problema”, ma chi ospita e pubblica le sue ragioni, credendo in questo modo di “essere democratico” e di fare l’interesse delle nostre classi più deboli ed indifese.

  • carlo

    Prendo atto del fatto che il sig. Di Nunzio nel suo post 6, non ha smentito quanto ho scritto nel mio post 5.
    Devo concludere che ne riconosce la veridicità.
    Il resto sono scusette.

  • Valter Di Nunzio

    @ carlo. La mia smentita implicita riguardava il fatto che in Egitto un cristiano copto non possa insegnare la lingua araba. Ho degli amici egiziani, sia musulmani che cristiani, che smentiscono.
    @ carlo e alvise sulla demografia. E’ un argomento che da Malthus in poi suscita da un lato paura e da un altro noncuranza, entrambe esagerate. Però è un fatto sistemico, che ha poco a che fare con la religione. In particolare, la pressione demografica del giovanissimo continente africano sull’Europa decrepita è un fatto. Che incroci molto parzialmente il tema del pluralismo religioso è del tutto accidentale. Chi come me crede in DIO (Subbhana wa t’ala) pensa però che questo e tutte le altre cose del Mondo hanno un senso.
    @ alvise sul rapporto fra uomo e Dio e sulla sinistra. La profondità di pensiero del capo della Chiesa di Roma, Sua Santità Benedetto XVI, non è neanche lontanamente paragonabile alle idiozie contro di noi della propaganda laicista. Le differenze fra noi e i cristiani non hanno mai impedito al Papa di esprimere posizioni di grande saggezza sulla pace, il reciproco rispetto e la solidarietà.
    Per quanto riguarda la Sinistra la verità è che perde le elezioni sul tema dell’immigrazione e non dell’Islam. Per capirci se gli immigrati venissero in prevalenza dalla Birmania e fossero buddisti le reazioni di Marine Le Pen e Borghesio sarebbero uguali, il loro impatto su una parte dell’opinione pubblica immutato. Va da se che l’immigrato che non si inchina davanti a noi chiamandoci “padrone” risulti ancora più sgradito. Ma la realtà è che è lui che pagherà la nostra pensione ed è la Cina che detetiene gran parte del debito pubblico esterno dei Paesi sviluppati. La globalizzazione non è un pranzo di gala. Anche questo è un fatto.

  • carlo

    @W. di Nunzio
    la notizia che un copto non possa insegnare l’arabo nelle scuole egiziane la si legge sul sito asianews.it negli articoli di padre Shamir, principale collaboratore del Papa sulle questioni tra islam e cattolicesimo.
    Questa è la mia fonte. Della sua non so nulla.

    Nessuno solleva in Europa veri problemi se l’immigrazione arriva da paesi non-islamici. Poichè questo è il gruppo culturalmente meno integrabile nel tessuto sociale e culturale europeo. Una controprova è il numero di matrimoni tra giovani europei e ragazze che vengano da paesi islamici, se lo confrontiamo con il numero degli altri matrimoni misti.
    Se non c’è lo scambio delle femmine – scriveva Levi Strauss ancora a fine anni 30 , dopo un lungo soggiorno in Amazzonia – le tribù non si mescolano e prima o poi scoppiano liti insanabili.

    Non mi risulta che gli estremisti della Lega se la prendano con sudamericani o filippini. Anche gli indiani sono più “accettati” dei mediorientali o dei magrebini.
    E anche questo è un “respingimento” di fatto.

  • Valter Di Nunzio

    @carlo La carriera di Borghesio, eurodeputato leghista inizia a S.Salvario, quartiere di Torino, dove gli stranieri di turno erano nigeriani di religione evangelica pentecostale. Per anni l’incubo di Bossi sono stati gli albanesi e non risulta che distinguesse fra musulmani, greco ortodossi o cattolici orientali (chissà se sa che queste religioni esistono), sostituiti per un certo periodo dagli slavi e più recentemente dai rumeni. Ma non sono mancati attacchi a rom, “negri” e agli odiati cinesi. E’pacifico che, come le ho detto, i musulmani non di inchinano e per questo sono ancora più indigesti.
    Bella la storia dello scambio delle “femmine”! Io sono italiano, musulmano e mia moglie è di Mauritius,cristiana. Abbiamo amici musulmani afghani, marocchini,pakistani e bengalesi con mogli polacche, italiane, rumene, eritree, georgiane etc.

  • alvise

    @Di Nunzio
    se davvero è musulmano, lei è tenuto ad allevare i suoi figli secondo la religione islamica. Non certo quella di sua moglie. Sbaglio ?
    E se uno di questi fosse femmina, varrà “la metà” del maschio ?

    Cosa accada o accadrà nella famiglia Di Nunzio non lo sapremo mai e neppure può riguardarmi. Conosciamo però il percorso verso l’islam, fatto da molta gente che proviene dall’estrema sinistra ( e estrema desrta) italiana.
    La nuova religione garantisce loro di rimanere “anti-sistema”, proprio come quando erano giovani.
    Gli esempi in tal senso , anche in anni che precedono 11/9 , sono diversi.
    Roger Garaudy era tra questi…

    Ciò che conferma e mantiene la scelta “anti-sistema” dei neo-convertiti, è il fatto che non risulta facciano molto per un islam europeo. Preferiscono continuare sulla linea politica precedente. Protetti stavolta dal nuovo abito religioso.
    Non si sono mai viste ad esempio manifestazioni islamiche in piazza contro la pena di morte per blasfemia (caso Asia Bibi in Pakistan) o per l’assassinio del ministro pakistano che la voleva difendere…..
    Quando li vedremo nelle strade su questi temi, allora le loro critiche su questi blog varranno qualcosa, perchè non più unidirezionali.
    alvise

  • carlo

    Mi sia permesso precisare.
    Lo scambio delle femmine, così come viene raccontato in “Antropologia strutturale” dal noto Levi Strauss, e che io ho ricordato nel mio precedente messaggio, deve avvenire nei due sensi.
    Non basta che una tribù non ponga problemi a matrimoni di sue donne con maschi di una seconda. Presuppone che lo scambio avvenga anche nell’altro senso, cioè che ragazze della seconda possano unirsi a uomini della prima.
    Non mi pare che questo accada con facilità e in grande numero tra il gruppo musulmano e quello cristiano.
    Come spesso gli succede il sig. Di Nunzio ama equivocare.

  • Valter Di Nunzio

    @ carlo. Mi era chiaro il senso dell’obiezione. Come sa l’Islam vieta a una donna musulmana di sposare un non musulmano e tuttavia molte amiche marocchine o tunisine hanno potuto sposare degli italiani convertiti. Devo dire che in molti casi è una conversione piuttosto formale (molto formale) e nessuno si scandalizza più di tanto, neppure quei serissimi imam con la barba che fanno tanta paura.
    @alvise. Troppa grazia! Solo accostare il percorso del sottoscritto con quello di una grande persona come Roger Giraudy è GIA’ ESAGERATO. Essere anti-sistema comunque non credo sia ancora vietato. Ma non è il mio caso: chi è seriamente religioso vede il mondo sensibile come un unico Sistema, mentre i sistemi economici, politici, culturali sono “dunia”, cose passeggere. In questo contesto mi sembra però interessante lo sforzo dell’islamismo politico in Egitto, Turchia, Tunisia, Libano, Algeria etc. di produrre dei sistemi democratici basati sui valori islamici.

  • Paolo1984

    “Grande persona” Garaudy negazionista della Shoah..non oso chiedere a Di Nunzio cosa pensa di Faurisson.

  • Paolo1984

    Comunque Di Nunzio conferma che l’uomo che s’innamora di una musulmana è obbligato a convertirsi (formalmente o meno) mentre la donna no. Ergo l’uomo musulmano può sposare chi vuole, la donna no.

  • lina

    La cosa più triste in questo scambio di messaggi tra musulmani e cristiani è che nessun compagno di quelli atei, “duri e puri”, vi prenda parte.
    La religione non li riguarda, perchè la giudicano un fenomeno superato.
    Temo sia proprio vero il detto biblico : “Dio rende ciechi, chi Lui vuole perdere” !

  • Valter Di Nunzio

    @paolo. Roger Garaudy è un uomo di più di 95 anni, credo, con un passato esemplare di antifascista, di rivoluzionario e di pensatore. Non vorrei aprire un nuovo fronte sulla Shoah, ma mi corre l’obbligo di dirle la mia opinione. a) La shoah è sicuramente avvenuta b) Le sue dimensioni sono state sicuramente ingigantite dai vincitori della II guerra mondiale, come “mito fondativo” dell’ordine di Yalta c) La preposizione b) non riduce affatto le responsabilità dei nazisti d) La preposizione a) non assolve l’entità sionista di Israele dall’essere l’ultimo pezzo di colonialismo e razzismo rimasto sul pianeta. Posso solo aggiungere che è ovviamente un cretino razzista chi odia una persona in quanto ebrea, se è un cretino musulmano fa anche “haram”.

  • Valter Di Nunzio

    … volevo dire proposizione b) e non preposizione b) e lo stesso vale per la a). Il senso sarebbe alterato. Scusate

  • carlo

    @Di Nunzio
    in merito al suo post (14).
    Lei di fatto conferma la regola diffusa e ampiamente praticata in tutto il mondo, per la quale è proibito alle donne islamiche di sposare ragazzi di qualunque altra Fede. A meno che prima non si convertano all’islam.
    A me sembra che il suo post sia un’evidente propaganda di razzismo islamico.
    Non so il titolare del blog se ne sia accorto.
    Mi meraviglia che non l’abbia sanzionato con la non-pubblicazione, perchè quel post diffonde idee contrarie alla legge italiana.

  • Paolo1984

    “Roger Garaudy è un uomo di più di 95 anni, credo, con un passato esemplare di antifascista, di rivoluzionario e di pensatore.” valter di nunzio
    Giusto. Una persona va giudicata per il complesso della sua vita e non solo per una sua parte..quindi, perdoni, ma non resisto alla curiosità di chiederle cosa pensa di Oriana Fallaci, anche lei con un passato di antifascista (staffetta partigiana a 14 anni), e poi reporter di guerra, scrittrice.
    Anche lei era una “grande persona”?

  • Ahmed

    Ritornando all’articolo:
    Vi sono molte parole usate a sproposito. Una di queste e’ “stigmatizzare”, che e’ in realta’ l’atteggiamento di chi vuole stigmatizzare a priori chiunque critichi l’ideologia islamica, senza neppure entrare nel merito della critica.
    La c.d. “stigmatizzazione” di un’ideologia non ha senso. Se ad una persona non piace l’ideologia liberista, sara’ libero di parlarne male e pensarne peggio. Lo stesso vale per qualsiasi ideologia, inclusa l’ideologia islamica.
    Come sempre gli islamisti giocano sui significati delle parole per stravolgerne il senso, identificando gli individui con le ideologie.
    Se vi e’ un gruppo di persone che segue l’ideologia islamica, e’ sbagliato attaccare gli individui, ma pienamente legittimo criticare, anche ferocemente, l’ideologia. Se uno dicesse: “islamici mi fanno schifo” avrebbe tutta la mia riprovazione. Ma se dicesse che l’ideologia islamica gli fa schifo, avrebbe tutta la mia solidarieta’, conoscendo molto bene questa ideologia ed essendone inorridito.
    E’ per questo che dobbiamo lottare a favore della massima liberta’ di critica, di qualsiasi ideologia.
    Non e’ accettabile nessuna legge sulla blasfemia, perche’ cio’ che gli islamisti concepiscono come blasfemia e’ semplicemente la critica alla loro ideologia. Cioe’ la CENSURA.
    Pensate che follia se l’UMP si battesse per una legge che punisse chi critica Diderot o Voltarie. Sarebbe fascismo allo stato puro. Eppure gli islamisti fanno battaglie (anche alle UN) per imporre un’agenda anti-libertaria, che non permetta la liberta’ di parola.
    La mancata distinzione tra individui ed ideologie di cui sono portatori gli individui stessi, deriva dalla natura assolutamente totalitaria dell’ideologia islamica, che, laddove prenda il potere (nei secoli passati militarmente, oggi attraverso politiche di espansionismo demografico) impone l’identificazione della societa’ intera con l’ideologia. In detti paesi i gruppi religiosi differenti sono in parte tollerati (cristiani, ebrei, zoroastriani) ma trattati come esseri inferiori in un vero e proprio apartheid religioso, ovvero massacrati bellamente, come e’ stato nel caso degli induisti e dei buddisti nel sub-continente indiano.
    Non parliamo neppure di come l’ideologia islamica consideri gli atei: meno degli animali.

  • Valter Di Nunzio

    @ Ahmed. Mi scusi ma noto una certa fumosità. Gli Stati non “combattono ideologie..” il loro mestiere è fare leggi, applicarle e punire chi le viola. Vorrei capire da lei se pensa che gli Stati europei debbano prendere provvedimenti di diritto contro l’Islam oppure no. Dopo di chè lei è libero di combattere tutte le “ideologie” che vuole.
    @ carlo. Lei al contrario di Ahmed ritiene che le opinioni dei musulmani sono reati: promuova una azione giudiziaria.
    @ paolo e carlo. La sharia non vincola solo le donne ma anche gli uomini: un musulmano può sposare solo una musulmana, una cristiana o una ebrea. E’ un divieto contenuto nel Quran al-karim, che si accetta diventando musulmani. Dio (gloria all’Altissimo) è l’unico sapiente.
    @ paolo. Penso che Oriana Fallaci sia stata una grande persona della quale non condivido le idee. Le mie rispetto alla Shoah spero risultino chiare: so che contravvengono il dogma sionista, sancito in Francia dai tribunali di quel regime.

  • Paolo1984

    Bè signor Di Nunzio, resta il fatto che un musulmano può sposare donne cristiane o ebree, mentre una musulmana può sposare solo un altro musulmano ,nell’islam è la religione paterna quella che va trasmessa ai figli perciò il marito deve essere musulmano. L’ebraismo invece è matrilineare (dal punto di vista religioso sei ebreo solo se lo è tua madre) quindi suppongo che là le limitazioni saranno diverse..in un caso e nell’altro si tratta di vincoli anacronistici e assurdi, a mio modo di vedere, ma del resto io sono un agnostico illuminista, lei invece si affida alla sapienza di Dio quindi ancora una volta constato che le nostre visioni sono inconciliabili.
    una cosa sugli Stati che non combattono ideologie: lei saprà sicuramente che in Italia ci sono leggi contro l’ideologia fascista e la sua apologia e in Germania ci sono leggi molto più cogenti delle nostre contro l’apologia di nazismo..questo per dire che gli Stati, anche democratici, le ideologie le combattono eccome specie se si tratta di ideologie che hanno scatenato una guerra mondiale e sterminato mezza Europa. Infatti gli USA che non hanno mai conosciuto direttamente il totalitarismo, non hanno reati d’opinione (ma fenomeni autoritari e isterici si sono verificati anche là, penso al maccartismo, all’isteria anticomunista)
    Io personalmente sono contrario ad istituire reati d’opinione contro qualunque ideologia incluse quelle religiose (non voglio fornire a nessuno appigli per definirsi “martiri della libertà d’espressione”), però farei campagne d’informazione, battaglie culturali per promuovere il laicismo. Questo sì.

  • Paolo1984

    Tra l’altro fare leggi contro le ideologie religiose temo violerebbe il principio della libertà di culto, cosa in cui credo molto.

  • carlo

    @ Di Nunzio
    ancora una volta osservo che le piace equivocare. Sappiamo che nella sua religione ciò è lecito, soprattutto se la menzogna si rivolge ad infedeli.
    E già questo mi pare razzista.

    Razzista e sessista è ammettere che non vi sono vincoli per un maschio islamico sposare femmine di altre religioni, mentre ciò è proibito per una ragazza musulmana.

    Razzista e sessista è ammettere che uno possa avere più mogli, mentre è adulterio per una femmina, punibile con la morte.

    Razzista e fascista è perseguitare un musulmano che decida di convertirsi ad un’altra fede.

    Razziste sono le regole che imponete alle donne (dal diritto di famiglia , alle eredità, al ruolo nei tribunali etc)

    Potrei anche continuare, ma qui mi fermo.
    In realtà non ho fatto questo elenco per dimostrare quanto intollerante sia l’islam che lei professa, ma per tirare per la giacchetta, chi a sinistra – nel nome di un male inteso multiculturalismo – non si accorge di favorire un nemico acerrimo. molto più pericoloso del cattolicesimo.

    E in politica tutto si può perdonare, meno che l’idiozia.