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Ceci n'est pas un blog

Le opinioni non sono fake

Correva l’anno 2015 quando account di destra ma anche quelli sovranisti-sinistri e fenomeni vari dell’opinionismo politico, facevano circolare una foto tratta da un libro di testo delle elementari che, a detto loro, esaltava le migrazioni anche quelle barbariche per rapportarle alle migrazioni di oggi.

Diego Fusaro martedì scorso pubblicava una manica di fesserie su Lettera 43 denunciando che ci fanno il lavaggio del cervello, che stanno riabilitando “il migrante Attila” fino a citare Orwell, esercizio che compie quasi sistematicamente, partendo da una foto di un libro scolastico delle elementari.

“Insomma, gli Unni e Attila, da invasori che hanno spazzato via una civiltà occupandone con la violenza gli spazi reali e simbolici, sono ricatalogati come migranti che debbono essere integrati.”

Attraverso questo pensiero il nostro brillante tuttologo televisivo che si spaccia per marxista-gramsciano ci descrive il grande complotto (Sorosiano o non? Il dubbio non è stato sciolto) con cui stanno plagiando le menti di giovani studenti e studentesse per fargli accettare le odierne ondate di deportazione di massa (pudicamente chiamata “immigrazione di massa”) di nuovi schiavi a basso costo per il capitale” (beh del resto in effetti questo è un fenomeno davvero recente) aggiungendo che “Esse diventano, improvvisamente, un fenomeno da sempre esistito, naturale come l’aria che respiriamo o come l’andamento dei pianeti: da Attila ai barconi, da Odisseo a Lampedusa, senza soluzione di continuità. Sempre il medesimo, inevitabile perché naturale, giusto perché da sempre esistente”.

A dire più o meno le stesse cose del sedicente marxista fu nel 2015 anche Claudio Borghi (economista no euro in quota Lega) attraverso il suo profilo twitter denunciando il fatto è che usano questo “neo-linguaggio” per esaltare le migrazioni e l’integrazione quando invece si tratta di invasione.

Tempo fa, dopo uno scambio con la public editor de La Stampa Anna Masera, rigurdo un articolo nello spazio “blog” del sito web de La Stampa mi veniva spiegato che “le opinioni non sono notizie e sono opinabili” deresponsabilizzando la stessa pagina web sul contenuto dei suoi articoli ops opinioni. Ah l’articolo in questione “diciamo la verità sulla droga ai nostri figli” partiva dall’assunto “dalla canna si passa al buco” però la opinionista de La Stampa, Antonella Boralevi, la spacciava per verità senza che il suo discorso fosse sostenuto da una qualsiasi ricerca scientifica o sociologica. Ma del resto sono opinioni, mica servono..

Quindi inutile parlare di fake news, discutere su opportunità o meno della giustezza di provvedimenti che dovrebbero contenerle, quando attraverso “l’opinione” è possibile spacciare qualsiasi tipo di notizia. Che senso ha fare il “manifesto delle parole ostili” che connette l’odio web alle fake news, deresponsabilizzando i media stessi? Loro non producono contenuti web che spesso supportano le stesse false notizie? Non producono i contenuti utilizzati dagli “haters” per insultare altri utenti? Se ci avete fatto caso, ormai i siti dell’informazione mainstream, sono pieni di pagine “blog” dove i loro opinionisti di fiducia possono dire qualsiasi cosa senza che metta in imbarazzo nessuno come nel caso di Lettera 43 e di Fusaro, che commenta oggi una notizia del novembre 2015 (poteva almeno andare a controllare l’edizione di quest’anno) ma soprattutto denotando come il filosofo-marxista-opinionista televisivo non sappia leggere affatto bene visto che, nella foto che dovrebbe incriminare il testo, ci sta scritto chiaramente “Fra i regni nati dalla divisione dell’impero d’occidente, durano di più quelli in cui romani e barbari si integrano fondendo le rispettive culture e vivendo pacificamente. Un esempio posivitivo è il regno dei Franchi”.

Perché negare le grandi migrazioni delle epoche precedenti e che in effetti ci furono forme di intregrazione tra le popolazioni conquistate e conquistatrici è da ignoranti ma di un’ignoranza che non tanto ignora i fatti storici ma che li plasma ai fini dei propri ragionamenti. Ad esempio per sostenere la tesi xenofoba dell’invasione fino a quella del pericolo dell’islamizzazione.

Eppure ci sono arrivato anch’io che non sono filosofo né laureato anzi sono diplomato in ragioneria, dove storia l’abbiamo studiata per modo di dire.

PS il link all’articolo di Diego Fusaro non è stato messo appositamente proprio per non regalare clic a quello spazio web. Se siete così curiosi o curiose avete tutte le coordinate per trovarlo.

  • rapa banton

    Scrivere di “Un esempio positivo…” è fuorviante, esattamente come dice Fusaro. Positivo de che? Era un regno forte perché seppe imporsi su altri barbari, punto.
    E poi? La perdita di due terzi della popolazione fu positiva? La perdita delle leggi romane sostituita da codici su base etnica era positiva? La fine della scuola, dei commerci, del mantenimento delle opere pubbliche, delle tecniche agricole…
    E attenzione, fu una perdita anche per gli invasori: con i regni romano barbarici le tribù germaniche persero il diritto di assemblea, per esempio.
    Poi vorrei sapere dove nega che ci siano state migrazioni e integrazione? Semplicemente dice che è assurdo chiamare migrazione una invasione violenta e predatoria.
    Ma qui ti fa comodo non mettere il link. E va bene. Una volta la competenza era di sinistra.