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Lo scienziato borderline

Le nutrie anarco-insurrezionaliste a Modena

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In Emilia, ancora una volta, è emergenza alluvione.

Emergenza permanente, ormai.

Una politica scellerata di violenza al territorio ha provocato, di nuovo, un altro disastro annunciato.

I giornali e le televisioni non ne parlano, è una notizia che non fa notizia: ancora questi Modenesi? Avevano già avuto il Terremoto, cosa vogliono ancora?

Da segnalare l’uscita del sagace Giovanardi, secondo il quale colpa dell’alluvione sarebbe da attribuirsi alla natura stessa: le NUTRIE che con le loro potentissime zampette hanno scavato tunnel al cui confronto il tanto da lui amato TAV impallidisce. Grazie all’azione devastante dei suddetti animaletti sarebbe successo il patatrac. Gli animaletti che vivono sulle sponde del fiume Secchia hanno potuto cotanto disastro.

Sicuramente è molto bello sapere che qualcuno, anche in età senile, è affezionato ai suoi documentari disneyani dell’infanzia, massime l’indimenticabile “La valle dei castori”, coi castorini che facevano le dighe e i laghi.

Ma se volessimo lasciare per un attimo il mondo del bambinismo, potremmo azzardare alcune altre spiegazioni:

– La manutenzione insufficiente degli argini

– La lottizzazione selvaggia di zone alluvionabili

– La distruzione delle aree golenali, naturale sfogo dei fiumi

– La deforestazione delle aree a monte

Ad esser proprio cattivi potremmo poi aggiungere le trivellazioni e i lavori preparatori per l’alta velocità.

Ma certo, no: meglio dare la colpa alle nutrie anarco-insurrezionaliste.

Cerchiamo di tornare seri, perché la situazione lo è molto.

Lascio la penna a Giulia. Lei vive là vicino ed ha scritto una lettera.

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Scrivo dall’Emilia.
Mi permetto di contattarti nella speranza che almeno tu possa aiutarci a dare risalto a ciò che in questi giorni sta accadendo.
Personalmente mi basterebbe anche solo un pensiero, anche solo la pubblicazione di un’immagine… poichè i media nazionali non riportano l’informazione.
A seguito della rottura dell’argine del fiume Secchia, qui nella bassa Modenese sono ormai 5 giorni che diversi comuni risultano allagati, e la loro popolazione è ormai messa a dura prova anche dall’indifferenza generale.
In occasione della piena del 19 gennaio si era aperta una falla larga circa 20 metri, che con la spinta dell’acqua ha raggiunto “quota” 80 metri nel giro di due giorni.
Non voglio entrare nello specifico e nel dettaglio dell’esamina delle colpe… del perchè è capitato e del “per come” si poteva evitare.
Ora l’argine è stato ripristinato, ma qui siamo comunque in stato di emergenza: i volontari della protezione civile ed i vigili del fuoco hanno fatto e stanno ancora facendo miracoli nelle operazioni di assistenza, aiuti e drenaggio delle acque… ciò però non toglie che i danni registrati sono immani.
Ci sono punti in cui il fango nelle case raggiunge i 50cm di altezza… ci sono tratti di strade portati via dalla corrente, ed altri punti in cui l’asfalto è come “eruttato”… ci sono distese di vigneti allagati (la zona del Lambrusco) che rischiano la morte per asfissia alle radici…
Il comune di Bastiglia (MO) è stato il primo ad essere investito dall’ondata, domenica 19/01: nel centro del paese si è registrato circa un metro e mezzo d’acqua, nei punti più bassi l’altezza ha superato i due metri.
Il comune di Bomporto (MO) è stato raggiunto dall’ondata il giorno seguente: il centro del paese ha registrato circa 2,20 metri d’acqua in altezza.
Altri comuni sono stati interessati da questa esondazione, per una superficie totale complessiva di 75kmq di acqua (praticamente un lago di Iseo in Pianura Padana).
La popolazione è stanca e provata, così come i titolari delle aziende… molti si erano da poco rimessi in piedi, a seguito del terremoto che ha colpito queste terre nel 2012. Ora hanno nuovamente perso tutto.
C’è fango da rimuovere, automobili da rottamare, arredi ed elettrodomestici da buttare… ci sono vetrine rotte… case ed edifici da pulire e riqualificare.. tutto di nuovo, tutto da capo.
Sembra non ci sia pace per questa mia terra.
Grazie per qualunque cosa potrai fare.

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Come la destinataria originale di questa lettera, che mi è stata poi girata, rispondo allo stesso modo: non posso che dare visibilità.

Aggiungo, su segnalazione – per chi è interessato – i link per eventuali aiuti ai due comuni più colpiti:

Comune di Bastiglia
http://www.comune.bastiglia.mo.it/protezione_civile/donazioni_a_favore_delle_attivita_di_assistenza_alla_popolazione.htm

Comune di Bomporto
http://www.comune.bomporto.mo.it/protezione_civile/donazioni_numero_di_conto_corrente.htm

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  • Francesco Rossi

    Caro Zucchetti, facciamo un po’ d’ordine. Io sono emiliano, vivo a pochi chilometri dall’area alluvionata. Le nutrie non sono affatto, come scrive lei, degli animaletti simpatici con le zampette, ma toponi pelosi grossi come cani, importati decenni fa dal sudamerica e oggi infestanti le nostre zone lacustri, ove causano enormi danni da ogni punto di vista, forti anche del non avere alcun predatore naturale da un lato e di essere idolatrate come vacche egiziane dagli animalisti dall’altro e quindi intoccabili. Non ci sono piani per l’abbattimento controllato, non vengono cacciate, e così via. E’ OVVIO anche a un bambino, la colpa non è di un topo gigante, ma si deve anche riconoscere che tra le concause di questo disastro c’è il lungo lavorio di queste bestie, sempre trascurate e lasciate riprodurre in maniera esponenziale, che hanno non scavato tunnel, ma intasato canali di scolo e fuga delle acque, creando le loro tane e così via. Ciò rientra nelle concause di cui accennava: poca manutenzione degli argini in primis.

    Mi piacerebbe però trovare in un articolo del genere qualche riferimento puntuale: quando si parla di “lot­tiz­za­zione sel­vag­gia di zone alluvionabili” ha dei dati, dei numeri, o parla in libertà? Non conosco nel dettaglio la zona dove il Secchia ha ceduto, ma vivendo vicino ad un torrente di media portata nelle stesse zone (in prov. di Reggio Emilia) so che le restrizioni da piano regolatore comunale sono parecchio pesanti, non si costruisce nulla entro una certa distanza dal fiume, eccetera. Lei dunque parla di questi argomenti perché ha delle cifre o perché “di solito è così e si sa come funziona in Italia?”

  • gigio

    zucchetti la stimo ma qui l’ha fatta fuori dal vaso il sig. rossi ha proprio ragione ad esempio quando parla di deforestazione delle aree di monte a cosa si riferisce? io abito sull’appennino reggiano vicino al fiume secchia e se vuole avro’ cura di inviarle le foto della situazione di oggi e quella degli anni 30 per vedere le differenze ( 80ANNI FA COLTIVAVANO ANCHE LE CIME DEI MONTI!!!!)

  • Emanuele O

    Sono emiliano anch’io e vivo in un paese appena sfiorato dalle acque del secchia (San Felice sul Panaro).

    Il dato principale è che sono 40 anni che non viene fatta seria manutenzione del fiume Secchia e del suo bacino, passando sul fiume non si vede acqua ma un bosco in abbandono! Senza contare che le varie casse di espansione o manufatti vari a protezione della zona (costate molto piu del previsto) presentano errori di progettazione e funzionano molto meno del dovuto. Vogliamo guardare al fiume Panaro e alle sue casse, fatte entrare in funzione senza MAI aver fatto un collaudo dagli anni ’80 perchè nessuno si voleva prendere la responsabilità del rischio? Le suddette casse presentano già crepe e altri cedimenti pur non essendo mai state usate prima!

    Per questo e mille altre questioni collegate io mi sento preso in giro se uno mi parla di NUTRIE, è un palese tentativo di sviare l’attenzione da chi ha la responsabilità di tutto questo!

  • Cri

    ignorante

  • Horst Trabant

    Rossi, si informi anche lei prima di disinformare. Guardi dove si è costruito in quella zona (le basta google maps aggiornato) e noterà che il problema lì non è stato questo. Se “non conosce nel dettaglio la zona dove il Secchia ha ceduto”, come lei ammette, è lei che scrive boiate stile “di solito è così e si sa come funziona in Italia?”

  • Costantino Lebano Di Lustra

    horst trabant…QUELLO DISINFORMATO E’ LEI!!! IO VIVO A BASTIGLIA E SONO POTUTO RIENTRARE IN CASA SOLO IERI, E QUELLO CHE VEDO INTORNO E’ SOLO FANGO E DISTRUZIONE!!! L’EMILIA NON E’ LA TERRA DEI FUOCHI…QUI LE MANUTENZIONI SI FANNO, E SI FANNO BENE!!! PROBABILMENTE LA VERSIONE DI GOOGLE MAP CHE UTILIZZA L’HA AGGIORNATA LA CEPU!!! PROBABILMENTE LEI E’ SOLO UN IPOCRITAMBIENTALISTA CHE DIFENDE A SPADA TRATTA LE NUTRIE, ANIMALI CHE NON ESSENDO AUTOCTONI, NON HANNO PREDATORI NATURALI E SI MOLTIPLICANO COME I CONIGLI, CON LA SOLA DIFFERENZA CHE UNA SOLA NUTRIA PUO’ SCAVARE UN TUNNEL DI 10 METRI IN UNA SOLA NOTTE….E IL RISULTATO E’ QUESTO.SI INFORMI BENE PRIMA DI DIRE TALI STRONZATE..
    INOLTRE CONSIGLIO AL MANIFESTO DI SERVIRSI DI GIORNALISTI COMPETENTI, E NON DI QUESTO ZUCCHETTI, CHE SEMBRA NON SAPERE FARE UN CERCHIO CON UN BICCHIERE!!!

  • leones

    Mah! Non so se le nutrie c’entrano qualcosa, ma

  • Horst Trabant

    guardi: vivo a Soliera, a sinistra dell’argine fallato, a me le nutrie fanno schifo e se le potevano tenere in Sudamerica, poi per quanto possibile lì ho fatto anche il volontario. Ma se si produce una falla del genere sull’argine a me viene da pensare che ci sia qualche organo (tipo Aipo, che ha competenza sul Secchia) che così bene non ha lavorato. Tutti i suoi compaesani che parlano di tragedia annunciata, giustamente peraltro, dubito che credano alla fola delle nutrie