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FranciaEuropa

Le Mistral per i dittatori

François Hollande ha messo in guardia solennemente l’Arabia saudita, chiedendo di “rinunciare” all’esecuzione del giovane Ali Al-Nimr, condannato ala decapitazione e alla crocifissione. Ma lo stesso Hollande ha chiuso tutti e due gli occhi quando ha concluso il contratto di vendita delle due navi da guerra Mistral all’Egitto del generale Sissi. Hollande fa finta di non sapere che parte del finanziamento viene dall’Arabia saudita, del resto diventata il principale alleato nella zona del governo socialista (Sarkozy aveva privilegiato i legami con il Qatar). In pochi mesi, le due Mistral, che erano state costruite per la Russia, hanno trovato un nuovo acquirente. La Francia, che era il primo paese Nato ad aver concluso un grosso contratto di vendita di armi con Putin, è stata costretta a fare marcia indietro, a causa delle sanzioni contro la Russia decise a causa della crisi in Ucraina.  Putin ha dato il suo accordo per la destinazione egiziana, dopo la restituzione di quasi un milione di euro, che erano già stati versati alla Francia per le due navi Mistral. Il governo afferma cosi’ che Parigi “non perde soldi” nella manovra. Ma perde l’anima, se questa esistesse nelle vendite di armi: la Francia, del resto, ha già venduto a Sissi 24 Rafale della Dassault e una fregata multimissione. Nel 2020, si rallegra l’industria di armamento francese secondo il ministero della Difesa a Parigi, “l’Egitto possederà sette navi francesi di primo rango”. Sulle  due Mistral devono essere fatte delle modifiche per eliminare la tecnologia russa che era già stata imbarcata (ci sono anche i ponti che si auto-riscaldano, adatti a Vladivosk ma non al Mar Rosso..). Dopo aver addestrato i russi, adesso i francesi addestreranno 400 marines egiziani a Saint-Nazaire e per la prossima primavera sono anche previste manovre congiunte franco-egiziane. Sempre in nome dell’alleanza contro il terrorismo (e grazie ai soldi dell’Arabia saudita).