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FranciaEuropa

Le religioni difendono la laicità

Tutte le religioni di Francia scendono in piazza a difesa della laicità. A pochi giorni dal “dibattito” voluto dall’Ump, il partito di Sarkozy, che doveva essere una grande discussione nazionale e che si è ridotto a un convegno di poche ore il 5 aprile, i dirigenti delle sei principali religioni – cattolici, protestanti, ebrei, musulmani, ortodossi e buddisti – hanno firmato un testo comune pubblicato oggi dal quotidiano La Croix. Scrivono: “la laicità è uno dei pilastri del nostro patto repubblicano, uno dei supporti della nostra democrazia, uno dei fondamenti del nostro voler vivere assieme. Cerchiamo di non delegittimare questa preziosa conquista”. I religiosi mettono in guardia contro “amalgami e rischi di stigmatizzazione”. Anche se “il dibattito è sempre segno di salute e vitalità”, si chiedono se “un partito politico, fosse pure di maggioranza, è la buona istanza per condurlo da solo?”.

Le religioni sono preoccupate per la piega che sta prendendo il “dibattito”, voluto dall’Ump e che fa seguito a quello dell’anno scorso, dedicato all’ “identità nazionale”.  Alla luce di quello che è successo alle elezioni cantonali, e la scelta dell’Ump di rifiutare il fronte repubblicano in caso di ballottaggio tra un candidato di sinistra e il Fronte nazionale, anche le chiese si preoccupano della deriva estremista che sta prendendo il partito di Sarkozy, per volontà  del presidente. Non tutti sono d’accordo su questa svolta e l’Ump si sta lacerando su questa questione. Ma Sarkozy, che teme, stando ai sondaggi, di non riuscire ad arrivare al secondo turno delle presidenziali nel 2012, punta sulla seduzione dell’elettorato dell’estrema destra, che è in crescita.   Il “dibattito”, che in un primo tempo avrebbe dovuto essere dedicato all’ “islam in Francia”, dovrebbe quindi servire a brandire la “laicità” per limitare la visibilità dell’islam. Di qui i timori, ben reali, di derive di stigmatizzazione. L’11 aprile entra in vigore la proibizione del burqa in tutto lo spazio pubblico, mentre per  il nuovo ministro degli interni, Claude Guéant, anche i “segni religiosi” (il velo, ma di conseguenza anche la kippa o una catenina con la croce) dovrebbero venir banditi non solo, come è già per legge, per gli impiegati pubblici, che non devono manifestare nessuna appartenenza religiosa ostentatoria, ma anche  per gli utenti dei servizi (ospedali, ma se interpretato alla lettera potrebbe riguardare persino gli uffici postali o i trasporti pubblici).  Guéant,  da poco responsabile degli interni, si è già distinto per una serie di affermazioni che hanno convinto Marine Le Pen a proporgli l’adesione al Fronte nazionale. “I francesi non hanno più l’impressione di essere a casa propria” è una di queste.